martedì 30 maggio 2023

Riassunto del libro "Lo yoga spiegato a mia figlia"

L'autore del testo è Cesare Maramici. Vedi: https://www.edizioniefesto.it/collane/theoretika/677-lo-yoga-spiegato-a-mia-figlia   Se qualcuno è interessato al testo può contattarmi per e-mail:  maramicicesare4@gmail.com       
 
Lo yoga è uno solo e significa “unione” e l'uomo occidentale è riuscito a frammentarlo in mille rivoli. “Affermo che uno e indivisibile è lo yoga anche se oggi ci appare in tante forme e con tanti nomi”. Amadio Bianchi, il presidente della Federazione Europea Yoga (pag. 143).

Pratico yoga e meditazione da più di 28 anni, cercando di conciliare, come dice il Maestro Antonio Nuzzo, l’immanente e il trascendente nella mia quotidianità. Qualche tempo fa, dopo una lezione di yoga con mia figlia, lei mi pose la seguente domanda “Che cosa è effettivamente lo yoga?” La risposta a questa domanda è stato il punto di partenza di questo libro. 
Questo breve saggio "Lo yoga spiegato a mia figlia. Tutto quello che dovreste sapere per fare yoga con consapevolezza" cerca quindi di spiegare, usando un linguaggio volutamente semplificato sotto forma di dialogo, cosa sia lo yoga ed illustra gli elementi imprescindibili da conoscere prima di iniziare questo cammino. Spesso c’è molta confusione nel mondo della yoga, e si sceglie un percorso senza nemmeno documentarsi sul contesto sapienziale di riferimento. Questo libro ha l’obiettivo di fare un po’ di chiarezza tra le miriadi di proposte e se il lettore avrà voglia di approfondire, ha a disposizione degli approfondimenti su vari argomenti. Inoltre, potrà avvalersi di una breve spiegazione, delle vere e proprie pillole, dei principali testi che sono stati citati nei dialoghi ed una ricca bibliografia. 
Lo yoga può dare un contributo significativo per riformulare una nuova etica, estremamente necessaria oggi, per ottenere un mondo migliore. Questo testo è stato scritto per orientarsi sul cammino dello yoga, concordando nello spirito di Carlo Patrian: «Diffondete ogni cosa, sempre, non tenete segreti né nulla solo per voi. Lo yoga vive nello spirito della condivisione, aiutate gli altri a capire».

Che cosa è lo yoga? Per me lo yoga è una bellissima armonia tra corpo, mente, respiro e energia. E’ la nota di colore della mia giornata. Bisogna mettersi sul sentiero dello yoga senza aspettative, sapendo che il sentiero sarà lungo. Importanti nello yoga sono la disciplina e il ritiro progressivo dei sensi che sono le due ali dello yoga. Si deve semplicemente iniziare a praticare, e poi lo yoga ti prenderà e ti coinvolgerà.

Per iniziare il percorso yoga occorre un’etica di fondo, il rispetto dell’altro, e praticare la non violenza; senza queste basi (che nello yoga corrispondono a yama e niyama) è meglio non iniziare il percorso.
Ci sono due tappe fondamentali in questo percorso: la prima è quella di riuscire ad essere in armonia con se stessi e con il mondo che ci circonda e diventare un miglior essere umano. La tappa seguente è arrivare ad elevati stati di coscienza, a cui pochi arriveranno ( come dice Krishna nella Baghavad Gita: "molti vengono a me, ma solo uno su un milione mi troverà"). Importante è conciliare studio e pratica, e seguire un vero Maestro.

Lo yoga e la filosofia indiana sono immensi come il cosmo e la coscienza. Trenta secoli di filosofia ne fanno un tesoro inesauribile. 
 
Questo saggio oltre che illustrare cosa è lo yoga, 
- illustra le tappe fondamentali dell’incontro tra Oriente ed Occidente (Nel 1929 lo scrittore Romain Rolland (1866-1944), premio Nobel per la letteratura nel 1915, scrive La vita di Ramakrishna e La vita di Vivekananda. Gustav Jung (1875-1961) nel 1936 scrive Lo yoga e l’Occidente, un bellissimo libricino in cui elogia la disciplina dello yoga, ma mette in guardia gli occidentali dal praticarla.), affronta il rapporto tra scienza e spiritualità, il rapporto tra religione e spiritualità e ateismo (pag. 59-61), 
- illustra i tentativi fatti da monaci e teologi cattolici per favorire l’incontro e il dialogo con la spiritualità indiana e lo yoga (pag. 47). Sono presentati, quindi, vari personaggi cattolici che praticano a vario titolo lo yoga e la meditazione (pag. 48 - 49) come Suor Infant Tresa “La yogi di Cristo” che ha creato degli ashram nel Kerala (pag. 48). Il Maestro Giorgio Furlan (morto nel novembre 2021), uno dei pionieri dello yoga in Italia, organizzava un festival denominato “Incontro tra Oriente e Occidente” e lì, ho conosciuto Padre Anthony Elenjimittam (1915-2011) e Padre Mariano Ballester (1935-2021) e al festival yoga di Roma ho conosciuto Padre Antonio Gentili (1937- ). 
- viene anche illustrato il periodo in cui lo yoga ha cominciato a diffondersi in Italia (Nel 1974, sotto l’impulso pionieristico di pochi insegnanti, si costituisce la Federazione Italiana Yoga (pag. 55)).
- si è cercato, inoltre, di chiarire il rapporto tra yoga e buddhismo, tra yoga e tantrismo, e che cosa è la famosa kundalini. In un testo del 1970, Kundalini, l’energia evolutiva dell’uomo di Gopi Krishna, è riportato il racconto dell’esperienza di questo stato psichico ritenuto quasi irrealizzabile: il risveglio di kundalini.
- sullo sfondo viene riportato il percorso fatto dall'autore in questa nobile disciplina. 

Inizialmente l’ortodossia in India era costituita dal dominio spirituale di una casta, quella dei brahmani, e il sistema teologico era ricondotto a due elementi: 
• i Veda, un corpo inalterabile di scritture; 
• il sacrificio, l’elemento di gran lunga più importante. 
Poi c’è stato un lungo e continuo periodo di trasformazione e grazie alle equiparazioni mitiche, rituali o religiose, tutta la complessità culturale, mistica e autoctona è stata assorbita dall’ortodossia e i Veda sono stati continuamente reinterpretati. Questa continua reinterpretazione ed assimilazione si è sviluppata su due direttrici: 
• gli dei ariani sono stati sostituiti da dei autoctoni come Shiva, Visnu, Krishna che poi avrà la sua consacrazione nella Bhagavad Gita; 
• c’è stata la sostituzione della ritualità e dei sacrifici con la conoscenza e la gnosi e ciò ha aperto la via alle Upanishad e agli altri sentieri filosofici come il Vedanta e lo Yoga. Nei Brahmana, che sono dei testi vedici, si trova la seguente frase: “Quel mondo, il mondo degli dei appartiene solamente a coloro che sanno”. Nella Mundaka Upanishad si trova il seguente verso: “I sacrifici sono simili alle piroghe che navigano in mezzo all’oceano, in ogni momento possono andare a fondo”.

Nel V secolo d.C. circa, in India inizia il movimento della bhakti, basato sulla devozione e sulla personificazione della divinità. Si sviluppano così il culto del dio Shiva (shivaismo) e il culto del dio Vishnu (vishnuismo). Nel Pantheon indiano si afferma la trimurti, la parte manifesta della divinità suprema che si fa in tre per presiedere ai differenti stati dell’universo. Il dio della creazione Brahmâ, Vishnu il dio della conservazione e Shiva il distruttore. Dal culto di Shiva prende origine la corrente dello shaktismo e la Shakti, l’energia femminile viene raffigurata come la moglie di Shiva. Per la prima volta nella storia spirituale dell’India ariana, la Shakti, che rappresenta la madre divina e la forza cosmica, acquista una posizione predominante. A partire dal X secolo, le sette tantriche ispirate dallo shaktismo si concentrano sull’aspetto energetico. Nel tantrismo, la sessualità è considerata importante ai fini della disciplina spirituale e viene elevata a oggetto di grande rispetto, considerandola un veicolo privilegiato per condurre l’uomo alla comprensione di sé stesso e del suo ruolo nel mondo. Nel tantrismo si evidenzia una tendenza antiascetica e si avverte una certa insofferenza verso la speculazione filosofica e una certa avversione anche alla pratica meditativa che avrebbe un potere ipnotico sul praticante.

