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giovedì 25 dicembre 2025

Sprechi la vita se non dai amore, non osi, non rischi - Oscar Wilde

Oscar Wilde amava giocare con le parole e le idee, ma dietro il suo humour spesso si nascondevano grandi verità. Per lui, la vita è un terreno di esperienze da abbracciare, un’occasione da non sprecare, un’opera d’arte da creare con passione e audacia. In molte sue frasi troviamo questo ritratto: la vita come momento da vivere intensamente, la felicità come risultato del coraggio di esprimere se stessi e la felicità come scelta di rischio e presenza. Una delle sue affermazioni più famose è quella che mette insieme amore, potere, prudenza e felicità.   

Lo spreco della vita si trova nell’amore che non si è saputo dare, nel potere che non si è saputo utilizzare, nell’egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità.”  Questa frase di Oscar Wilde è molto più di una citazione: è una lente per guardare la nostra esistenza con occhi diversi. 

Con "Amore non dato" non si tratta solo di amore romantico, ma di quell’energia vitale che esprimiamo nelle relazioni, nelle parole dette o non dette, negli abbracci, nell’affetto e nella presenza. Quando tratteniamo i nostri sentimenti per paura di essere vulnerabili, perdiamo qualcosa che potrebbe arricchire la nostra vita e quella degli altri.

Il “Potere non utilizzato” qui non va inteso come dominio sugli altri, ma come capacità personale: il talento, la voce, la scelta di dire “sì” o “no”, la decisione di seguire un sogno. Rinunciare alle proprie possibilità significa rinunciare a se stessi, a quel potenziale unico che ci rende vivi.

La prudenza non è un vizio: è spesso una forma di protezione. Ma quando diventa “egoistica”, cioè motivata soprattutto dalla paura di soffrire, diventa un freno. Oscar Wilde ci invita a chiederci: Viviamo per evitare ogni rischio o viviamo per sperimentare ed essere felici?  Infatti, se scegliamo sempre la strada più sicura, possiamo evitare qualche ferita… ma perdiamo anche la soddisfazione di aver amato, creato, rischiato. Questo è il centro del messaggio: la felicità non sta nel non soffrire, ma nell’avere vissuto, con tutto ciò che questo comporta.

Sprechi la vita se non dai amore, non osi, non rischi. La frase di Oscar Wilde ci spinge a riflettere su noi stessi. Quante volte abbiamo rinunciato a dire ciò che sentivamo? Quante volte abbiamo lasciato che il dubbio o la paura ci bloccassero? Quante opportunità abbiamo lasciato passare pensando che non fosse il momento giusto?  

Queste rinunce possono non ferirci immediatamente, ma a lungo andare si trasformano in rimpianti, in una sensazione di vuoto difficile da spiegare. La felicità non è una destinazione, è un processo che nasce dall’impegno di vivere pienamente: amando, esprimendo il nostro potere personale e accogliendo il rischio di sbagliare.

Oscar Wilde, con la sua arguzia e profondità, ci invita a guardare la vita con occhi nuovi e diversi: non come una serie di ostacoli da evitare, ma come un’opportunità da cogliere. Non come una prova da superare, ma come un’esperienza da vivere con autenticità, coraggio e amore. Perché la vita non è solo ciò che accade… è ciò che scegliamo di fare con ciò che ci accade.

Altre frasi di Oscar Wilde sulla vita:

  • “La vita è troppo importante per essere presa sul serio.”
  • “Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto.”
  • “Il segreto della vita è cadere sette volte e rialzarsi otto.”
  • “La vita imita l’arte molto più di quanto l’arte imiti la vita.”
  • “La maggior parte delle persone sono altre persone. I loro pensieri sono opinioni di qualcun altro, la loro vita una mimica, le loro passioni una citazione.”
  • “Non prenderò mai una posizione nella vita. Troppo comoda.”
  • “La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri.”
  • “La vita è solo un sogno, e l’amore ne è il sogno più bello.”

Arthur Schopenhauer: Morale e religione

Arthur Schopenhauer (1788-1860) è stato il filosofo che maggiormente ha influenzato la cultura europea della seconda metà del XIX secolo e dell’inizio del XX secolo, rappresentando, per un ricco stuolo di pensatori, letterati ed artisti, da Nietzsche a Freud, da Pirandello a Zola, da Kafka a Svevo e a Thomas Mann, una fonte inesauribile di stimoli speculativi, di provocazioni critiche e di suggestioni etiche ed estetiche.      

Schopenhauer non ha scritto un’unica opera intitolata Morale e religione, ma questi temi attraversano in modo centrale gran parte della sua produzione filosofica, in particolare i Parerga e Paralipomena, pubblicati nel 1851. In quest’opera egli sviluppa le sue riflessioni sulla morale, fondata sull’etica della compassione, e sulla religione. L’antologia mette in luce la sua acuta e spietata capacità di analisi demitizzante delle certezze del suo tempo, che sfocia in un approdo mistico-religioso di un pensiero permeato da un originalissimo “pessimismo”, nel quale si intrecciano tematiche e convinzioni delle migliori tradizioni filosofiche occidentali e orientali.

I principali riferimenti filosofici di Schopenhauer sono Platone e Kant: la realtà, secondo lui, deriva dalla nostra percezione. Ma al di là del mondo così come appare, esiste un nucleo permanente? Questo nucleo, privo di limiti spazio-temporali, è il principio ultimo di tutto: una forza cosmica e creatrice che muove ogni cosa. L’uomo stesso è sospinto da questo principio teorico-speculativo, che Schopenhauer analizza attraverso le diverse dimensioni dell’esistenza.

Per il filosofo, l’esistenza si articola in due dimensioni fondamentali: il mondo governato da spazio, tempo e causalità, in cui percepiamo la realtà in modo illusorio e frammentato; e  l’essenza ultima, unica, irrazionale e cieca, un desiderio insaziabile che si manifesta in ogni forma di vita, dall’uomo alla natura, ed è la causa profonda della sofferenza. La vita oscilla continuamente tra il dolore, prodotto dal desiderio non appagato, e la noia, che segue i brevi momenti di soddisfazione. 

Se esiste qualcosa di buono, come si spiega allora il male? Schopenhauer osserva come spesso la migliore amicizia si trovi tra i quadrupedi, mentre la vita umana appare come una grande mascherata. L’uomo è descritto come selvaggio e feroce, dominato da un egoismo colossale, capace di infliggere enormi tormenti anche agli animali.

A chi afferma che “la vita è bella”, Schopenhauer risponde provocatoriamente invitando a fare “un giro negli ospedali, nei campi di battaglia, nei ghetti”. Vita e morte si intrecciano: la morte è definita come “l’abito migliore” della vita. Tuttavia, un altro modo di essere è possibile, come mostra l’esempio degli animali.

Nell’uomo esiste un profondo bisogno metafisico e, all’interno di questa massa oscura dell’esistenza, emergono alcuni punti luminosi. Schopenhauer riconosce la presenza di un principio buono e redentore negli esseri umani: dal nostro interno “zampilla l’eterno”, espresso nella formula orientale Tat tvam asi — “tu sei quello”.

venerdì 12 dicembre 2025

La felicità secondo Matthieu Ricard

Il gusto di essere felici. Saggezza e benessere in ogni momento della vita, di Mathieu Ricard
 (Il titolo originario è Plaidoyer pour le bonheur). Plaidoyer significa “appello” o "impegno". Il libro è del 2003 ed è stato pubblicato in italiano nel 2008.  Matthieu decide di dedicare la vita agli altri «perché l’ego non può condurre all’amore»   


"Cercare la felicità al di fuori di noi è come aspettare il sorgere del sole in una grotta rivolta a nord"
•— Matthieu Ricard —•
 

Matthieu Ricard vive da più di quarant’anni nel monastero di Sechen, sulle montagne del Nepal, ma è tutt’altro che un asceta isolato dal mondo. È coinvolto in progetti umanitari che hanno portato alla costruzione di decine di scuole, ospedali e ponti nelle zone più povere dell’Himalaya. Viaggia per il mondo e partecipa a progetti scientifici, offrendo la sua esperienza unica di filosofo e scienziato. Con questo testo ha deciso di condividere con tutti i risultati di un lunghissimo viaggio spirituale e umano.
«Coltivare allo stesso tempo saggezza e bontà — intesa anche come altruismo — è come avere le due ali che permettono agli uccelli di volare nel cielo, verso la libertà interiore e la liberazione dalla sofferenza».
Matthieu pone la felicità al primo posto nella scala dei sentimenti. Come identificarla, raggiungerla e conservarla? Attraverso un percorso individuale di presa di coscienza interiore e di equilibrio della mente. La felicità è il motore dell’esistenza e rappresenta, più di ogni altro sentimento, l’amore per noi stessi e per il prossimo.

