sabato 31 gennaio 2026

Yoga. Fra storia, salute e mercato - Federico Squarcini e Luca Mori - Parte II

 Dallo yoga di ieri allo yoga di oggi.    

Non è facile scegliere e selezionare una tra le tante versioni dello yoga odierno.  Spesso nelle nuove proposte si fa il richiamo alle origini e alla tradizione  e   alla codifica di una nuova variante introdotto, che poi assurge a stile inedito, distinguibile dagli altri che corrisponde alla coniazione di un marchio esclusivo.    

 

Ormai il termine yoga è usato e abusato. Il dubbio che affiora oggi è il seguente: lo yoga contemporaneo è indiano o è un prodotto occidentale? Spesso il riferimento alla sue origini indiane è illusorio e fittizio. Come ha fatto lo yoga a diventare la disciplina delle flessioni, delle torsioni che vediamo oggi nelle palestre e nei centri di tutto il mondo?

Lo Yoga Journal riporta che alle origini di queste trasformazioni ci sono alcune figure di traduttori che sono:  Sivananda che fa continui riferimenti al Brahman, al supremo Sé, Krishnamacharya che ha adattato la pratica dello yoga alle capacità degli allievi,  Kuvalayananda il padre dello yoga scientifico. 

Importante è cercare di capire come queste opere di traduzione della tradizione sono avvenute.  Kuvalayananda ha cercato di descrivere scientificamente gli effetti del pranayama, rendere visibile l'invisibile (vedi libro di Joseph S. Alter).   A partire dagli albori del XX secolo si diffonde l'abitudine di praticare yoga prestando attenzione al corpo, agli effetti delle posizioni, e ci si riferisce in termini sempre più astratti al samadhi, l'ultimo grado dello yoga,  che addirittura scompare nelle guide attuali sullo yoga. Questo aspetto non rientra tra le aspirazioni di benessere dolce e facile a cui molti praticanti oggi anelano. Per molti autori l'inserimento delle asana è stata una sovrapposizione tarda su quella che era essenzialmente una disciplina spirituale.

Quando l'uso del termine yoga resta pertinente con l'attività svolta?  Quando fa riferimento alla tradizione, anche se in modo parziale o distorto? Spesso il termine yoga viene usato per la suggestione che produce, senza però chiamare in causa nessuna continuità effettiva con le antiche pratiche. 

Alcune volte si creano delle contraddizioni; ad esempio un festival yoga libero da implicazioni religiose non può poi proporre divinità del pantheon indù come Siva e Vishnù.   Si tende a separare lo yoga dalle religioni, senza tener presente che nello yoga ci sono riferimenti continui al Divino e non si può esulare dal prendere in considerazione Ishvara, che favorisce il processo della conoscenza del Sé.  

Per poter fare riferimento ad una tradizione ci deve essere chi trasmette e il contenuto trasmesso, e un'origine, un principio veritativo che veicola una visione metafisica, il ruolo dell'uomo nel cosmo. E spesso c'è un'autorità che difende queste istanze. Nel caso dello yoga è un po' più complicato, non essendoci questa autorità, il termine yoga è stato associato a varie tecniche ascetiche, è stato utilizzato da buddhisti e giainisti, ed è stato praticato in relazione a diverse visioni metafisiche, e qualcuno lo ha associato anche a una forma nuova di religione.

Spesso si fa riferimento ad un cuore della tradizione, come ad esempio Desikachar che con il suo libro chiamato proprio Il cuore dello yoga,  individua il cuore dello yoga negli Yoga Sutra di Patanjali, e propone di adattare lo yoga alle diverse capacità delle persone.   Questo con la convinzione che al mutamento delle forme non segua il mutamento dei contenuti. Ma è ricorrente che i contenuti cambiano quando sono veicolati con nuovi sistemi. Se seguissimo esattamente le indicazioni proposte da Patanjali, (vedi pratyahara, ritiro dei sensi, distacco dagli stimoli esterni,  ecc. che erano le pre-condizioni di ogni passaggio successivo) lo yoga non sarebbe per tutti. 

I due fattori che orientano il cambiamento sono la pragmatica della traductio/translatio e i dettami del trading.   Alcuni esempi.  Tara Guber proponendo il suo metodo Yoga Ed nelle scuole americane ha sostituito samadhi con pienezza/identità  e meditazione con tempo interiore.  Eros Selvanizza quando fa riferimento al teologo Antonio Rosmini come uno yogi straordinario, sottindende una sostanziale equivalenza tra l'Iswara dello yoga e il Cristo del cristianesimo. Tradurre lo yoga usando concetti mutuati dal mondo a cui si parla è ricorrente, quanto causa di molti effetti collaterali.  Emile Coué inventò tecniche di autosuggestione e del pensiero positivo facendo riferimento alla pratica yoga del japa (la ripetizione dei mantra) modificando il modo e il significato in cui si usa la rilassazione nello yoga.  

Lo yoga non è fitness ma può apportare enormi benefici a livello fisico,  lo yoga non è una terapia ma può apportare benefici a livello mentale, può contribuire alla ricerca interiore anche essendo un percorso spirituale.   Ci sono invece delle versioni diverse nell'associare lo yoga al rilassamento, in quanto praticare seriamente lo yoga si va oltre il rilassamento, si cerca di aumentare il controllo e lo sforzo per prendere contatto con l'energia kundalini. 