Tuttavia tra lo hatha yoga e il tantrismo ci sono molti punti in comune: le tecniche di purificazione del corpo, il controllo del corpo e del respiro e il risveglio dell’energia. L’importanza data dallo hatha yoga e dal tantra al corpo è unica nella storia della spiritualità: il corpo è considerato uno strumento affidabile per arrivare alla vita eterna ed è considerato essenziale in questo percorso. Anche Patanjali considerava la malattia un ostacolo al percorso yoga. Lo hatha yoga è sinonimo di salute fisica e, successivamente, diventa una tecnica per curare le malattie. Nel tantrismo, a differenza dello hatha yoga, viene illustrata l’unione sessuale rituale che è una tecnica mistica e un acceleratore per arrivare alla coscienza superiore.

Le persone, ad una certa eta, cominciano a porsi domande sulla vita interiore e sull’esistenza che non è un mero fenomeno transitorio e naturale. “Non può esservi dubbio che perseguire seriamente l’ideale yoga sia un compito difficile, che non può intraprendersi come puro passatempo, né per evadere dall’angoscia e dalla tensione della vita quotidiana. Potrà intraprendersi soltanto in base alla comprensione più piena della natura della vita umana e del mistero e della sofferenza che ad essa ineriscono, nonché all’intendimento ulteriore del fatto che l’unico modo per porre fine a questa ininterrotta miseria e sofferenza è di scoprire la verità racchiusa in se stessi, mediante l’unico metodo disponibile: precisamente la disciplina yoga”. Dal libro La scienza dello yoga di I.K. Taimni

Lo yoga non è una pratica per il benessere o antistress, ma un percorso spirituale che ha per scopo il ricongiungimento del sè con il Sè, l'eliminazione della sofferenza e il raggiungimento della beatitudine. Lo yoga è una disciplina millenaria che comprende una serie di pratiche fisiche e mentali utilizzate per pervenire alla conoscenza spirituale e a percepire la manifestazione del Divino in noi. Tutti gli studiosi sono concordi nel ritenere che il termine yoga indichi le diverse “vie” indiane per l’unificazione o la trasformazione della coscienza che è la vera essenza dell’individuo.

Perchè praticare yoga? Praticate lo yoga se volete conoscere l'essenza di ciò che siete, lo yoga è un percorso che permette di agire contemporaneamente su corpo e mente, e cerca la percezione della totalità, cerca di ridimensionare l'influenza dell'ego e migliorare la qualità dell'osservazione. Quale è la mia essenza, la mia identità, se scarto tutte le manifestazioni esteriori? Noi soffriamo perché in realtà non sappiamo chi siamo. Il vero Sé esiste solo quando scarto tutto quello che Non sono.

Definizioni dello yoga
 • Lo yoga è uno straordinario viaggio interiore che porta ad un grande equilibrio psichico e fisico. 
• Lo yoga è la scienza della spiritualità, è un cercare di arrivare in una dimensione in cui convivono passato, presente, futuro e ad una coscienza liberata dalle fluttuazioni della mente. 
• Lo yoga è una pratica che ci mette in relazione con l'inconscio, nel costruire la stabilità della posizione si costruisce la stabilità interiore e un nuovo modo di affrontare la vita. 
• Lo yoga è conoscenza sperimentale, non si può acquisire niente senza agire e senza praticare l'ascesi. 
• Lo yoga si manifesta solo attraverso lo yoga. 
• Per ottenere dei risultati occorre una pratica continua (abhyasa) e un certo distacco (vairagya).  
• Lo yoga è un cammino che aiuta a tuffarsi dentro se stessi e percepire il “Sé essenziale, che in realtà è l’unica cosa che esiste. Il mondo, l’anima individuale e Dio sono apparenze al suo interno”. 
• E’ soprattutto un lungo percorso per trascendere i limiti della realtà fenomenica e percepire i più alti stati di coscienza ed arrivare al samadhi, uno stato particolare di consapevolezza. 
• La descrizione della tecnica psicofisica e dello stato alterato di coscienza raggiunto fanno sì che lo yoga abbia molto in comune con le discipline psicologiche e, in particolare, con la psicoterapia. 
 
La coscienza è la vera essenza dell’individuo ed è una delle più grandi scoperte dell’India. Per gli yogin sviluppare una coscienza superiore non vuol dire isolarsi dal reale, ma esattamente il contrario. Ossia, vuole dire vivere intensamente e concretamente la vita in un eterno presente, a livelli inaccessibili al profano. Gli asceti indiani e gli yogin conoscono quattro modalità della coscienza: 
• coscienza di veglia o diurna dove si vivono esperienze ordinarie; 
• coscienza del sonno con sogni; 
• coscienza del sonno senza sogni dove la coscienza è annullata; 
• coscienza pura o turiya in cui si può sperimentare la verità ultima o la coscienza cosmica. Lo yoga è quindi un lungo percorso per scoprire la nostra vera essenza, la pura coscienza. 
 
Quello che sono io, questa sorgente misteriosa da cui viene il mio sguardo sul mondo, quello che vede tutto, quello che percepisce tutto è l’Atman e coincide con tutto quello che appare, con il fondamento della realtà (il Brahman), io non sono solo questo corpo, questa mente, io sono l’universo intero.

I sentieri dello yoga. Esistono parecchie vie e nessuna è indipendente dalle altre, ma si intrecciano più o meno strettamente tra di loro. Possiamo paragonare lo yoga a un albero i cui rami nascono dalla medesima radice. Abbiamo i seguenti sentieri: 
- hatha yoga, 
- laya yoga (diviso in bakthi, shakti, mantra, yantra), 
- dhyana, 
- raja (diviso in jnana, karma, kundalini, samadhi).                                
Lo yoga sadhana, la pratica spirituale dello yoga, è un cammino yogico che unisce i vari sentieri dello yoga: 
• hatha, lo yoga dello sforzo, 
• karma, lo yoga dell’agire senza aspettative, 
• bhakti, lo yoga della devozione, 
• jnana, lo yoga della conoscenza, 
• raja, lo yoga regale della meditazione.
 
Il Dio Krishna dice a Arjuna: "Sii uno yogi, Arjuna, perché lo yogi è superiore a coloro che seguono solo il sentiero dell’ascetismo, o della conoscenza, o dell’azione". Bhagvad Gita cap. VI, .46

Le basi dello Hatha yoga sono: • Shaṭkarma (purificazioni), • Asana (posture), • Prāṇāyāma (controllo del respiro), • Mudrā: (“sigillo”) un gesto simbolico che viene usato per ottenere benefici sul piano fisico, energetico e/o spirituale, • Bandha (chiusure): contrazioni fisiche volontarie che coinvolgono determinati gruppi di muscoli e tendini, servono a canalizzare il respiro e l’energia vitale.

Oggi, purtroppo, lo yoga è considerato una pratica promotrice di benessere e di progresso in tutto il mondo. Nel 2014, Narendra Modi, il primo ministro indiano fa istituire dalle Nazioni Unite, un giorno ufficiale per celebrare lo yoga.

Il Maestro Antonio Nuzzo sottolinea: «Lo yoga non è uno sport, né un’attività, ma una disciplina millenaria che noi uomini del XX secolo abbiamo reinterpretato. Per comprendere lo yoga si dovrebbero studiare gli antichi testi, comprenderli e applicarli alla pratica che dovrà essere adattata alla nostra epoca».

I testi indispensabili per comprendere lo yoga sono i seguenti: • Yoga sutra di Patanjali, • La Bhagavad-Gita, • Yoga tattva e le altre Upanishad che illustrano lo yoga. • HathaYoga Pradipika, • Gheranda Samitha, • Shiva Samitha
 
Lo yoga, come sistema a sé, indica un cammino speculativo e un sistema salvifico indiano che si fonda su un testo, gli Yoga sutra di Patanjali che data tra il II e VI secolo d.C. Sulla base di questo testo nasce una scuola a sé che si chiama yoga. Gli Yoga sutra sono il risultato dell'enorme sforzo fatto da Patanjali per esaminare e strutturare l'enorme patrimonio spirituale dell'India esistente fino a quel momento costituito da pratiche ascetiche e di norme contemplative. Patanjali NON pensa che la conoscenza metafisica possa portare alla liberazione. La gnosi prepara il terreno, ma liberazione deve essere conquistata per mezzo della tecnica ascetica (tapas) e meditativa descritta negli Yoga Sutra. Gli Yoga sutra descrivono dettagliatamente il Kaivalya, la liberazione, la trance estatica che è il vero scopo dello yoga. • La trance estatica è uno stato alterato di coscienza e di pura beatitudine in cui si sperimenta il Sat-Chit-Ananda, la coscienza di pura esistenza. Sintesi pag. 88.