Gli scienziati del Wisconsin, lavorando nel campo della neuroplasticità, hanno studiato la felicità in relazione all’attività cerebrale. Matthieu Ricard ha ottenuto risultati che hanno superato quella che si pensava essere la soglia della felicità: è dunque l’uomo più felice della Terra?
La felicità è associata a una rete di regioni cerebrali che collaborano tra loro, tra cui il sistema limbico (che include amigdala e ippocampo), la corteccia prefrontale e il nucleus accumbens. Un’altra area chiave, scoperta più recentemente, è il precuneo, il cui volume sembra essere collegato all’intensità della felicità e alla capacità di trovare significato nella vita. Matthieu Ricard afferma che, di fronte alla stessa situazione, possiamo reagire in modi molto diversi: la nostra felicità o le nostre sofferenze sono spesso il risultato delle costruzioni mentali che sovrapponiamo alla realtà e delle “tossine” interiori da cui ci lasciamo avvelenare.
La felicità è lo scopo dell’esistenza umana. Essa esprime quanto una persona ama la vita che sta conducendo. È un programma a lungo termine in cui la gioia è percepibile. La persona felice è in armonia con il proprio mondo interiore e con ciò che la circonda. È la serenità imperturbabile dei saggi, che vivono con intensità l’esperienza opposta del dolore e della gioia.
La sofferenza e la gioia dipendono dalle condizioni esterne e dalle emozioni, ma una mente chiara permette di ridurre la distanza tra la realtà e il pensiero che proiettiamo su di essa; così facendo diventiamo meno vulnerabili alle circostanze esterne.

Un re chiese al suo consigliere di riassumere la storia umana in una frase. Il consigliere rispose: «Gli uomini soffrono, mio re».   Esistono diversi tipi di sofferenza; quella nascosta è legata alla nostra maleducazione e al nostro egocentrismo. Molte filosofie occidentali dichiarano che è impossibile raggiungere la felicità e che la sofferenza è inevitabile, e Schopenhauer elogia lo spleen.
Sulla spiaggia ci sono centinaia di stelle marine che stanno morendo al sole. Un uomo, a ogni passo, ne raccoglie una e la rimette in acqua. Un amico lo osserva e dice: «Ci sono milioni di stelle marine su questa spiaggia: i tuoi sforzi sono lodevoli, ma vani». L’uomo, rimettendo in acqua un’altra stella marina, risponde: «Hai ragione. Ma per questa stella marina fa una grande differenza».
Il dolore ci toccherà inevitabilmente quando arriva la morte; in quel caso, il miglior dono che possiamo offrire al nostro defunto è continuare a condurre un’esistenza felice e ricca.

Dobbiamo inoltre evitare di dare la colpa agli altri. Shantideva ha detto: «Se abbiamo un rimedio, perché disperarci? E se non c’è rimedio, perché affliggerci?».
Il Dalai Lama ha affermato: «Cercare la felicità rimanendo indifferenti alla sofferenza degli altri è un tragico errore!». La compassione è fondamentale: è un sentimento che genera responsabilità e rispetto verso la comunità umana.
Il saggio non ha nulla da desiderare, nulla da temere; non gli manca nulla e, di conseguenza, può essere pienamente felice. Non possiamo nascere saggi, ma possiamo diventarlo: è una lunga trasformazione interiore, basata sul lavoro quotidiano.
La realtà è spesso una nostra proiezione mentale: costruiamo la nostra realtà e creiamo confusione sulla base del concetto di identità personale. Un saggio tibetano diceva: «Perché ci crocifiggiamo per qualcosa che non esiste più o per qualcosa che ancora non esiste?».
La libertà interiore ci permette di apprezzare la pura semplicità del presente, liberi dal passato e dal futuro. La meditazione consente di sviluppare una libertà interiore e una forza sempre maggiore: le nostre angosce e paure si attenuano, e la fiducia — basata sulla gioia di vivere — sostituisce l’insicurezza; l’altruismo appassionato prende il posto dell’individualismo cronico.
Dovremmo dedicare tempo a diventare esseri umani migliori ed equilibrati.

Il filosofo, la libido e la relazione logica

Il filosofo preferisce la relazione logica al rapporto sessuale e lo si riconosce dal fatto che, di fronte a un problema sessuale, assume un atteggiamento forzato, e inappropriato. Manifesta una glaciazione quando ci si attendeva un incendio, un incendio quando ci si attendeva una glaciazione. Formula una teoria a chi gli chiede un'emozione, sprofonda in una passione qualunque invece di rispondere razionalmente a una domanda sull'amore.   

Il filosofo è in difficoltà. Di fronte alla pulsione sessuale, nella vita quotidiana il filosofo prospetta soluzioni estreme: la verginità, la castrazione, nel senso della continenza; oppure la dissolutezza, la perversione, nel senso della licenziosità.  Nessuno immagina la castrazione per se stesso; il filosofo si. Può addirittura farvi ricorso. La storia della filosofia annovera due celebri castrati. Il primo è Origene, cristiano inflessibile.  Il secondo filosofo castrato è Abelardo.  

Tra quelli che sono rimasti vergini figurano (per quanto ne sappiamo) Plotino, Ipazia, Tommaso d'Aquino, Erasmo, Paracelso, Spinoza, Pascal, Malebranche, Kant, Lagneau, Simone Weil ("la Vergine rossa"), che non sembra siano stati tormentati dalla "cosa". Il che deve spiegare, in parte, la natura astratta della loro morale.
La vita sessuale di Spinoza, anche a venticinque anni, è un grande vuoto, per passività. Al piacere sessuale Spinoza rimprovera molte cose: tiene "la mente (...) così distratta" che le impedisce di "pensare a un qualche altro bene"; e poi, com'è noto, "dopo il godimento (...) segue una grande tristezza che, se non annienta la mente, tuttavia la turba e la stordisce".

Sull'altro fronte ci sono filosofi che hanno avuto un'esistenza da dissoluti: Tertualliano, Agostino, Lullo e Vanni.  Agostino e Lullo - si presentano come eroi che hanno rinunciato al piacere sessuale. Ma si dedicano all'astinenza dopo aver goduto dell'abbondanza. Ci piacerebbe che avessero coraggiosamente rinunciato al sesso a vent'anni invece che a trentadue ( Agostino) o a trentatré (Lullo). A quel tempo, a trent'anni si era già uomini maturi. Come dice il proverbio, "quando il diavolo invecchia, si fa eremita". Secondo un'ottima raccomandazione dei moralisti, essi non uccidono la libido: sostituiscono alla passione sessuale la passione evangelica. O meglio, poiché nel convertire mettono la stessa foga che avevano messo nel copulare, trasformano la propria libido. E' la medesima energia. Agostino e Lullo sono dei convertiti. La conversione è un'inversione di vapore. Si conserva il vapore, ma lo si dirige altrove.

