mercoledì 11 febbraio 2026

Perché il numero 108 è sacro nel Buddismo?

Il Walk for Peace sta per finire, e oggi ricorre il giorno 108. Piuttosto che essere solo un altro conte del viaggio, il numero 108 è stato a lungo usato nel buddismo per descrivere la gamma di esperienze umane e reazioni mentali. Comprendere questa prospettiva offre un contesto più profondo al percorso della vita umana.
Nel buddismo, il numero 108 non è solo un numero casuale. Come Buddha ha insegnato a comprendere la mente, rappresenta il panorama totale del disturbo mentale umano e il percorso disciplinato verso la chiarezza. Pensala come una mappa della mente.

Ci sono quattro parti che condizionano il modo in cui viviamo la vita: i sensi, i sentimenti, le reazioni e gli arredi temporali. Abbattiamolo.
1️⃣ Viviamo la vita attraverso sei sensi
Il buddismo insegna che tutto ciò che sperimentiamo passa attraverso sei porte:
▪️Occhi (quello che vediamo)
▪️Orecchie (quello che sentiamo)
▪️Naso (quello che annusiamo)
▪️Lingua (che assaggiamo)
▪️Corpo (quello che sentiamo attraverso il tatto)
▪️Mente (i nostri pensieri, ricordi ed emozioni)
Questi sensi sono come la vita ci raggiunge. Formano il fondamento della percezione, e comprenderli aiuta i praticanti a riconoscere come nasce la consapevolezza e come iniziano le reazioni.
2️⃣ Ogni esperienza sembra uno dei tre modi
Ogni volta che qualcosa ci raggiunge attraverso i sensi, di solito lo sentiamo come:
▪️Piacevole
▪️Sgradevole
▪️Neutro
Ad esempio, durante una giornata normale potresti sentire musica che ti piace, creando una sensazione piacevole, o sentire un rumore duro che produce disagio, che sembra spiacevole, mentre molti suoni di sottofondo passano senza reazioni forti e rimangono neutrali. Questi spostamenti avvengono costantemente, spesso senza preavviso consapevole, modellando umore e comportamento momento per momento.
Questo processo continuo forma il tono emotivo dell'esperienza quotidiana.
3️⃣ Reagiamo in due modi possibili
Per ogni sentimento, rispondiamo in una delle due direzioni:
▪️Con attaccamento o avversione (volere di più, allontanarsi, bramare, resistere)
▪️Con consapevolezza e lasciarsi andare (accettare, osservare, restare in equilibrio)
Qui è dove la pratica buddista entra nell'imparare a rispondere saggiamente anziché reagire automaticamente. Il percorso della consapevolezza allena gli individui a riconoscere gli impulsi senza essere controllati da loro.
4️⃣ Ci relazioniamo alle esperienze nel tempo
La nostra mente non rimane in un attimo. Connettiamo le esperienze a:
▪️Il passato
▪️Il presente
▪️Il futuro
Ricordiamo, facciamo esperienza, e anticipiamo. I pensieri di ieri, la consapevolezza di oggi e le aspettative di domani influenzano il modo in cui le esperienze vengono interpretate e sentite.
Mettendo tutto insieme. Se combiniamo tutti questi:
6 sensi
3 sentimenti
2 reazioni
3 intervalli di tempo
Abbiamo:6 × 3 × 2 × 3 = 108
Questo rappresenta l'intera gamma di modelli mentali ed esperienze che condizionano la nostra vita interiore. Non deve essere scienza matematica. È simbolico, un modo di dire che questo numero riflette il panorama completo dell'esperienza umana e i tanti modi in cui la percezione può influenzare la sofferenza o la chiarezza.
Mentre la Camminata per la Pace raggiunge il giorno 108, invita alla riflessione sia sul viaggio fisico che sul viaggio interiore. Non so se è esattamente per questo che la camminata dura 108 giorni, ma questo numero ha un significato importante nel Buddismo, e c'è un prezioso apprendimento connesso ad esso. Ci ricorda gli schemi della mente e la pratica continua della consapevolezza.
La Camminata per la Pace non finisce quando si ferma il cammino. Il messaggio continua nel modo in cui viviamo, osserviamo e rispondiamo ogni giorno.

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