Nella Bhagvad Gita, il capolavoro della spiritualità indiana, lo yoga esposto da Krishna non riguarda lo yoga classico di Patanjali, nè il complesso delle pratiche ascetiche che erano presenti quasi ovunque nei testi indiani e nel Mahabharata. Qui l'azione e la devozione sono metodi entrambi validi per arrivare alla salvezza. L'uomo non godendo dei frutti dell'azione trasforma l'azione in sacrificio e può così continuare a partecipare alla vita sociale e ad attività profane. Lo yoga dell'azione costituisce l'originalità della Bhagvad Gita e ciò porterà questa opera ad un successo senza precedenti in India. Nella Gita lo yoga è superiore all'ascesi (tapas), superiore alla scienza (jnana), superiore al sacrificio. Il discorso di Krishna è il trionfo completo delle pratiche yoga e la convalida dello yoga di fronte all'induismo. Costituirà la base della letteratura yoga successiva. La Bhagavad Gita è il riassunto delle Upanishad ed é il cuore della scuola Vedanta e nello stesso tempo rappresenta un testo di riferimento della società ario-Brahmanica. Infatti, ribadisce costantemente il concetto di dharma, ossia l’adempiere nel modo più corretto dei propri doveri di casta. Ciò porterà alla evoluzione karmica e alla liberazione finale. Sintesi pag. 81.

Hatha Yoga Pradipika (1300-1400 d.C.) è il primo testo di hatha yoga viene attribuito a Swatarami. E’ un trattato che sottolinea l'importanza della pratica delle asana per raggiungere il samadhi (il fine ultimo dello yoga). Gheranda Samhita (1675-1700 d.C.) è uno dei principali testi di haṭha yoga (insieme alla Śiva Saṃhitā) ad opera di Gheraṇḍa e del suo discepolo Chandakapali.

Malattia. La maggior parte delle malattie che affliggono l’umanità oggi ha origine psicosomatica. Le malattie sono il risultato di una non armonia con la vita e con noi stessi. Per recuperare lo stato di salute e benessere è necessario recuperare quest’armonia perduta e tornare a riconsiderare il nostro stile di vita e le nostre credenze.

Mondo accademico e praticanti. Per me è stata una grande scoperta, capire che il corpo è pervaso da una misteriosa coscienza interiore ed energia, e che lo yoga possiede un linguaggio che, attraverso le posizioni, le respirazioni, le meditazioni, permette di comunicare con questa coscienza e questa energia. Il mio auspicio è che il mondo accademico entri in contatto con la comunità dei praticanti per creare una sinergia tale, da diffondere in modo corretto questa nobile disciplina. Al di là delle differenze tra Oriente e Occidente, religione, spiritualità, ateismo e laicità, si dovrebbe cercare di riformulare una nuova etica per ottenere un mondo migliore alla quale, credo fortemente, lo yoga possa dare un contributo significativo. Il passaggio dall’illuminazione alla liberazione si ottiene, solo quando questa presa di coscienza viene messa in pratica e cioè trasferita nella pratica quotidiana. Nel caso dello yoga, la liberazione si ottiene mettendo in pratica la consapevolezza che noi e gli altri siamo davvero la stessa entità, il che si traduce, con il mettersi al servizio degli altri in maniera altruistica e disinteressata.

Citazioni.il saggio, avendo intuito che l’origine dei sensi è diversa da quella della coscienza, e avendo appurato che i sensi sorgono e spariscono indistintamente dalla coscienza, non ha più paura. Quando i cinque sensi e la mente cessano la propria attività, la mente non opera più, allora si dice che è stata raggiunta la meta più alta. Questo fermo dominio dei sensi è chiamato yoga”.

Il risveglio di kundalini è la manifestazione di un processo evolutivo attivo nell’essere umano tendente a trascendere i confini della mente e all’acquisizione di uno stato di coscienza superiore”.

L’essenza delle Upanishad è espressa nei mahavakya ossia i grandi detti, i quattro aforismi vedici: Io sono il Brahman (Aham Brahmasmi); - Tu sei quello (Tat Tvam Asi); - L’atman (l’essenza di ogni essere vivente) è il Brahman (Ayam atma brahma); - La coscienza - conoscenza è il Brahman (Prajnanam Brahman).

Andrè Comte Sponville, un noto filosofo francese che io adoro, dice: “Non possiamo fare a meno della comunione, della fedeltà, dell’amore, ma nemmeno della spiritualità. In Occidente, la spiritualità si è socialmente identificata durante i secoli con una religione (il cristianesimo), e si è finito per credere che religione e spiritualità siano sinonimi” (pag. 58)

Scegliere fra le tante proposte di yoga potrebbe non essere, tutto sommato, così difficile. Basterebbe applicare due semplici criteri: 
- “Lo yoga è oltre la forma”. Il che significa che lo yoga non è il pilates o mero esercizio fisico, quello che conta è l’intenzione del perché si fa yoga: se siamo proiettati alla ricerca del Sé superiore siamo nello yoga, altrimenti siamo nel pilates. Fondamentale è esserne consapevoli. 
- “Denaro e spiritualità sono inconciliabili”. Ciò significa che il praticante, frequentante lezioni a 35 euro in ambienti eleganti, non è pronto per la rinuncia e il ritiro dei sensi a cui lo yoga ci invita. (pag. 64)

Il grande mistico indiano Ramakrishna, insegnò che persino l’ateismo può essere, per alcuni, un passo verso l’illuminazione e far parte, quindi, dell’evoluzione spirituale di un individuo: “Se un ateo è sinceramente convinto di svilupparsi attraverso un grande impegno e sforzo personale, consapevole di essere un ricercatore della verità, allora come l’aria fresca passa attraverso una finestra aperta, così la verità si rivela alla mente lasciata aperta da un sincero spirito di ricerca”. L’unico ostacolo al progresso è il chiudere l’entrata della comprensione “con le imposte dell’egocentrismo” (pag. 60)

Lo stesso XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso afferma: “Non credo che la religione sia indispensabile per la vita spirituale” (pag. 61)

Carl Gustav Jung si domanda: “Cosa succede a sollecitare un profondo lavorio della coscienza quando l’inconscio occupa ancora parti preponderanti della personalità? ”. (pag. 62)

"Lo yoga è l’unione dell’anima individuale con il Signore Supremo. Quando lo yogin si disconnette dal mondo esteriore e si dissolve completamente nel Sé universale, egli si consacra a Dio. Egli raggiunge l’autorealizzazione divenendo uno con Dio. Questa unione è yoga”. Kabir (pag. 75).

Nel Capitolo 15, verso 15 della Bhagavad Gita, Krishna dice ad Arjuna: “Sono nel cuore di ogni essere e da Me viene il ricordo, la conoscenza e l’oblio. Il fine di tutti i Veda è quello di conoscerMi; in verità, Io sono Colui che ha composto il Vedanta, e Io sono Colui che conosce i Veda”. (pag. 116).

"Ma cos’è che stai cercando? Non c’è niente, c’è solo il processo della ricerca, la tua vita è solo il tuo esistere, il mondo oggettivo è fatto di dualità, nel mondo oggettivo c’è soltanto dipendenza. Solo la coscienza è indipendente, ed è solo un minuscolo granello, ma tutto questo vasto mondo illusorio nasce da essa”. Nisargadatta Maharaj (pag. 133)

Per capire la vera natura dello Yoga, come un percorso di realizzazione spirituale, è necessario avere una visione dei sei sistemi filosofici indiani ortodossi (darshana), ossia tollerati dal brahmanesimo, che sono i seguenti: Nyaya (Logica), Vaisesika (Fisica), Mimamsa (Ritualistica), Samkhya (Filosofia), Yoga (Psicologia), Vedanta (Teologia). Vedi approfondimento 7 (pag. 112).

Riassunto del libro "I mille volti della meditazione"

Gli autori sono: Roberto Fantini e Cesare Maramici. vedi link: https://www.edizioniefesto.it/collane/lumen/665-i-mille-volti-della-meditazione   Se qualcuno è interessato al testo può contattarmi per e-mail:  maramicicesare4@gmail.com       

Oggi le discipline orientali sono molto diffuse in Occidente, tra queste lo yoga e la meditazione. Il testo è la risultanza degli incontri che gli autori hanno avuto con grandi meditanti, con molti dei quali hanno seguito dei corsi.