Ma un'eccezione, un diavolo, si riesce comunque a scovarlo. Esiste un filosofo "dissoluto" (l'aggettivo è di Diderot): La Mettrie, medico materialista del XVIII secolo che difende l'erotismo universale. Osa titoli come L'arte di godere. Innalza questo inno: "Piacere, supremo padrone di tutti gli uomini e degli dei, davanti al quale tutto scompare, persino la ragione stessa, tu sai quanto il mio cuore ti adori". Ai diavoli si può aggiungere Claude Henri de Saint-Simon, di epoca napoleonica, definito "dissoluto". 

Quindi si potrebbe concludere che in Sofia non c'è alcuna depravazione o ce n'è ben poca.  

Vedi:  https://isentieridellaragione.weebly.com/la-libido-il-filosofo-preferisce-la-relazione-logica.html

Relazioni, amicizia e amore

"L'amicizia e l'amore sono una risonanza positiva molto forte con qualcuno, senza attaccamento, nè altra cosa, sono la constatazione di essere felice di stare con questa persona e di essere in relazione con questa persona. Ed è considerata l'emozione suprema perchè è accompagnata da stati mentali positivi che accompagnano come una costellazione questa risonanza positiva con gli altri da cui scaturisce il miglior stato dell'essere umano" - Matthieu Ricard               

  «C'è più testo scritto su un volto che in un volume della Pléiade e quando guardo un volto cerco di leggere tutto , anche le note a piè di pagina. Mi addentro nei volti, come ci si addentra nella nebbia, finché il paesaggio non si illumina nei minimi dettagli. Leggere così l'altro significa favorire il suo respiro, cioè farlo esistere. Forse i pazzi sono persone che nessuno ha mai letto , rese furibonde dal contenere frasi che nessuno sguardo ha mai percorso. Sono come libri chiusi». «L'incontro è lo scopo e il senso di una vita umana. Ci permette di non attraversarla come sonnambuli. Quando i miei occhi si chiuderanno, lo faranno su un'immensa biblioteca costituita da volti che mi hanno commosso, turbato, illuminato.  Un volto è illuminante quando un essere è benevolo e rivolto verso qualcosa di diverso da sé stesso. La cura che ha dell'altro lo illumina, lo rende vivo. Cattura una luce e la riflette. È qualcosa di raro. La ricchezza di questa vita è fatta soprattutto di volti e di poche parole». -  Christian Bobin

Incontrare l'altro... «È estremamente raro incontrare qualcuno, sia che si frequentino molte persone sia che si sia dei cosiddetti solitari. La maggior parte delle persone rende molto difficile incontrarle perché non sono sincere nelle loro parole o perché sono prive di anima.   Io attribuisco sempre all'altro il merito dell'incredibile novità della sua esistenza, ma questo merito si esaurisce se l'altro ha rovinato questa meraviglia per diventare come tutti gli altri.  -  Christian Bobin

Citazione di Oscar Wilde sulla felicità e sullo “spreco della vita”

 La citazione di Oscar Wilde sulla felicità e sullo “spreco della vita”, può farti vedere la vita con occhi diversi. Amore trattenuto, potere non usato e prudenza evitano il dolore ma spegnono la felicità.   


La frase di Oscar Wilde — “Lo spreco della vita si trova nell’amore che non si è saputo dare... nel potere che non si è saputo utilizzare, nell'egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità.” — suona come un invito a smettere di vivere “in modalità risparmio”.   Non parla di fallimenti eclatanti o di cadute spettacolari: mette a fuoco ciò che resta sospeso, le parti di noi che non escono mai allo scoperto perché le blocchiamo per paura, abitudine o eccesso di controllo.

Per Wilde il vero spreco è la rinuncia preventiva: non amare davvero, non usare le proprie risorse, non esporsi mai per evitare di soffrire. Ma una prudenza troppo rigida, se ti protegge da un dispiacere, può anche tenerti lontano dalla felicità e dalla pienezza. È qui il punto centrale: la vita non si “consuma” soltanto nelle scelte sbagliate, ma anche — e spesso di più — nelle scelte che rimandiamo all’infinito e non facciamo mai.  

Un’idea simile l’aveva espressa anche Cicerone molto prima di Wilde: “Chi vive nella gioia vive due volte”. In fondo, il messaggio è lo stesso: non limitarti a sopravvivere con il freno tirato. Coltivare la gioia, prendere iniziativa, dare spazio all’amore e al coraggio è un modo per allargare la vita, giorno dopo giorno.

Qui Wilde non sta celebrando l’amore romantico e basta. Parla dell’amore come energia vitale: affetto, presenza, cura, parole dette al momento giusto, gesti semplici che potrebbero cambiare la giornata di qualcuno (e anche la nostra). “Non si è saputo dare” è interessante: non dice “non si è voluto”, ma “non si è saputo”. Come se l’amore fosse anche una competenza emotiva: imparare a esprimersi, a mostrarsi, a non lasciarsi frenare dall’orgoglio o dalla paura di essere vulnerabili. È lo spreco del “poi glielo dico”, “un giorno mi apro”, “aspetto il momento perfetto”. Il momento perfetto spesso non arriva, e intanto la vita passa. Parole chiave emotive: rimpianto, non detto, potenziale, vulnerabilità, coraggio.

La parola “potere”
può suonare dura, ma qui può essere letta in modo ampio: potere come possibilità di incidere. È il potere di scegliere, di dire no, di cambiare strada, di proteggersi, di creare, di guidare, di usare il proprio talento. Non è necessariamente potere sugli altri: è potere su ciò che possiamo fare della nostra vita. Oscar Wilde suggerisce che sprecare la vita significa anche lasciare il proprio “spazio d’azione” inutilizzato: restare in silenzio quando servirebbe una voce, restare fermi quando servirebbe un passo, restare piccoli per non disturbare. È una critica sottile all’auto-svalutazione e alla delega continua: quando non usiamo le nostre possibilità, non perdiamo solo risultati, perdiamo identità.  Non usare il proprio potenziale per paura del giudizio o per comodità è una forma di rinuncia.

 Oscar Wilde dicendo: “Ciò che non abbiamo osato, lo abbiamo certamente perduto”ci invita ad avere più coraggio nella vita.  “L’egoistica prudenza” spesso si verifica quando la paura si traveste da saggezza. 
Wilde chiama la prudenza “egoistica”. Non perché la prudenza sia sempre sbagliata, ma perché a volte diventa una scusa elegante per non esporsi. Una maschera rispettabile della paura: “Sono fatto così”, “meglio non rischiare”, “non conviene”, “non è il momento”.

E' una prudenza egoistica perché ci mette al centro in modo difensivo, applicando la logica del minimo rischio: non vogliamo soffrire, non vogliamo essere rifiutati, non vogliamo perdere. Così facendo però proteggiamo il noi più fragile, ma affamiamo il noi più vivo. È una prudenza che evita i dispiaceri immediati, ma prepara rimpianti più lunghi.

“Per recuperare la giovinezza basta ripetere le proprie pazzie”e sentirsi così giovani dentro (a ogni età). Scegliere sempre la strada più protetta può ridurre il dolore, sì, ma spesso riduce anche la gioia. Perché molte felicità richiedono una quota di rischio: dire ciò che proviamo, cambiare lavoro, ricominciare, chiedere, provare, esporsi, sbagliare. 

La felicità, in questo senso, non è un premio per chi non sbaglia: è una conseguenza possibile per chi si muove. Wilde non idealizza l’incoscienza. Sta dicendo qualcosa di più psicologico che morale: se vivi con l’obiettivo primario di non soffrire, finisci per non vivere davvero. È una frase che smonta l’illusione del controllo totale: la vita “sicura” spesso è solo una vita rimandata.   

La spiritualità non è religione

Per noi è la spiritualità è un percorso per generare felicità, comprensione e amore, per poter vivere profondamente ogni momento della nostra vita.      

Avere una dimensione spirituale nella nostra vita non significa sfuggire alla vita o abitare in un luogo di beatitudine fuori da questo mondo, ma scoprire modi per gestire le difficoltà della vita e generare pace, gioia e felicità proprio dove siamo, su questa bellissimo pianeta. 