Molte associazioni yoga scrivono nei loro statuti che occorre rispettare le credenze, i valori dei praticanti, ma anche qui, anche Patanjali propone dei valori di base per iniziare il percorso, e occorre anche conoscere il contesto sapienziale dello yoga.  La Federazione italiana Yoga ha promosso l'introduzione dello yoga "laico", "occidentalizzato" nelle scuole (2000) sottolineando che nel praticare lo yoga non si deve cambiare il proprio stile di vita, ma servirà ad avere un rapporto diverso con il proprio corpo.  In questa opera di traduzione delle tradizioni si cerca di associare lo yoga allo sport, e recentemente si è discusso di introdurre addirittura lo yoga alle Olimpiadi.  La Federazione Kriya Yoga scrive che lo yogin può mangiare di tutto.  A questo punto Patanjali si rivolterebbe nella tomba.   Ma oggi, chi prenderebbe sul serio Patanjali quando parla dei poteri segreti degli yogi?

Oggi lo yoga è in vendita, e la logica del mercato si è appropriata dei benefici attribuiti a questa nobile disciplina coniando degli slogan efficaci.  Ci sono essenzialemnte quattro tipi principali di mercato dello yoga: 1- mercato della salute, 2- della bellezza, 3- mercato del wellness (benessere) e 4- mercato della spiritualità, come ricerca di una possibile dell'esperienza del divino, come superamento delle religioni particolari.  Molte proposte come yoga con la palla di Carol Mitehell, Woga (lo yoga in acqua), il Doga (da dog più yoga) e Bodycation (un misto di shiatsu, pilates, yoga), lo Yoga Facelift di Marie Veronique Nadeau  sono difficilmente collocabili nei quattro tipi di mercato.   Lo Yoga News di YANI riporta che in America sono state aperte classi yoga per snowboarders per aumentare la concentrazione;  il festival Yoga di Milano ha proposto Gioca-Yoga. E ogni volta, si pone l'accento su alcuni aspetti e si propongono versioni parziali dello yoga. 

Nasce anche un fiorente mercato di prodotti per lo yoga. Il Times of India parla di guru fabbricati in massa, e la competizione si sposta dalle palestre cittadine ai social dove l'aspirante yogin ha a disposizione una vasta offerta di yoga on demand. Si propongono manuali fai da te  e videolezioni, dove il ruolo del maestro scompare. Ci sono corsi anche per chi vuole avviare uno yoga business, qui si usano termini come prodotto. Si deve creare un brand, predisponendo uan serie di prodotti e vantaggi collaterali per chi lo acquista, Inoltre, la differenziazione dell'offerta è d'obbligo.   

Per riassumere: - è difficile fare riferimento al tema del "vero Yoga", -  le varie varianti hanno problemi di coerenza interna,  - é complicato prendere per riferimento il testo Yoga Sutra di Patanjali, senza però assumerne tutti gli aspetti, - si assiste ad una generazione dello yoga fisico. 

Si fa riferimento ad uno yoga affrontabile per moduli, a seconda delle preferenze dell'individuo, e questo dipende anche dal modo in cui lo yoga è stato tradotto, traslato, venduto.

Dovremmo vedere adesso 1- chi si dedica alla pratica dello yoga, 2 - dove lo si pratica, 3 - come lo si pratica, 4 - perchè, 5 - con quali credenze si pratica.  

  1.  Ieri poteva praticare il saggio che era arrivato al controllo del corpo, all'autocontrollo e si applica con dedizione e disciplina. Oggi tutti, a qualunque età e partire da qualsiasi stile di vita possono praticare yoga.
  2. Ieri si praticava negli ashram, in luoghi isolati. Oggi si pratica in ufficio, sull'autobus, in  palestra, in piscina, nella suana, ecc...
  3.  Ieri si praticava tenendo immobile il corpo e seguendo il respiro, si cercava di dominare il corpo e la mente, purificare il corpo e la mente, si cercava di arrivare al samadhi. Oggi si combina yoga e fitness, sul treno, usando il computer, mischiato al Tai chi, Pilates, Kung Fu, come pratica sportiva.
  4. Ieri si cercava il fermo dominio dei sensi, la vera natura dell'Atman, per arrivare alla pace che culmina con il nirvana, per effetto della dedizione totale al Isvara si raggiuge la perfezione samadhi.   Oggi si pratica per il benessere, per eliminare l'ansia e lo stress, per coltivare l'interiorità, per ottenere una forma fisica, per aumentare la produttività.
  5. Ieri si pensava che sopra la realtà empirica, c'era l'Atman, si cercava la  vera natura dell'Atman. Oggi non si fa riferimento a nessuna credenza specifica, e spesso i riferimenti all'induismo sono esplicitamente evitati. 
Per concludere, una definizione unitaria dello yoga è di fatto impraticabile, in quanto metterebbe indebitamente sullo stesso piano, la molteplicità delle varianti pratico-discorsive utilizzate dai vari studiosi.

Gli autori:  Federico Squarcini, Dottore di ricerca in 'Studi Religiosi: Scienze Sociali e Studi Storici delle Religioni' presso l'Università di Bologna, è Professore associato di Storia delle religioni all'Università Ca' Foscari di Venezia. Luca Mori, filosofo e formatore, insegna Storia della filosofia all'Università di Pisa. 

Alcuni siti consultati e citati nel libro:   www.yoganews.org,     www.dweb.repubblica.it   www.insegnantiyoga.it   www.yogafit.it  yogajournal.it   

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