Spesso c’è molta confusione nel mondo della meditazione, e si sceglie un percorso senza nemmeno documentarsi sul contesto sapienziale di riferimento. Questo libro ha l’obiettivo di provare a fare un po’ di chiarezza tra le miriadi di proposte.

Essenzialmente ci sono due tipi di percorsi: un percorso molto serio in una tradizione ben strutturata, con cerimonie di iniziazioni, discepolato, ecc. o l’altro percorso un po’ più leggero, in cui attraverso la meditazione si cercano attimi di pace e serenità, e soprattutto benessere. Oggi, è proprio il culto del benessere che si sta instaurando nella nostra società, il benessere a tutti i costi e per tutte le borse.

Il libro si articola soprattutto intorno alle tre proposte di meditazione più diffuse in Occidente, la meditazione buddhista tibetana (vedi il Dalai Lama), la meditazione yoga (che è una tappa del percorso) e la meditazione Mindfulness (la meditazione laica, depurata dagli aspetti esoterici e i cui risultati sono comprovati dalla ricerca scientifica).  


I personaggi intorno a cui si sviluppa il testo sono: Matthieu Ricard (uno dei monaci buddhisti più conosciuti in Occidente), Christophe Andrè (uno dei psichiatri più conosciuti in Francia) e Amadio Bianchi (il Presidente della Federazione Europea di Yoga che ha collaborato alla stesura del libro). Il libro inizia proprio con le loro interviste dove rispondono ad una serie di domande sulla meditazione. 

Poi c’è un colloquio simulato tra un esperto meditante e un sincero ricercatore; attraverso una serie di domande e risposte si cerca di guidare il lettore nel mondo della meditazione. Che cosa è, quali tecniche di meditazione sono più conosciute, ecc. 

I meditanti di cui si parla nel testo sono ancora, quasi tutti, in vita (molti fanno parte dell’universo italiano e francese) e potrebbero essere un punto di riferimento per iniziare un cammino. Sono riportate anche personalità che hanno provato a trovare un punto d’incontro tra i vari sentieri spirituali (vedi pag. 111).  Tra queste personalità abbiamo presentato Padre Anthony Elenjimittam, Padre Mariano Ballester e Padre Antonio Gentili.

Sua Santità il Dalai Lama esorta in continuazione di sperimentare un percorso e scegliere quello a cui ci sentiamo più vicini, e soprattutto ricorda che per avere dei risultati occorre disciplina e perseveranza. Gli occidentali gli chiedono spesso quale sia la forma di meditazione che permette di ottenere risultati in breve tempo e soprattutto a poco prezzo (pag. 60). Il Buddha stesso ha detto ai suoi discepoli: “Prova una via e vedi che cosa succede, se per te funziona usala, altrimenti scartala e cerca qualcos’altro”. Tutte le ricerche hanno confermato che per ottenere dei risultati occorre praticare per lunghi periodi. Le ricerche hanno anche confermato che il nostro cervello possiede una proprietà fantastica chiamata neuro-plasticità: la capacità, cioè, di cambiare forma e funzionamento anche in tarda età. Questi studi ebbero inizio con il famoso caso di Phineas Gage, un operaio a cui un incidente aveva distrutto l’area prefrontale del cervello (nel 1848).

Fu Matthieu Ricard, che aveva ottenuto un dottorato in biologia molecolare, a creare un ponte tra la meditazione buddhista e la ricerca scientifica, accettando di sottoporsi ad una serie di esperimenti scientifici a partire dal 2000 (pag. 43) con Richard Davidson.

Quali sono i benefici della meditazione? I risultati di questi studi sono i seguenti: il meditare produce una maggiore attivazione della corteccia prefrontale sinistra, quella associata alle emozioni positive, alla resilienza e al benessere. Rafforza le risposte del sistema immunitario - dimostrando una relazione tra cervello e sistema immunitario. Riduce l’attività della corteccia prefrontale destra, collegata alle emozioni negative. Altre ricerche hanno dimostrato che la meditazione aiuta a sviluppare qualità come l’attenzione focalizzata, l’empatia e la compassione, che sono le caratteristiche della meditazione buddhista (pag. 43). 

Per Matthieu Ricardla meditazione non è un vuotarsi la testa, ma diventare a poco a poco un miglior essere umano. Occorre praticare la meditazione per individuare le cause e le tossine mentali che ci perturbano, per liberarsi dai conflitti interiori”  (pag. 71).

Altro aspetto importante è che tutte queste tecniche, un tempo considerate esoteriche, come  meditazione, ipnosi, respirazione olotropica, ascolto di suoni e mantra, riti o psicologia sciamanica, tecniche che combinano respiro, musica evocativa, lavoro corporeo focalizzato al rilascio energetico, espressione artistica e integrazione di gruppo, sono oggi accettate in ambienti medici scientifici. La meditazione e l’ipnosi sono spesso proposte a pazienti malati di tumore o depressi, e spesso accompagnano il paziente nella fase di convalescenza. Jon Kabat-Zinn e Christophe André usano tecniche mindfulness negli ospedali da molti anni. Il controllo della mente ha un effetto sul corpo e un impatto favorevole sulla salute ed è per questo che oggi, nella società occidentale, la meditazione è stata integrata alle cure mediche. Inoltre, negli ultimi decenni è stata introdotta nelle scuole, nelle carceri, nelle aziende, in quanto apporta un miglioramento sul piano emozionale. La meditazione rallenta l’invecchiamento. E' stato scientificamente provato l’effetto positivo della meditazione sui telomeri, che sono tappi di protezione alle estremità dei cromosomi che diventano più brevi ad ogni divisione cellulare.

Le tappe importanti nello sviluppo del rapporto tra scienza e meditazione sono: - la creazione dell’istituto Mind and Life, - Matthieu Ricard ha fatto da cavia alle prime scannerizzazioni del cervello, - un altro monaco esperto meditante, Yongey Mingyur Rimpoche, è stato sottoposto a controlli per  circa 15 anni (pag. 45). Questo studio, che è stato pubblicato da Live Science nel 2020, ha rivelato che il cervello di Mingyur Rinpoche sembrava rallentare nel suo invecchiamento. -  La comunità europea ha stanziato circa 7 milioni di euro per un progetto chiamato Sylver Santé per verificare, con dati attendibili, se la meditazione può ritardare il processo di invecchiamento.

"La parola meditare è spesso usata impropriamente; per l'occidentale meditare si riferisce a mens, al mentale e alla sua attività. Invece, per l'orientale, la pratica è rivolta in altre dimensioni, per superare il mentale, per arrivare a stati superiori di coscienza e contemplazione, degli stati di coscienza diversi dal comune per entrare in contatto con la parte più spirituale dell'essere, al nostro vero Sé. L'uomo vive identificato con i contenuti della mente, creati soprattutto dalle emozioni, è un'esperienza ricolorata dal mentale, si producono così immagini distorte scambiate per realtà e ci si allontana dalla visione oggettiva". - Amadio Bianchi.

Per prima cosa occorre suddividere le meditazione in due tipi: di suggestione e di conoscenza, sono di suggestione la maggior parte delle meditazioni praticate in Occidente e non sono il linea con la meditazione orientale. Queste meditazioni guidate e accompagnate da suoni sono considerate propedeutiche, favoriscono le condizioni, per eventualmente andare oltre e possono aiutare a far sorgere le qualità necessarie per la meditazione di conoscenza. In questa meditazione il meditante è solo, nemmeno con un maestro. I sensi sono totalmente annichiliti, e si utilizza l'unico strumento idoneo che è la coscienza, per andare a conoscere quella realtà che il nostro Sè.  Occorre diventare spettatori del corpo, del respiro, delle emozioni,  e acquisire consapevolezza dei pensieri e del contenuto della mente. 

Gli insegnamenti buddhisti e la meditazione buddhista hanno come obiettivo di dimostrare l'impermanenza, il non sé (o l’inconsistenza del sè) e arrivare al nirvana (eliminazione della sofferenza o dukkha). Qualsiasi insegnamento che non rechi questi tre sigilli non può essere considerato un insegnamento buddhista. Nulla ha un'esistenza separata o un sé separato. Ogni cosa deve interagire con tutte le altre.
Nirvana significa estinzione, soprattutto estinzione delle idee - le idee di nascita e morte, esistenza e non esistenza, andare e venire, sé e altro, uno e molti. Tutte queste idee ci fanno soffrire.