L'ascolto profondo è quel tipo di ascolto che può aiutare ad alleviare le sofferenze di un'altra persona. Puoi chiamarlo ascolto compassionevole. Si ascolta con un solo scopo: aiutare lui o lei a svuotargli il cuore."

ॐ ༺۩༻ Thich Nhat Hanh ॐ ༺۩༻ Maestro Zen 



mercoledì 14 maggio 2025

Il perdono

 L’animo forte perdona, e la facoltà di perdonare è il privilegio di chi ha subito ingiustizie” (K. Gibran).

Quando riesci a vedere tutte le cause che hanno portato alle azioni di qualcun altro, il perdono nasce spontaneamente” (Thich Nhat Hanh)

Il perdono libera l’anima e cancella la paura”. (Nelson Mandela)

"Perdona gli altri, non perché essi meritano il perdono,  ma perché tu meriti la pace” (Buddha)

Il perdono è un atto di grande forza interiore. Non significa dimenticare o giustificare il male subito, ma liberarsi dal peso della rabbia e risentimento: si sceglie di non lasciare che l’errore determini il proprio presente e futuro.

Il perdono è un atto profondo che va ben oltre il semplice “dimenticare” o “lasciare andare”. E’ un processo che coinvolge la nostra mente, il nostro cuore e, sorprendentemente, anche il nostro corpo.

Le ricerche psicologiche e neuroscientifiche ci mostrano che il perdono ha il potere di trasformarci, di liberarci da pesi inutili, migliorando non solo il benessere emotivo, ma anche la nostra salute fisica.

La Self Compassion ci aiuta a comprendere come il perdonare non significhi semplicemente smettere di essere arrabbiati, infatti ci apre ad un cambiamento profondo nel nostro modo di vedere anche chi ci ha ferito. Non è facile, e spesso richiede tempo, ma è un passo fondamentale per guarire e costruire relazioni più sane. Il perdono diviene medicina per il cuore e la mente, ci permette di vedere il passato con una comprensione più ampia e di vivere il presente più serenamente.

Lo psicologo Frederic Luskin ha dimostrato, in studi sui benefici del perdono, che chi riesce a perdonare tende a sperimentare meno stress e ansia, migliorando la propria salute cardiovascolare e il sistema immunitario; il perdono è visto come un atto terapeutico che aiuta a superare i conflitti e preservare le relazioni, ed è perciò funzionale per la salute psicofisica. 

Infine, perdonare ci restituisce il controllo sui nostri pensieri e sulle emozioni, impedendo agli altri di influenzare il nostro stato d’animo: riconoscere che il potere di cambiare il nostro stato emotivo sia nelle nostre mani è uno degli aspetti più liberatori del perdono!   

sabato 11 gennaio 2025

Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.

 Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.  -- Virginia Woolf    

Vivere bene - Umberto Galimberti

 “Vivere a lungo è diventato il nostro ideale, non vivere bene. Ormai della vita abbiamo solo una concezione quantitativa. Perché il contatto con noi stessi si è perso nel rumore del mondo.  Gli sguardi si incontrano solo per evitarsi. Al lavoro ci attacchiamo come naufraghi. La storia non racconta più la vita dei nostri padri, e la parola che rivolgiamo ai figli è insicura e incerta.    

Il bisogno di essere accettati e il desiderio di essere apprezzati ci fanno percorrere strade che non sono nostre, strade che imbocchiamo perché altri ce lo chiedono, e noi non sappiamo dire di no. Smarriamo noi stessi nell’inutile fatica di compiacere agli altri. E nel rincorrere la ricchezza, il successo, la fama, il potere, cose che ci permettono di comprare «cose».   

Ma non conta la quantità, ma la qualità. Non quanti siete, ma chi siete. Non numeri ma efficienza, non fretta ma costanza. Dobbiamo impegnarci non per vivere a lungo, ma per vivere abbastanza; per vivere a lungo c’è bisogno del destino, per vivere abbastanza c'è bisogno dell'animo. La vita è lunga se è piena; ed è ricca per chi ha trovato se stesso ed è contento di ciò che è”.  Umberto Galimberti


mercoledì 20 novembre 2024

Per essere Liberi bisogna avere tempo

 “Non mi stancherò mai di spiegare che per essere liberi bisogna avere tempo, da spendere nelle cose che ci piacciono, poiché la libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano.

Mentre sei obbligato a lavorare per sopperire alle tue necessità materiali, non sei libero, sei schiavo della vecchia legge della necessità.   Ora, se non poni un limite alle tue necessità, questo tempo diventa infinito.

Detto più chiaramente: se non ti abitui a vivere con poco, con il giusto, dovrai vivere cercando di avere molte cose e vivrai solo in funzione di questo.

Ma la vita se ne sarà andata via…

Oggi la gente sembra non accorgersene e si preoccupa soltanto di comprare e comprare e comprare, in una corsa infinita…”

José "Pepe" Mujica 

José Alberto Mujica Cordano detto "Pepe" è un politico uruguaiano, Presidente dell'Uruguay dal 1º marzo 2010 al 1º marzo 2015.

Bisogna lavorare per vivere e non vivere per lavorare, non serve riempirsi di oggetti che ci danno una felicità solo apparente e che probabilmente non utilizzeremo mai, la vera felicità sta nelle cose semplici ed in quello che non si può comprare.

lunedì 26 agosto 2024

Frasi prese dal libro I mille volti della meditazione

Nel mondo di oggi caratterizzato da un liberismo sfrenato, da un consumismo insaziabile, dall'impoverimento del pianeta, dalla crescita sfrenata a scapito dei diritti umani e dell'ambiente, da disparità sociale, avidità, attaccamento, competizione e conflitto,  abbiamo bisogno di riscoprire il piacere di una vita semplice, in armonia con noi stessi, con gli altri esseri senzienti e con il pianeta. 

La pratica spirituale incoraggia la semplificazione dei bisogni, la continua riduzione dell'avere, per poter finalmente essere. L'obiettivo è vivere la vita in modo semplice, facendo ciò che deve essere fatto senza cercare riconoscimento e successo, superando la paura del fallimento. La ricchezza interiore, lo spirito di servizio e l'altruismo sono beni inestimabili. Condividere i nostri talenti, il nostro lavoro e l'energia che mettiamo nel vivere bene la nostra vita è la sola forza che può veramente salvare l'umanità.  
 
Spesso siamo affetti da un malessere esistenziale che ha origine dentro di noi. Fintanto che andiamo da un luogo all'altro, da una relazione all'altra, non risolveremo la causa della nostra agitazione. Dobbiamo iniziare un viaggio interiore, con la pratica della meditazione, possiamo riconoscere le radici del nostro malessere.
 
La mancanza di accettazione di sé e di autostima è molto diffusa ed è solo quando saremo coscienti della necessità di una trasformazione, potremo veramente voltare pagina. Spesso, per compensare le nostre mancanze interiori abbracciamo un credo religioso che non protegge però dalla rigidità e dalla chiusura verso gli altri. 

Bisogna aver raggiunto un certo grado di saggezza per riconoscere che siamo abbastanza maturi per aiutare davvero gli altri. Dobbiamo cercare sinceramente di diventare persone migliori: "Cambiare se stessi per cambiare il mondo".
 
Bisogna distinguere la compassione dall'empatia: La compassione è la capacità di accogliere la sofferenza degli altri in modo costruttivo, che è diversa dall'empatia, che può portare a una forma di angoscia o di esaurimento. La compassione rafforza la nostra forza ed equilibrio interiore, e la nostra coraggiosa determinazione ad aiutare chi soffre".       

Nel buddismo  si parla di amici spirituali e di sangha (la comunità). Le relazioni interpersonali in particolare con la famiglia, sono una parte fondamentale della pratica. Essere presenti nelle relazioni è difficile, ma allo stesso tempo nutriente, sia per noi stessi che per gli altri. Spesso, manchiamo di coerenza nelle nostre relazioni, al punto che finiamo per finire per sviluppare la sindrome "molte relazioni, nessuna relazione".