Nel buddhismo ci sono due tappe: quella del rilassamento o calma mentale (samatha), attraverso la quale si può accedere ad uno stato di visione profonda (vipassanā),  per entrare così in contatto con la vera realtà, senza mediazioni, e dunque comprenderla e accettarla per quello che è. Entrambe si basano sull’attenzione e sul controllo del respiro. All’inizio la mente osserva la respirazione o i movimenti del corpo, poi  diviene un tutt’uno con questi.

Alcune citazioni riportate nel testo. 

"La meditazione è un percorso per entrare in contatto con il sacro, la nostra parte divina, con il nostro vero Sé".

Meditare è una grande occasione, una porta aperta verso infinite possibilità e potenzialità. Qualcosa, peraltro, che è alla portata di tutti, giovani e vecchi, colti e meno colti, sani o meno sani che siano. A tutti la meditazione porta benefici, a livello fisico, mentale, spirituale. Attraverso la meditazione è possibile ritrovare se stessi, recuperare armonia e cimentarsi in un ben preciso cammino di auto realizzazione”. Paola Giovetti (pag. 9)

Alla fine del Ventesimo secolo la meditazione era una bella addormentata: si praticava solo nel silenzio e nel segreto dei monasteri, o in gruppetti di iniziati o di esaltati. Oggi, nel terzo millennio, è cambiato tutto: la meditazione è diventata un fenomeno alla moda e un fatto sociale. Si pratica sotto gli occhi di tutti, in ospedali e scuole, in aziende e circoli artistici o politici ”. Christophe André (pag. 12)

Il più delle volte, la nostra ricerca istintiva e maldestra della felicità si basa su inganni e illusioni, piuttosto che sulla realtà, e così ci sfianchiamo nel tentativo di modellare il mondo per farlo combaciare con le nostre fantasticherie, o alteriamo artificialmente i nostri stati di coscienza. Non sarebbe meglio trasformare la nostra mente?Matthieu Ricard (pag. 15)

Non dimenticate mai che la vostra vita passa così veloce, come un lampo nel cielo d’estate o come un segno della mano. Ora che avete la possibilità di praticare, non perdete un istante. Consacrate tutta la vostra energia al cammino spirituale”. Dilgo Khyentsé Rinpoche (pag. 31)

La meditazione o altre discipline permettono all’uomo di accedere, tappa dopo tappa, alla Via, alla sua vera natura, alla natura di Buddha, e attraverso questo percorso l’uomo può liberare il suo vero Essere. È una via verso lo stato più elevato di coscienza a cui l’uomo può arrivare, e attraverso il quale si apre al contatto con l’Assoluto vivente nel suo nucleo essenziale. E’ attraverso una severa disciplina e un’azione umilmente ripetuta senza sosta che l’uomo diviene poco a poco permeato dell’Essenza vivente di tutte le cose nella profondità incosciente del suo sé individuale e si prepara alla Grande Unione col Tutto”. Karlfried Graf Durckheim (pag. 34)

“La consapevolezza dell’interconnessione del tutto col tutto, non potrà che portare ad una profonda e compassionevole responsabilità civile e sociale”. “Nella meditazione non ci deve essere separazione tra soggetto ed oggetto, tra dentro e fuori. Quindi, quando sediamo in zazen, siamo già dentro, non c’è un dentro e un fuori, e ci riconosciamo Uno con il tutto”. Dario Doshin Girolami (pag. 90)

Che il nostro messaggio sia la nostra stessa vita.” “Mindfulnees è la piena consapevolezza del momento presente ”. “La meditazione non è un’evasione ma un incontro sereno con la realtà Thich Nhat Hanh (pag. 93)

In realtà, tu sei anche i tuoi pensieri, il tuo credo, ecc., ma non solo quelli: sei soprattutto la coscienza in cui appaiono. Tu sei Tutto: l’osservatore e l’osservato, ciò che cambia (i pensieri, le percezioni, le sensazioni) e ciò che non cambia (la coscienza), tu sei il mare e le ondeMauro Bergonzi (pag. 118)

Per Papa Francesco, meditare significa “andare all’incontro con Gesù, sempre però guidati dallo Spirito Santo”. Insomma, qualche esperienza metodologica proveniente da altri universi religiosi potrà pur essere accolta all’interno della pratica della preghiera cristiana, ma ciò non dovrà minimamente introdurre diverse prospettive dottrinali, né insinuare dubbi teologici, né contaminare o illanguidire i contenuti del Credo cattolico dogmaticamente definiti. (pag. 111)

"La meditazione è la medicina della mente, una tecnica per tornare dallo stato artificiale (la mente che mente) allo stato naturale" (pag. 120).

L’obiettivo della meditazione è arrivare ad uno stato di risveglio, a percepire la realtà in modo diverso e ad un’esperienza conosciuta come illuminazione, che comporta una visione perfettamente chiara delle cose.  

Nel presentare i vari meditanti, oltre che inserirli in un contesto di riferimento, abbiamo cercato di far emergere le varie sfumature della meditazione.

Personaggi come Tony Parsons, uno degli esponenti più radicali del non dualismo, hanno un messaggio semplice, chiaro e diretto: non esiste nessuno all’interno del corpo-mente chiamato “me”, non esiste l’individuo, ma esiste un unico Sé che vive attraverso diverse forme (pag. 122).

Per Eckhart Tolle l’’obiettivo della meditazione è questo: ri-scoprire la Presenza, la luce della Presenza in noi, nella nostra realtà interiore. Ciò ci permette di vedere in modo distaccato pensieri, sensazioni, ecc, «di essere consapevoli, che siamo consapevoli» (pag. 138).

Abbiamo anche parlato del ruolo del maestro nella meditazione, del rapporto tra meditazione e scienza e tra buddhismo e scienza, del rapporto tra la meditazione e la morte.

La meditazione ci aiuta sicuramente ad affrontare la morte in quanto ci esorta a vivere pienamente la vita, sia se siamo giovani, sia se siamo anziani. Quello che conta veramente nell’esistenza è utilizzare il tempo che ci resta nel modo più fruttuoso possibile, per il nostro bene e quello degli altri. Nel libro è riportato il pensiero di Gampopa, un saggio buddhista: “All’inizio si dovrebbe essere perseguitati dalla paura della morte come un cervo che sfugge a una trappola; a metà strada non si dovrebbe avere nulla da rimpiangere, come il contadino che ha lavorato il suo campo con cura. Alla fine, si dovrebbe essere felici come chi ha portato a termine una grande impresa” (pag. 53).

Il punto d'incontro tra buddhismo e scienza è dato dal fatto che hanno come cardine principale la sperimentazione. Diceva Richard Feynman: “Il principio della scienza è il seguente: Il testo della conoscenza è l’esperimento; è il solo giudice della verità scientifica”. Ed ecco come il Dalai Lama gli fa eco: “Quando si pone il problema della validazione della verità di una certa asserzione, il buddhismo pone l’autorità più grande nell’esperienza, poi nella ragione, e per ultimo nelle Scritture” (pag. 163).

Molti grandi fisici e premi Nobel del ventesimo secolo hanno posto la coscienza come fondamento del mondo, la considerano un qualcosa che ingloba tutto.

La conoscenza assoluta è un’esperienza della realtà totalmente non intellettuale, un’esperienza che nasce da uno stato di coscienza non ordinario, che può essere chiamato uno stato meditativo o misticoFritjof Capra.

"Dobbiamo assumere l’esistenza di una mente cosciente ed intelligente. Questa mente è la matrice di tutta la materia.John Hagelin.

Considero la coscienza come fondamentale e la materia come derivata dalla coscienza. Non possiamo andare oltre la coscienza e tutto ciò di cui parliamo, tutto ciò che consideriamo esistente, postula la Coscienza”.  Max Planck.

La coscienza è il recipiente che contiene tutto, assolutamente tutto quanto avviene nell’universo, e al di fuori del quale non esiste nulla”. David Bohm.

La coscienza è il fondamento dell’esistenza al di là del cervello e di qualsiasi cosa possiamo immaginare, ipotizzare o intuire”. Erwin Schrödinger.

lunedì 29 maggio 2023

Resume of the book "The thousand faces of meditation"

The authors are Roberto Fantini e Cesare Maramici. See: https://www.edizioniefesto.it/collane/lumen/665-i-mille-volti-della-meditazione  If someone is interested in the text,  can contact me by e-mail: maramicicesare4@gmail.com

Nowadays oriental disciplines are very popular in the West, among them yoga and meditation. This text  reflects the outcome of the meetings I have had with great meditators, many of whom I have followed courses with.
People often choose a particular path in meditation without getting information on the relevant context. This book aims at throwing a light on a multitude of proposals.