Avere molte relazioni può sembrare una grande apertura interpersonale, ma in realtà è una fuga da una vera relazione. Le relazioni sono un potente mezzo di purificazione mentale, e come dice Krishnamurti: "La relazione è un processo di auto-rivelazione, ci rivela a noi stessi". Dovremmo scegliere a chi dedicare la nostra attenzione e farlo profondamente.

Siamo esseri di connessione e di amore. Senza nutrimento emotivo siamo in pericolo, non cresciamo. Senza amore, viviamo male.
 
Queste pratiche meditative, a partire dalla concentrazione sul respiro, contribuiscono a modificare la nostra attenzione e, settimana dopo settimana, iniziano a far emergere un particolare stato di attenzione, simile alla presenza, uno stato contemplativo che ci porta a essere completamente immersi nel presente.  Quando viviamo pienamente il momento presente, sentiamo l'eternità.  
Come se, dopo un certo risveglio, "entriamo in una seconda innocenza", cioè una fase in cui la coscienza si accontenta di essere semplicemente ciò che è. 

Il mistico è colui che vede la realtà faccia a faccia. Non è più separato dalla realtà, né dalle parole, né dal tempo, né dalla mancanza, né da se stesso. Sperimenta l'assoluto qui e ora. 
L'estasi è un'uscita da se stessi e una fusione con qualcosa di più grande: una rivelazione divina, l'accesso a un altro mondo, in uno stato di coscienza diverso da quello ordinario. Una caduta in se stessi e una sorta di autocompiacimento. In quel momento, la separazione scompare, il sé e il mondo diventano uno, e si sperimenta il Tutto. Nell'esistenza, la vera realtà esplode, si entra in  un abisso di meraviglia, senza tempo.
 
Spesso si tende a ridurre o abbandonare la pratica della meditazione proprio nei momenti di difficoltà. È proprio in questi momenti che la pace interiore e la calma sono importanti, e non sono semplicemente un'aggiunta dopo una giornata faticosa.  

La meditazione ha dimostrato di essere il modo più diretto per equilibrare corpo e mente in una società in cui la corsa frenetica è diventata la norma.
 
Per un occidentale che voglia intraprendere un percorso spirituale, il Dalai Lama raccomanda uno studio comparato dei diversi sentieri per scegliere quello più adatto alle proprie caratteristiche e predisposizioni mentali. Raccomanda anche di vivere in società, di essere onesti e sinceri. Ma per qualche settimana o qualche mese, dovremmo ritirarci in un luogo appartato, dimenticare le questioni mondane e concentrarci unicamente sulla pratica spirituale. 

Un mantra è uno strumento di meditazione che, attraverso la sua frequenza o vibrazione, apporta determinati benefici, come la pace interiore, la saggezza e la prosperità, I mantra aiutano la mente a stabilizzarsi nello stato di consapevolezza silenziosa. 
 
I principi fondamentali del Buddismo sono : - l'impermanenza, - la vacuità e - l'inconsistenza del Sé. Il buddismo offre una via alternativa al nichilismo e al realismo ingenuo, riconoscendo la produzione interdipendente del Sé e dei fenomeni, dichiarando che i fenomeni non hanno un'esistenza propria.

Frasi prese dal libro Thich Nhat Hanh, un sentiero tra le stelle

Se una persona non riesce a cambiare se stessa, è difficile che riesca ad aiutare gli altri. Solo comprendendo le nostre sofferenze possiamo comprendere quelle degli altri e aiutarli a soffrire meno. E’ questo che gli educatori dovrebbero insegnare alla nuove generazioni con l’obiettivo di trasformare, quindi, l’ambiente scolastico in una vera “comunità” attraverso delle sessioni di condivisione. 

Lascia andare ciò che non ti serve e sarai felice. Liberati di tutto ciò che è superfluo e ti causa inutili preoccupazioni: questo è uno dei primi passi verso la felicità.  

Siamo chiamati a trasformare il momento presente nel “momento più meraviglioso” e possiamo riuscirci a condizione di imparare a fermare la nostra sciocca corsa verso il futuro e smettendo di torturarci per il passato. 

Se hai problemi con i tuoi amici e parenti, non dare la colpa a loro. Se impari a prenderti cura di loro come di una pianta, farai crescere rapporti sani.  

Non dare la colpa agli altri: se hai capito e dimostri di aver capito, la situazione cambierà”.

Secondo Thich Nhat Hanh, il Buddhismo è in grado di offrirci “l’unico antidoto alla violenza, all’odio e alla rabbia” grazie alla pratica della compassione e della gentilezza amorevole, le quali “non possono nascere così per caso”, ma soltanto in seguito alla pratica del “guardare in profondità”, ovvero con la pratica denominata “dell’espansione del cuore”.  

Dobbiamo ricercare la felicità non nell’ambito del consumo, bensì nell’esercizio della comprensione, della compassione e dell’armonia e imparare a vivere in modo semplice, in maniera da avere più tempo per vivere la nostra vita quotidiana in profondità e libertà.

Il dolore può anche essere inevitabile, ma il fatto di soffrire o meno dipende da noi. Soffrire è una scelta, noi scegliamo se soffrire o meno. Nascita, vecchiaia e malattia sono naturali. È possibile non soffrire a causa loro, ma soltanto se siamo in grado di accettarle come parte della vita

Noi stiamo già morendo, noi moriamo di continuo, come ogni cosa muore e si rinnova di continuo, e, di conseguenza, non ci sono né vera nascita né vera morte. E il morire non è affatto quella cosa terribile che ci rappresentiamo. In realtà, anzi, “è molto piacevole morire: vuol dire anche vivere”.

Thay non parlava mai di morte, ma di continuazione, perché “al posto della nascita e della morte c’è soltanto una continua trasformazione” 

Quando una persona ti fa soffrire è perché soffre profondamente con se stessa. Le cattiverie nei nostri confronti ci fanno male, ma quando le subiamo dovremmo sempre comprendere che solo chi soffre vuol far soffrire gli altri. L’uomo in pace con se stesso non ha alcuna intenzione di creare dolore. 

La meditazione camminata (da praticare non soltanto nei parchi e in luoghi isolati, ma anche nel trambusto delle grandi città, in casa, al lavoro, ecc.) è proposta come una vera forma di “resistenza” nei confronti di un intero sistema di vita collettiva imperniato sul correre frenetico e alienante in vista di innumerevoli obiettivi fuori e lontani da noi.  Come un modo per “recuperare la nostra sovranità su noi stessi, rivendicare la nostra libertà e camminare sulla Terra da persone libere".

“Respirare in piena consapevolezza è un modo miracoloso per liberarci dal rimpianto e dall’ansia, e per entrare in contatto con la vita nel momento presente. Quando seguiamo il respiro ci sentiamo subito a nostro agio, non più dominati da ansia e desideri. Nella respirazione cosciente il respiro si fa più regolare, pace e gioia sorgono, e diventano più stabili a ogni momento.

domenica 11 agosto 2024

I detti del saggio.

 I detti del saggio:

 

  •  “Quando credi in te stesso, tutto è possibile".
  •  “L'unico modo per crescere è uscire dalla propria zona di comfort”. 
  •  “Non aver paura di fallire, abbi paura di non provare”. 
  •  “Il dolore è temporaneo, l'orgoglio è eterno”. 
  • “Non lasciare mai che le tue paure limitino il tuo potenziale". 
  •  “Se puoi sognarlo, puoi realizzarlo”. 
  •  “Non esistono fallimenti, solo risultati indesiderati”. 
  •  “Il fallimento non è un'opzione, ma solo un'opportunità per imparare”. 
  •  "Il successo non è per coloro che sognano, è per coloro che lavorano duro per arrivarci." 
  •  “Non importa quante volte cadi, rialzati sempre". 
  •  “Il momento migliore per agire è adesso".
  •  "Non lasciare che le opinioni degli altri definiscano il tuo valore".
  •  "Non ci sono limiti a ciò che puoi ottenere se ti impegni abbastanza".
  •  “Non lasciare che gli errori del passato ti fermino, usali come trampolino di lancio per un futuro migliore."
  •  “La mente è l'arma più potente che abbiamo."
  •  “Non importa quanto la vita ti colpisca duramente, l'importante è rialzarsi sempre.”
  •  “Il successo non si misura dalla quantità di denaro che hai, ma dalla felicità che trovi nella tua vita."
  •  "Non è mai troppo tardi per iniziare a vivere la vita alle tue condizioni." 
  •  "Il vero potere risiede nella mente e nel corpo quando lavorano insieme in armonia."  
  • Associatevi a coloro che vi renderanno un uomo migliore di voi. Accogliete coloro che possono migliorare voi stessi, gli uomini imparano mentre insegnano."
  • La solitudine è per per lo spirito ciò che il cibo è per il corpo."
  • Il più potente tra gli uomini, è colui che ha se stesso in suo potere."    
  •  E' risaputo che le forme più acute di depressione si associano a una difficoltà nel provare e esprimere amore per gli altri e per se stesso. La depressione è un'incapacitò di amare.   

domenica 7 luglio 2024

Dal film Lasciali parlare

 Dal film  Lasciali parlare.   Lasciali parlare (Let Them All Talk) è un film del 2020 diretto da Steven Soderbergh. Lasciali parlare. Lucas Hedges, Meryl Streep, Dianne Wiest e Candice Bergen, Gemma Chan    

Trama del film: Alice Hughes è una scrittrice americana di successo che dovrebbe recarsi in Inghilterra per ricevere un premio letterario. Decide di fare la traversata a bordo di una nave di lusso, in compagnia dei suoi parenti.     Frasi:     

Provarci è tutto,
se non rischi...
Penso che l'attrazione sia la forza vitale dell'universo,
se hai attrazione per una persona,
e viene dal cuore
la guardi ...
e senti di poter vedere la sua anima,
non c'è possibilità che ci sia qualcosa di male,
voler far parte di questo...
e noi dovremmo farne tesoro
è una fortuna provare questo sentimento,
è la più piena espressione di ciò che vuol dire
essere vivi.

Penso che la voglia di comunicare con una persona sia la forza vitale dell'universo,
non c'è possibilità che ci sia qualcosa di male,
è una fortuna ed è la più piena espressione di ciò che vuol dire
essere vivi.    

La lumière du monde - Christian Bobin

Christian Bobin (1951 - 2022) è stato uno scrittore e poeta francese, vincitore del premio Prix des Deux Magots nel 1993 e del premio Prix de l’Académie Française nel 2016.   

Dal libro di Christian Bobin, « La lumière du monde » Paroles réveillées et recueillies par Lydie Dattas.

 "Il y a plus de texte écrit sur un visage que dans un volume de la Pléiade et quand je regarde un visage, j'essaie de tout  lire, même les notes en bas de page. Je pénètre dans les visages, comme on s'enfonce dans un brouillard, jusqu'à ce que le paysage s'éclaire dans ses moindres détails. Lire ainsi l'autre, c'est favoriser sa respiration, c'est-à-dire le faire exister. Peut-être que les fous sont des gens que personne n'a jamais lus , rendus furieux de contenir des phrases qu'aucun regard n'a jamais parcouru. Ils sont comme des livres fermés."

«La rencontre est le but et le sens d'une vie humaine. Elle permet qu'on ne la traverse pas en somnambule. Quand mes yeux se fermeront, ils le feront sur une immense bibliothèque constituée par des visages qui m'auront ému, troublé, éclairé.  Un visage est éclairant quand un être est bienveillant et qu'il est tourné vers autre chose que lui-même. Le soin qu'il prend de l'autre, l'illumine, le rend vivant. Il capte une lumière et la renvoie. C'est quelque chose de rare. La richesse de cette vie est faite surtout de visages et de quelques paroles".

Rencontrer l’autre…  «  Il est extrêmement rare de rencontrer quelqu’un, qu’on voie beaucoup de monde ou qu’on soit ce qu’on appelle un solitaire. La plupart des gens rendent très difficile de les rencontrer parce qu’ils ne sont pas vraiment dans leur parole ou parce qu’ils sont sans âme.   Je fais toujours à l’autre le crédit de la nouveauté incroyable de son existence, mais ce crédit va s’user si l’autre a gâché cette merveille-là pour devenir comme tout le monde.

 Comment parler avec personne ? C’est impossible.  Parfois, le désir de partager est si fort que je vais quand même tenter ma chance, mais c’est souvent en vain : les opinions ne m’intéressent pas. Ce qui me touche, c’est quand l’autre a mis tout le poids de sa vie dans la balance des mots et que sa pensée s’appuie sur ça…   Quand je suis né, on m’a proposé le menu du monde et il n’y a rien de comestible. Mais quand l’autre est vraiment avec moi : je bois une gorgée d’air, je mange une cuillère de lumière. »    

sabato 6 luglio 2024

La felicità

"Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento. Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni".

"Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino. È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un'oasi nel profondo dell'anima. È ringraziare ogni mattina per il miracolo della vita. È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono".

"Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. È avere la maturità per poter dire: "Ho fatto degli errori". È avere il coraggio di dire "Mi dispiace". È avere la sensibilità di dire "Ho bisogno di te". È avere la capacità di dire "Ti amo". Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità ... che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza.

"E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza. Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza".

"Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell'intelligenza. Non mollare mai ... Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano. Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile.". 

martedì 25 giugno 2024

Frasi sull'Amicizia

In questo post riporto alcune frasi riguardanti l'amicizia, che mi hanno particolarmente colpito, estrapolate dei libri che ho letto.

"Oggi le relazioni si riducono a semplici connessioni, in un contesto in cui è possibile con pari facilità entrare e uscire, puri contatti senza impegno e responsabilità".  Fabio Guidi

Spesso manchiamo di coerenza nelle nostre relazioni, tanto che finiamo per sviluppare la sindrome "Molte relazioni, nessuna relazione". Avere molte relazioni può sembrare una grande apertura interpersonale, mentre in realtà è una fuga da una vera relazione.

 "Nessuno si interessa più degli altri senza un motivo, e alla fine siamo tutti soli".  Dal film "Toglimi un dubbio" di Carine Tardieu    -         Dal libro L'anomalie - Hervè Le Tellier  


Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, inorridirsi, commuoversi, innamorarsi, stare con se stessi. Le scuse per non fermarci e chiederci se questo correre ci rende felici sono migliaia, e se non ci sono, siamo bravissimi a inventarle. Tiziano Terzani

Le relazioni interpersonali sono un momento fondamentale della nostra esistenza. Nessun essere umano può vivere e restare senza amore, senza legami affettivi con gli altri e il mondo.  Essere presenti nelle relazioni è difficile, ma allo stesso tempo nutriente, sia per noi stessi che per gli altri.

Le relazioni sono un potente mezzo di purificazione mentale, e come dice Krishnamurti: "La relazione è un processo di auto-rivelazione, ci rivela a noi stessi".  Dobbiamo scegliere a chi dedicare la nostra attenzione e farlo in profondità.

L'amicizia e l'amore sono una risonanza positiva molto forte con qualcuno, senza attaccamento, nè altra cosa, sono semplicemente un sentimento della nostra umanità comune, e la constatazione di essere felice di stare con questa persona e di essere in relazione con questa persona. Ed è considerata l'emozione suprema perchè è accompagnata da stati mentali positivi che accompagnano come una costellazione questa risonanza positiva con gli altri da cui scaturisce il miglior stato dell'essere umano - Matthieu Ricard.