According to Matthieu Ricard, "meditation is not about emptying one's head, but about gradually becoming a better human being. It is necessary to practice meditation in order to identify the causes and mental toxins which are disturbing, and to free ourselves from inner conflicts" (p. 71).

There are essentially two paths: the first one requires a very serious engagement in a well-structured tradition, with initiation ceremonies, discipleship, etc..., while the other path is a little lighter;  through meditation, one usually looks for moments of peace and serenity and above all, well-being. Nowadays it is the pursuit of well-being that is taking hold in our society, a well-being at any cost and to suit everyone's budget.
The book is mainly structured around the three most popular meditation proposals in the West, Tibetan Buddhist meditation (see the Dalai Lama), yoga meditation (which is a step along the way of samadhi) and Mindfulness meditation (a secular meditation, purified of any esoteric aspect and the results of which are evidenced by scientific research). The main characters around which the text is developped are: Matthieu Ricard (a buddhist monk), Christophe Andrè (a psychiatrist) and Amadio Bianchi (a yoga master). The book begins with their interviews where they answer  a series of questions about meditation. Then there is a simulated interview between an experienced meditator and a sincere researcher; through a series of questions and answers, an attempt is made to guide the reader into the world of meditation. What is meditation, what are the main techniques of meditation, etc.

We refer to meditators who are still, almost all of them, alive (many are part of the Italian and French universe) and could be a reference point to start a path. We will also introduce personalities who have tried to find a meeting point between the various spiritual paths (see p. 111). Among these, Father Anthony Elenjimittam and the mandala of the eight paths,  Father Mariano Ballester who created the non-profit association 'Deep Meditation and Self-Awareness (MPA)', and Father Antonio Gentili.

The Dalai Lama invites us continuously to experience various paths and choose the one we feel closest to, and above all he reminds us that discipline and perseverance are needed to get results. Westerners often enquire which is the form of meditation that can bring out results in a short period of time and above all at little cost (p. 60). The Buddha himself told his disciples: "Try one path and see what happens, if it works out for you, use it, otherwise discard it and look for something else".  All researches have confirmed that people need practicing for long periods to get results. Researchs also confirmed that our brain possesses a fantastic property called neuro-plasticity: the ability to change shape and function even in later life. This was demonstrated, among other studies, by the famous case of Phineas Gage, a worker whose prefrontal area of the brain was destroyed in an accident (1848). In 2000, Matthieu Ricard, who  obtained a doctorate in molecular biology, agreed to undergo a series of scientific experiments with Richard Davidson (p. 43), thus creating a bridge between Buddhist meditation and scientific research.

What are the benefits of meditation? The results of these studies are as follows: meditating produces greater activation of the left prefrontal cortex, the one associated with positive emotions, resilience and well-being. It strengthens immune system responses - demonstrating a relationship between the brain and the immune system. It reduces the activity of the right prefrontal cortex, which is linked to negative emotions. Other research has shown that meditation helps develop qualities such as focused attention, empathy and compassion, which are characteristics of Buddhist meditation (p. 43).
Another important aspect is that all these techniques, once considered esoteric, such as meditation, hypnosis, holotropic breathing, listening to sounds and mantras, rituals or shamanic psychology, techniques that combine breath, evocative music, bodywork focused on energy release, artistic expression and group integration, are now accepted in scientific medical circles. Meditation and hypnosis are often offered to cancer patients, and often accompany the patient in the convalescence phase.                                                                                                                                                                   Jon Kabat-Zinn and Christophe André have been using mindfulness techniques in hospitals for many years. Mindfulness has an effect on the body and a favourable impact on health, which is why meditation has been integrated into medical care in Western society today. Moreover, in recent decades it has been introduced in schools, prisons, and companies, as it brings improvement on an emotional level. Meditation also slows down the ageing process. Indeed, the positive effect of meditation on telomeres has been scientifically evidenced. Telomeres are protective caps at the ends of chromosomes that become shorter with each cell division.

There are some important milestones in the development of the relationship between science and meditation: first the creation of the Mind and Life institute, then the experiments conducted with and on Matthieu Ricard in the first brain scans, as well as on another monk Yongey Mingyur Rimpoche, who was subject to brain scanning for 15 years (p. 45). The study that was published by Live Science in 2020, revealed that Mingyur Rinpoche's brain ageing process appeared to have slown down. The European community has allocated around 7 million euros for a project called Sylver Santé to test with reliable data whether meditation can delay the ageing process.

Now let us try to get into details about meditation using the words of Amadio Bianchi (he is the President of the European Yoga Federation and has contributed to a few paragraphs of the book):  The word meditate is often misused; for the Westerner, meditate refers to "mens" , the mental and its activity. Instead, for the Easterner, the practice gets at going beyond the mental, in order to reach higher and extra-ordinary states of consciousness and contemplation and to get in touch with the most spiritual part of our being, to our true Self. We live identifying ourselves with the contents of our mind, created above all by emotions; it is an experience shaped by the mental; distorted images are produced which are mistaken for reality, and so we move away from an objective vision. 

How can meditation help us? Meditation can help bring man back to the present. The most important practice is to develop detachment, to contemplate our mind without being involved in it: it is called the way of knowledge, to observe our thoughts and return to the present reality. Meditation, however, is a means to better experience the present. Meditation, by reducing mental activity, helps regenerate us, as our cells achieve almost complete immobility. Meditation can increase our ability to focus and concentrate; we are able to achieve physical and material results, but above all, it helps us reconnect with our self. The path is difficult, and it takes trust, perseverance, and an approach to meditation devoid of expectation.

What does a person need to meditate? One needs a suitable environment, dimmed light, silence, finding the right time, having completed one's daily duties, and  a blanket because there is a slowing down of body activities. Meditation is an invitation to prepare oneself to listen, it involves an awakening of the state of attention, attention will turn into awareness, and awareness will lead us to consciousness. Life consumed without awareness is like  having never lived through it, or having lived  in the dream state; the moments of meditation are the most intensely experienced moments .

First, meditations must be divided into two types: meditation of suggestion and meditation of knowledge;  meditations practised in the West are suggestion meditations and are not in line with oriental meditation. These sound-accompanied guided meditations are considered propaedeutic, they produce the right conditions to eventually go further and can help  bring about the qualities necessary for knowledge meditation. During this later meditation, the meditator is alone, not even with a teacher. The senses are totally annihilated and one uses the only suitable instrument - consciousness -, to get to know the reality which is our Self. The Self is the part of us that we have in common with all manifestations, it is the only reality; everything else is impermanent and does not belong to us, nothing belongs to us, we leave everything behind when we die. We only leave  with the drop called our self. And with this drop, man goes to meet his divine part, he tries to come into contact and know this divine part, this is the goal of knowledge meditation.

The correct path would consist of three steps with practical exercises:
- awakening of attention;
- attention that transforms into awareness;
- awareness leading to consciousness; consciousness is the appropriate tool provided by nature for the practice of meditation.

Disidentification. You should become a spectator of the body, of the breath, become aware of the emotions,  of your thoughts and the content of your mind. "I am not the body, I am not the breath, I am not my emotions, I am not the mind, but I am also the mind, the emotions, the breath, the body". The next degree is to become aware of being aware. The one who is making this statement is the witness within you. The witness is a quality of your self, recognise the self and repeat 'I am the self, I am the self, I am self'.
Buddhist teachings aim to demonstrate impermanence, non-self (or inconsistency of self) and nirvana (elimination of suffering or dukkha). Any teaching that does not bear these three principles cannot be considered as a buddhism teaching. Nothing has a separate existence or a separate self. Everything has to interact with everything else. 

Nirvana means extinction, especially extinction of ideas - the ideas of birth and death, existence and non-existence, coming and going, self and other, one and many. All these ideas make us suffer. 

The Four Noble Truths are:
- The Existence of Suffering.
- The Emergence of Suffering.
- The ending of Suffering
- The Emergence of Well-Being. 

There is a noble path (the Eightfold Path) that leads to well-being.
They specify that in Buddhism there are two paths: that of relaxation, samatha (mental calmness) which should be associated with deep insight, vipassanā. (pg.151) - Only through calmness,  one could access to a state of deep vision, to get directly in touch with true reality,  and thus understand and accept it for what it is. Both are based on attention and breath control. At first, the mind observes the breathing or the movements of the body, then it becomes one with them.
Following the Western point of view, the central point of meditation consists of three stages: concentration, i.e. focusing all attention on an object which is usually the breath, then letting the mind calm down and then moving on to introspection.

Citations.  "Meditation is a path to connect with the sacred, our divine part, with our true Self".

 "Meditating is a great opportunity, an open door to infinite possibilities and potential. Something, moreover, that is within the reach of everyone, young and old, educated and less educated, healthy or unhealthy. To all, meditation brings benefits, physically, mentally, spiritually. Through meditation it is possible to rediscover oneself, recover harmony and embark on a very specific path of self-realisation' - Paola Giovetti (p. 9)

"At the end of the 20th century, meditation was a sleeping beauty: it was only practised in the silence and secrecy of monasteries, or in small groups of initiates or the exalted. Today, in the third millennium, everything has changed: meditation has become a fashionable phenomenon and a social fact. It is practised in full view of everyone, in hospitals and schools, in companies and artistic or political circles' - Christophe André (p. 12)

"Most of the time, our instinctive and clumsy search for happiness is based on deceptions and illusions, rather than on reality, and so we wear ourselves out trying to shape the world to make it fit our fantasies, or we artificially alter our states of consciousness. Would it not be better to transform our minds?"  -  Matthieu Ricard (p. 15)

"Never forget that your life passes so quickly, like a flash in the summer sky or a hand sign. Now that you have the opportunity to practise, do not waste a moment. Consecrate all your energy to the spiritual path”. - Dilgo Khyentsé Rinpoche (p. 31)

"Meditation or other disciplines enable man to access, step by step, the way, his true nature, the Buddha nature, and through this path man can liberate his true Being. It is a path to the highest state of consciousness to which man can attain, and through which he opens himself to contact with the living Absolute in its essential core. It is through severe discipline and humbly repeated action without ceasing that man gradually becomes imbued with the living Essence of all things in the unconscious depths of his individual self and prepares himself for the Great Union with the Whole" - Karlfried Graf Durckheim (p. 34)

"Awareness of the interconnectedness of the whole with the whole can only lead to deep and compassionate civic and social responsibility." "In meditation there must be no separation between subject and object, between inside and outside. So when we sit in zazen, we are already inside, there is no inside and outside, and we recognise ourselves as One with the whole" - Dario Doshin Girolami (p. 90)

"Let our message be our own life." "Mindfulness is the full awareness of the present moment". "Meditation is not an escape from, but a peaceful encounter with reality" - Thich Nhat Hanh (p. 93)

 'In reality, you are also your thoughts, your beliefs, etc., but not only those: you are above all the consciousness in which they appear. You are Everything: the observer and the observed, what changes (thoughts, perceptions, sensations) and what does not change (consciousness), you are the sea and the waves'  - Mauro Bergonzi (p. 118)

For Pope Francis, in fact, meditating must mean "going to the encounter with Jesus, but always guided by the Holy Spirit". In short, some methodological experience coming from other religious universes may well be welcomed within the practice of Christian prayer, but this must not in any way introduce different doctrinal perspectives, nor insinuate theological doubts, nor contaminate or languish the dogmatically defined contents of the Catholic Creed. (p. 111). 

Meditation is the medicine of the mind, a technique for returning from the artificial state (the mind that lies) to the natural state (p. 120).

In presenting the various meditators, as well as putting them in context, we have tried to point out the various nuances of meditation.

People like Tony Parsons, one of the most radical exponents of non-dualism, have a simple, clear and direct message: there is no one within the body-mind called 'me', there is no individual, but there is a single Self that lives through different forms (p. 122).

For Eckhart Tolle, the goal of meditation is this: to re-discover Presence, the light of Presence in us, in our inner reality. This allows us to see thoughts, feelings, etc. in a detached way, 'to be aware, that we are aware' (p. 138).

Some meditators depart from the three most common approaches to meditation teaching: the first consists of observing the thoughts that pass through our mind without dwelling on them; the second consists of trying to control the mind, to empty our thoughts through techniques of focusing on a precise point, e.g. a statue, a candle, the breath, etc., to the exclusion of all else; the third approach is to merge with the divine. They propose a different and revolutionary approach to meditation, sitting without expecting anything, without anything to seek. They propose developing an attitude of full presence and letting go of the emotions you are experiencing here and now  (p. 140).

The book also talks about the role of the teacher in meditation, the relationship between meditation and science, between Buddhism and science, and the relationship between meditation and death.

Meditation certainly helps us to face death as it urges us to live life to the full, whether we are young or old. What really matters in existence is to use the time we have left as fruitfully as possible, for our own good and that of others. I quote the thought of Gampopa, a Buddhist sage: 'At the beginning, one should be haunted by the fear of death like a deer escaping a trap; halfway through, one should have nothing to regret, like the farmer who tilled his field with care. In the end, one should be as happy as one who has accomplished a great feat' (p. 53).

A possible meeting point is the fact that both Buddhism and science have experimentation as their main focus. Richard Feynman said: 'The principle of science is as follows: The text of knowledge is the experiment; it is the sole judge of scientific truth'. And here is how the Dalai Lama echoes him: 'When the question of validating the truth of a certain assertion arises, Buddhism places the greatest authority in experience, then in reason, and lastly in scripture' (p. 163).

The goal of meditation is to arrive at a state of awakening, to perceive reality differently and to an experience known as enlightenment, which involves a perfectly clear vision of things. 

The regular practice of meditation leads to a personal condition described by all meditators in terms of four elements: the absence of a kind of outer self, emptiness, the absence of a kind of inner self and impermanence. (p. 168). This approach converges with Buddhist thinking of the lack of a controlling self. It is also possible to see a correspondence between this theory of forms in modern psychology and the impermanent character that Buddha attributed to the five aggregates. In Buddhist doctrine, the five skandhas or aggregates are the constituents of the empirical person, namely: form (rūpa); sensation (vedanā); perception (saññā); karmic formations such as habits, unconscious reflexes, (saṅkhāra); consciousness (viññāna). 

Relationship between science and meditation. Many great physicists and Nobel laureates of the 20th century consider consciousness as the foundation of the world, something that includes everything.

"Absolute knowledge is a totally non-intellectual experience of reality, an experience that arises from a non-ordinary state of consciousness, which can be called a meditative or mystical state" - Fritjof Capra (p.169). He wrote the Tao of Physics and sentences from this text are written at CERN in Geneva (The European Organisation for Nuclear Research) under a statue of Shiva Nataraja donated by the Indian government.

John Hagelin (1954 -) is a world-renowned American quantum physicist, and says: "We must assume the existence of a conscious, intelligent mind. This mind is the matrix of all matter."                           Max Planck (1858-1947) asserted: "The consciousness is the main  basis and matter is a derived from consciousness. We cannot go beyond consciousness and everything we talk about, everything we consider to exist, postulates consciousness."   

David Bohm (1917-1992), an American physicist and philosopher wrote, with Jiddu Krisnamurti, the book Where Time Ends. He said: "Consciousness is the vessel that contains everything, absolutely everything that happens in the universe, and outside of it nothing exists".  

Erwin Schrödinger (1887-1961), Nobel Prize winner for physics came into contact with Indian philosophy around 1918, through the writings of Schopenhauer. He said 'Consciousness is the foundation of existence beyond the brain and whatever we can imagine, hypothesise or intuit'.                Amit Goswami (1936 - ), Indian quantum physicist, is the pioneer of a multidisciplinary scientific paradigm based on the primacy of consciousness, known as 'Science within consciousness'.  

Werner Karl Heisenberg (1901-1976) was a German physicist. and one of the main originators of quantum mechanics.  Fritjof Capra says about him: In 1929 Heisenberg spent time in India, as a guest of the famous Indian poet Rabindranath Tagore, with whom he had long conversations about Indian science and philosophy. This introduction to Indian thought brought Heisenberg great comfort, he told me. He began to see that the recognition of relativity, interconnectedness and impermanence as fundamental aspects of physical reality, which had been so difficult for him and his fellow physicists, was the very basis of Indian spiritual traditions. After these conversations with Tagore, he said, "some of the ideas that had seemed so crazy suddenly made a lot more sense. This was a great help to me'. 

 Fred Alan Wolf wrote the text The yoga of time travel: How the mind can defeat time.                           Albert Einstein in 1930, met Nobel Prize winner for literature Rabindranath Tagore in Berlin, thanks to their mutual friend Dr. Mendel.

sabato 27 maggio 2023

Assange: Colpirne uno per educarne cento

Alessandro Di Battista ripercorre a teatro le incredibili vicende del giornalista Julian Assange, fondatore del sito WikiLeaks e incarcerato per aver fatto il suo lavoro: dare notizie.