Spinoza illustrava due percorsi nello sviluppo dell'essere umano: - Il primo cammino consiste nell'andare verso se stessi, è la gioia della liberazione;  - Il secondo consiste ad andare verso gli altri ed essere in armonia con il mondo, e esprimere la gioia della comunione.
Il primo percorso consiste nel diventare pienamente se stessi, con un lavoro di introspezione si elimina ciò che ci è stato imposto dall'esterno e si cerca di sviluppare aspetti che sono stati soffocati. Questo processo di individuazione, come lo definisce Jung, comincia verso i 35 anni, quando abbiamo preso coscienza, confrontandoci con l'esperienza, della nostra vera natura e delle nostre aspirazioni reali. Importante è mantenere i legami con la comunità, la famiglia e avere dei valori. Spinoza direbbe: "osserva quello che ti porta della gioia e quello che ti rende triste".
È impossibile vivere nella gioia se siamo in permanenza dipendenti della critica o del giudizio degli altri.

"Essere capaci di trovare la propria gioia nella gioia dell'altro: ecco il segreto della felicità". - Georges Bernanos.  

Nell'etica a Nicomaque, Aristotele usa la parola philia per descrivere l'amore è l'amicizia. Philia è un amore profondo che unisce sia degli amici che delle coppie, il fondamento di tutte le relazioni umane autentiche: si sceglie una persona per condividere un progetto, o condivisione di scambi, di piaceri e di conoscenze. E' fondata sulla reciprocità, con una persona con la quale ci incoraggiamo mutualmente, ci aiutiamo reciprocamente a svilupparci, a essere pienamente noi stessi.
Philia comporta una dimensione senza la quale nessun amore può essere vero: la gioia di poter essere pienamente se stesso e di aiutare l'altro a essere, anche lui, pienamente se stesso. A volte c'è un amore incondizionato verso l'altro, a volte questo amore è condizionato (genitori che amano i figli se riescono negli studi, il partner che ama il compagno/a se mantiene una certa forma fisica, ecc).  

Aristotele parla di diversi gradi di amicizia, al più alto livello situa l'amicizia che unisce due persone uguali. In questo rapporto i due amici devono arricchirsi reciprocamente senza sfruttarsi. 

La vera amicizia è rara, la sua achimia è complessa e si base sulla simmetria e la complementarietà tra due persone. Spesso è difficile distinguere tra l'amore e l'amicizia. Si parla di amicizia in senso riduttivo o attenuato quando esistono delle affinità, degli interessi comuni, delle possibilità di aiuto reciproco e allora in questo caso, l'amicizia ha una vera funzione sociale.

Frase sull'amicizia: "Gli uomi sono egoisti ed individualisti. Gli amici dovrebbero essere sempre presenti, solidali, confidenti , altruisti, sempre disposti ad ascoltarci, degli angeli!  Tu credi negli angeli?!"

Comunicare l'un l'altro, anche se ci si conosce molto bene, è estremamente difficile. Ci si comprende quando ci si incontra al medesimo livello nel medesimo tempo.    

Non potremo mai stabilire con certezza fino a che punto i nostri rapporti con gli altri siano i risultati dei nostri sentimenti, del nostro amore, del nostro non-amore, del nostro rancore e fino a che punto sono condizionati dal rapporto di forze tra gli individui.   Milan Kundera

Fintanto che le persone sono giovani e la composizione musicale della loro vita è ancora alle prime battute, essi possono scriverla in comune e scambiarsi i temi, ma quando si incontrano in età più matura, la loro composizione musicale è più o meno completa, e ogni parola, ogni oggetto, significano qualcosa di diverso nella composizione di ciascuno. Milan Kundera

Quello che è pericoloso nei rapporti è l'usura e la malinconia della memoria, (dell'infanzia, del non vissuto, ecc.) che possono innestare la necessità di nuovi incontri e di relazioni particolari. Le relazioni particolari sono quelle che nascono quasi inavvertitamente in situazioni particolari, quasi senza intenzione, ma che si trasformano in una sorta di comunione necessaria e naturale, che seleziona e filtra i rapporti con il mondo esterno, che condivide pensieri e atteggiamenti, che sente una unicità della relazione, quasi un possesso. Queste relazioni particolari possono essere rapporti di amicizia, ma anche rapporti di amicizia/amore.

Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario. Ma la solitudine non è necessariamente nemica dell’amicizia o dell’amore, poichè nessuno è più sensibile nelle relazioni, di un solitario. C. G. Jung

Se c'è pace nella tua mente, troverai pace con tutti. Se la tua mente è agitata, troverai agitazione ovunque. Quindi prima trova la pace interiore e vedrai questa pace interiore riflessa ovunque. Tu sei questa pace. La pace è come una sorgente che scaturisce dall'interno, non si può ottenerla dal mondo esteriore.

Alla fine quello che importa sono le persone a cui vogliamo bene. Si trova il senso della vita scegliendo dove e come trascorrere  il nostro tempo prezioso. "Quello che si ricorda, sono le persone di cui abbiamo toccato le vite e quelle che hanno cambiato la nostra". Maria Ressa.

Il monaco zen Thich Nhat Hanh ha inventato la meditazione dell'abbraccio "«Inspirando, so che questa persona cara è viva fra le mie braccia. Espirando, so che mi è tanto preziosa». Se respirate profondamente in questo modo, tenendo fra le braccia la persona a cui volete bene, l'energia della cura, dell'amore e della consapevolezza penetrerà in lei e la nutrirà e la farà rifiorire. 

L'amore di sè, è legittimo e necessario  per poter amare gli altri e essere amati da loro. Questo amore è la parte qualitativa della stima di sè basata sulle proprie capacità, potenzialità e risultati. Quando volete bene a qualcuno, non glielo direte mai abbastanza. Molti hanno il pudore a dire "Ti voglio bene", "Tengo a te", "Ti amo", come se svelassero qualcosa di troppo intimo di loro per essere espresso nella quotidianità.

mercoledì 6 marzo 2024

Relazioni ...

Le relazioni interpersonali sono un momento fondamentale della pratica. Essere presenti nelle relazioni è difficile, ma allo stesso tempo nutriente, sia per noi stessi che per gli altri.

Spesso manchiamo di coerenza nelle nostre relazioni, tanto che finiamo per sviluppare la sindrome "molte relazioni, nessuna relazione".
Avere molte relazioni può sembrare una grande apertura interpersonale, mentre in realtà è una fuga da una vera relazione.

Le relazioni sono un potente mezzo di purificazione mentale, e come dice Krishnamurti: "La relazione è un processo di auto-rivelazione, ci rivela a noi stessi".

Dobbiamo scegliere a chi dedicare la nostra attenzione e farlo in profondità.


mercoledì 22 novembre 2023

Frasi di Thay

Qui di seguito sono riportate alcuni frasi di Thich Nhat Hanh (1926- gennaio 2022). Maestro e monaco Zen, conosciuto in tutto il mondo per i suoi insegnamenti sulla consapevolezza, l’etica globale e la pace. E' stato candidato al Nobel per la Pace.