Dalla pubblicazione dei documenti segreti che provano i crimini di guerra di diverse nazioni, Stati Uniti in testa, alle denunce subite passando per gli anni da rifugiato politico nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra fino all’arresto e alla detenzione nel carcere inglese di massima sicurezza di Belmarsh.

Assange da 12 anni non vede la luce del sole e oggi rischia l’estradizione in USA e la galera a vita. 

Di Battista porta sul palcoscenico la sua storia, Assange. Colpirne uno per educarne cento, una storia che riguarda la libertà di stampa in occidente, dunque la nostra stessa libertà. 

Il tutto nel silenzio assordante dei media mainstream divenuti ormai pavidi, indolenti, conformisti. Nel mondo alla rovescia è più grave svelare i crimini che commetterli.

Roma 1 e 5 giugno 2023 - Teatro di Tor Bella Monaca. Testi di Alessandro Di Battista, Luca Sommi, Regia di Samuele Orini..

Incontro con Yogaswarupananada all'Accademia Yoga 1969

Swami Yogaswarupananda è il Presidente della “Divine Life Society” di Rishikesh (India) ed uno dei monaci più anziani di questa istituzione yoga caritatevole, fondata nel 1936 dal grande maestro Swami Sivananda Saraswati. Nell’ashram di Rishikesh c'è un ospedale (i servizi offerti sono completamente gratuiti), una casa editrice (la Vedanta Forest Academy), scuole per i meno abbienti e nelle vicinanze un lebbrosario.

Swami é un profondo conoscitore dei testi sacri e di tutti gli aspetti dello Yoga, sia degli aspetti filosofici che di  quelli pratici (hatha yoga, pranayama, meditazione, ecc.). Dopo aver trascorso i suoi primi 45 anni dedicati alla ricerca spirituale, senza mai spostarsi dall’India, ha iniziato a viaggiare per divulgare i principi e la disciplina yoga  nella società moderna che ha fatto del materialismo un fondamentale pilastro su cui sorreggersi, spesso a scapito di principi universali come la pace interiore, principio alla base di una convivenza sociale sana.

Sri Swami Yogaswarupananda insegna yoga presso l’Accademia Reale del Nepal, tiene corsi sulla Bhagavad Gita presso la Yoga Vedanta Forest Academy di Rishikesh, e autore del testo “Guida pratica allo Yoga”.
Il 12 maggio, il giorno del compleanno di Giorgio Furlan (il fondatore dell'Accademia morto il 6 novembre 2021) Swami è intervenuto all'Accademia Yoga ed ha sottolineato come attraverso l'applicazione dei principi universali dello yoga, si possa riequilibrare la propria vita nella società contemporanea.  “Lo Yoga è una scienza sacra e la sua pratica è essenzialmente un processo spirituale, anche se basato sul corpo fisico, sul respiro e sul controllo della mente. Lo scopo di questa scienza è di aiutare l’umanità a raggiungere la pace e la gioia."   Occorre servire Dio attraverso lo yoga. 

La Baghvad Gita è un libro necessario per il successo nella vita e la realizzazione spirituale. E' composto da 18 capitoli. Nel 3 capitolo verso 42 "Si dice che i sensi trascendano gli oggetti sensibili, che la facoltà mentale trascenda i sensi, che la facoltà intellettuale trascenda la facoltà mentale. Ma colui che è al di là della facoltà intellettuale, è esso". Il corpo ha sei aspetti: nasce, muore, cresce, diminuisce, vive esperienze buone e cattive, Ma noi non siamo solo il corpo, quando dormo non c'è corpo, non c'è mente.   La mente è la coscienza. Oltre il corpo ci sono i sensi, oltre i sensi la mente, oltre la mente l'intelletto, oltre l'intelletto la consapevolezza (la coscienza).  Solo gli esseri umani possiedono l'intelletto che permette di avere la possibilità di discriminare.   La mente è chiamata manas quando si collega ai sensi, con la discriminazione la chiamiamo buddhi; il terzo stato è l'ego (ahamkara), in questo stato si dice: io sono il corpo, io sono un indiano, io sono un padre, ecc,  il quarto stato è chitta, il magazzino della memoria, che acquisisce dati. Nel sonno non abbiamo percezione del passato e del futuro.    
Andare oltre i limiti della materia è definito Yoga. Lo yoga è la strada per superare tutte le sofferenze fisiche, dei sensi, mentali, intellettuali. La meditazione è la strada per andare oltre corpo, sensi, mente, intelletto.  Niente passato, niente futuro, solo presente. 

Attraverso il mantra ripetiamo suoni positivi.  Pronunciando i mantra e concentrandosi sull'ombelico, piano, piano si arriverà a livelli profondi di coscienza.
 Il mantra Om Namah Shivaya significa “Mi inchino con profondo rispetto; salute a te, Shiva!”
(Namah in sanscrito significa abbandonarsi, arrendersi; Shivaya fa riferimento a Shiva, il Dio della dissoluzione, più che della distruzione, è il simbolo della fine e del corrispondente nuovo inizio).
 Altro significato: "io saluto l'assoluta luce della coscienza". 
Il mantra dedicato a Shiva è composto da sei sillabe (le più importanti secondo il pensiero filosofico indiano): Om, Na, Mah, Si, Va, Ja.  ** Vediamo nel dettaglio i loro significati.
- Om è la sillaba sacra, il suono originale da cui tutto ebbe inizio.
- Na appresenta la Terra, le radici (che corrispondono alle nostre gambe che supportano il corpo)
- Mah rappresenta l’elemento Acqua, corrispondente allo stomaco e, quindi al mondo manifesto.
- Si è il Fuoco, che troviamo nel nostro corpo nella zona delle spalle, corrisponde anche a Shiva Nataraja, il signore della danza.
- Va è l’elemento Aria, che trova corrispondenza nella zona della bocca.
- Ja, o Ya (come troviamo scritto nell’inno a Rudra dello Yajurveda) è lo Spazio, rappresentato nel corpo fisico come gli occhi, ovvero il simbolo dell’anima individuale.

Altri mantra sono:   OM Namo Narayanaya      e     Ram Ram Ram.
Om Namo Narayanaya è un antico mantra vedico. E' cantato con l'intenzione di inviare effetti positivi a tutte le persone del mondo. Può essere usato come un canto per la pace, la salute e la felicità per tutti. I “sadhu”, ovvero coloro che nel subcontinente indiano si dedicano alla pratica della vita ascetica, usano per esempio salutarsi con la frase “om namo narayanaya”, vale a dire: “Gloria a Dio che si manifesta in te”.
Il  mantra Ram Ram Ram prende il suo nome dalla divinità Rama, che rappresenta colui che riporta ordine nel mondo… ma non solo. Rama infatti è anche la divinità che porta l'armonia, il bene, la lealtà, la verità e l'equilibrio.  Significato del mantra Ram è: Ram è la verità totale, come la terra e l'universo è.  Ram è "la Luce dentro di me, la Luce del mio cuore".       Tutti i sacri misteri vengono dal mantra Ram:  Ram Ram Ram ( Dio Dio Dio ).
Aum  è composto da 3 lettere, i tre aspetti della mente: veglia, sonno, sonno profondo.
 
Lo yoga è comune a tutte le religioni ed è la rimozione della sofferenza. Lo yoga è ciò che rimuove le limitazioni. Noi siamo quella consapevolezza pervadente, per questo ripetere il suono di Dio permette di andare oltre le limitazioni. 
Ci sono tante definizioni dello yoga, ma tutti i vari tipi di yoga dovrebbero portare alla meditazione, ossia portare la mente verso l'interno, in meditazione siamo in piena consapevolezza. Il terzo occhio è la mente, la consapevolezza. "Io sono quello" è il messaggio e il contenuto filosofico del Vedanta.
 
Sivananda ha scritto 565 libri sullo yoga (sono stati scoperti molti testi inediti dopo varie ricerche che sono terminate nel 2010).  Sotto ci sono i maestri che sono stati ospiti all'Accademia Yoga 1969

Riassunto del libro "Lo yoga spiegato a mia figlia"

L'autore del testo è Cesare Maramici. Vedi: https://www.edizioniefesto.it/collane/theoretika/677-lo-yoga-spiegato-a-mia-figlia   Se q...