 

  • “La mattina quando vi alzate, fate un sorriso al vostro cuore, al vostro stomaco, ai vostri polmoni, al vostro fegato. Dopo tutto, molto dipende da loro"
  • “Il regalo più prezioso che possiamo fare a qualcuno è la nostra attenzione.”
  •  “La felicità è possibile solo con il vero amore. Il vero amore ha il potere di guarire e trasformare la nostra condizione e può dare alla nostra vita un significato profondo.”
  • “Se nella nostra vita quotidiana possiamo sorridere, se possiamo essere in pace e felici, non solo noi, ma tutti ne trarranno giovamento. Se noi sappiamo davvero come vivere, quale miglior modo di iniziare la giornata che con un sorriso? Il nostro sorrisoafferma la nostra consapevolezza e determinazione di vivere in pace e gioia."       Dal libro: Il dono del silenzio
  •  “Come possiamo godere dei nostri passi se la nostra attenzione è rivolta a tutto quel chiacchiericcio mentale? È importantediventare consapevoli di cosa sentiamo, non solo di cosa pensiamo. Quando tocchiamo il terreno con il piede dovremmo riuscire a sentire il piede che entra in contatto con esso.     Dal libro: L'arte di comunicare
  •  “Riconoscere le nostre emozioni senza giudicarle o respingerle, abbracciandole con consapevolezza, è un atto di ritorno a casa.”
  •  “Ho guardato nel mio corpo in profondità,  e ho trovato una montagna,  la vetta altissima nascosta da nebbia e nuvole,  ho trovato un fiume che scorre giorno e notte verso il mare, ho trovato una galassia   che si muove silenziosa, con milioni di stelle.”
  •  “Diventare vegetariani è il modo più efficace di combattere il riscaldamento globale. I praticanti buddisti hanno praticato il vegetarianismo nel corso degli ultimi 2000 anni. Noi siamo vegetariani con l’intento di nutrire la nostra misericordia verso gli animali. Ora sappiamo anche che mangiamo vegetariano per proteggere la terra.” 
  •  “Per educare il popolo alla pace, possiamo usare parole o possiamo parlare con le nostre vite"    Dal libro: Il dono del silenzio
  •   “Quando finiamo invischiati in pensieri negativi e preoccupazioni è facile generare malinteso e ansietà. Quando fermiamo il pensare e calmiamo la mente creiamo maggiore spazio e apertura. Dal libro: Il dono del silenzio
  •   “Camminare è un modo magnifico di sgombrare la mente senza tentare di sgombrarla. Non dici: «Ora sto per praticare la meditazione!» o «Ora mi accingo a non pensare!». Ti limiti a camminare e, mentre ti concentri sul camminare, gioia e consapevolezza arrivano naturalmente.”  Dal libro: Il dono del silenzio
  • “La vera solitudine giunge da un saldo cuore che non si lascia trascinare dagli strattoni della folla né da dispiaceri riguardo al passato, preoccupazioni riguardo al futuro, o eccitazione o stress riguardo al presente.”  Dal libro: Spegni il fuoco della rabbia
  •  “Quando ti arrabbi, ritorna a te stesso e prenditi molta cura della tua rabbia. Quando qualcuno ti fa soffrire, ritorna a te stesso e prenditi cura del tuo dolore, della tua collera.”   Dal libro: L'arte di comunicare
  • “Quando inspiri, torni a te stesso. Quando espiri rilasci ogni tensione.”
  •  “Vivere in piena coscienza, rallentare il proprio passo e gustare ogni secondo ed ogni respirazione, questo è sufficiente.”
  • “La meditazione non è un'evasione ma un incontrosereno con la realtà.”
  •  “Ogni settimana, abbiamo bisogno di un giorno di pigrizia.”  Dal libro: L'arte di comunicare
  •  “Se la sofferenza continua, è perché noi continuiamo a nutrirla". Dal libro: L'arte di comunicar
  •  “Con l’inspirazione e l’espirazione, il nostro respiro consapevole, cominciamo a riordinare la nostra casa.” 
  •  “La vita non è un luogo particolare o una destinazione - la vita è un viaggio" Dal libro: L'arte di comunicare
  •  “So che stai soffrendo, questo è il motivo per cui sono qui per te". Dal libro Spegni il fuoco della rabbia
  •  “Se una persona si esprime con rabbia è perché sta soffrendo profondamente".
  •  “Il momento presente è il solo momento di cui disponiamo, è la porta di ogni momento.”
  •  “Se non puoi essere compassionevole verso te stesso, non potrai esserlo verso gli altri.”
  •   “Al mio risveglio, al mattino, io sorrido. Ventiquattr'ore tutte nuove si presentano davanti a me.” Dal libro: Il dono del silenzio
  •  “Se vogliamo essere maggiormente connessi con gli altri non dobbiamo mandare loro più SMS, ma dobbiamo ascoltarli di più.”
  •  “Le cose sono dinamiche e vive mentre i nostri concetti sono statici.”  Dal libro: L'arte di comunicare
  •  “Per tornare a casa è sufficiente mettersi seduti e stare con se stessi, accettare la situazione com’è."    Dal libro: Spegni il fuoco della rabbia
  •  “Con il metodo del respiro consapevole, il metodo della camminataconsapevole, il metodo dell’abbraccio della rabbia, quello dell’osservazione profonda della natura delle nostre percezioni e quello dell’osservazione profonda dell’altro ci rendiamo conto che anche lui soffre e ha bisogno di aiuto.”
  • “Con l’inspirazione e l’espirazione, il nostro respiro consapevole, cominciamo a riordinare la nostra casa". 
  • “Abbi piena coscienza che tutto ciò che è accaduto e tutto ciò che accadrà si trova in ogni tuo passo. Che sempre crescano fiori e frutti nei luoghi che i tuoi piedi hanno toccato.”  Dal libro: Spegni il fuoco della rabbia
  •  “Se la pratica è corretta, se la pratica è buona, per generare una trasformazione e una guarigione non occorrono cinque o dieci anni, possono bastare anche poche ore. Dal libro Spegni il fuoco della rabbia
  •  “Ascolta con un solo scopo: permettere all’altro di esprimere se stesso e di trovare sollievo dalla sua sofferenza. Mantieni viva la compassione per tutto il tempo dell’ascolto". Dal libro: Il dono del silenzio
  • “Noi siamo i nostri pensieri, ma allo stesso tempo siamo ben più dei soli nostri pensieri. Siamo anche i nostri sentimenti, le nostre percezioni, la nostra saggezza, felicità e amore. Quando sappiamo di essere più dei nostri pensieri possiamo decidere di non consentire al nostro pensare di assumere il controllo e dominarci.”    Dal libro: Il dono del silenzio
  •  “Ognuno di noi ha una preoccupazione ultima che non ha nulla a che vedere con questioni materiali o affettive. Cosa vogliamo fare con la nostra vita? Questo è il punto. Siamo qui, ma perché siamo qui? Chi siamo, ognuno di noi individualmente? Sono domande a cui di solito non abbiamo (o non troviamo) il tempo di rispondere.”   Dal libro: Il dono del silenzio
  •  “Siamo quello che sentiamo e percepiamo. Se siamo arrabbiati siamo la rabbia. Se siamo innamorati siamo l’amore. Se guardiamo un innevato picco di montagna siamo la montagna. Mentre sogniamo siamo il sogno.”     Dal libro: Il dono del silenzio
  • “Il silenzio è essenziale. Abbiamo bisogno di silenzio tanto quanto abbiamo bisogno di aria, tanto quanto le piante hanno bisogno di luce. Se la nostra mente è affollata di parole e pensieri, non c’è spazio per noi.”    Dal libro: Il dono del silenzio
  •  “Per esperire pienamente questa vita come esseri umani tutti noi abbiamo bisogno di entrare in comunione con il nostro desiderio di realizzare qualcosa di più ampio del nostro sé individuale. Questa può essere una motivazionesufficiente per modificare le nostre abitudini in modo da potere trovare sollievo dal rumore che riempie la nostra testa.”    Dal libro: Il dono del silenzi
  •  “Un giorno senza il cibo sensoriale di email, video, libri e conversazioni è un’occasione per schiarirci la mente e liberarci dalla paura, dall’ansia e dalla sofferenza che possono introdursi nella nostra coscienza e accumularvisi.”    Dal libro: Il dono del silenzio
  •  “Se ascoltiamo dalla mentesilenziosa, ogni canto di uccello e ogni sussurro dei rami di pino nel vento ci parleranno.”       
  •  “La vita è lo strumento con il quale sperimentiamo la verità.” Dal libro: Spegni il fuoco della rabbia
  •  “Qualunque cosa tu dica o faccia quando sei arrabbiato potrebbe danneggiare ancora di più la tua relazione con l’altro".
  • La nostra vera casa è "l’ora". Vivere l’istante presente è un miracolo".        
  • “Meditare è guardare in profondità nel cuore delle cose".

Introduzione al Blog

Il Blog è nato nel marzo 2021, in tempo di pandemia, per comunicare e condividere le mie letture e i miei interessi.  Nel Blog ci sono circa...