sabato 31 gennaio 2026

Yoga. Fra storia, salute e mercato - Federico Squarcini e Luca Mori - Parte I

Di seguito sono riportate alcune definizioni sullo yoga:       

  • Lo yoga è una scienza pratica atemporale che si è evoluta nel corso dei secoli e che si occupa del benessere fisico, morale, mentale e spirituale dell'uomo nella sua totalità. - Iyengar
  • Lo yoga è una filosofia e una tecnica, e chi lo riduce a pratica fisica ne fa un'iper-semplificazione e ne dà un'immagine distorta. - Taimni
  • Lo yoga è una tecnica scientifica che porta alla conoscenza - esperienza diretta e personale - di Dio. - Yogananda
  • Lo yoga è una disciplina intesa alla cessazione o arresto dei vortici e dei gorghi della mente - l'indologo Antonio Rigopolus che fa riferimento a Patanjali
  • Lo yoga è una scienza sacra o spirituale. Ogni uomo che cerca di realizzare l'esperienza mistica dell'unione con Dio è uno yogi. - Dizionario della saggezza orientale
  • Lo yoga è un sistema filosofico, processo, discipline e pratiche il cui proposito è di unire la coscienza individuale con quella trascendente o divina. - William James
  • Lo yoga è una disciplina che permette di ottenere uno stato superiore di esistenza, oltre la ragione, uno stato ipercosciente, che è spesso espresso con il termine samadhi.
  • Lo yoga è una scienza spirituale il cui fine è il samadhi.
  • Lo yoga è una tradizione molto antica di pensiero, di tecniche ascetiche e metodi di meditazione.    
Le diverse definizioni dello yoga portano a pensare che è difficile dare un'unità  dello yoga.  
E' anche difficile postulare a priori l'esistenza di una dottrina unitaria dello yoga, pre-esistente che prescinde da tutte le manifestazioni storiche. Vedi le statuette con la postura dello yoga trovare nella valle dell'Indo, le raccolte vediche (Samhita) dove il termine yoga è usato più volte, i Rigveda dove la parola yoga esprime una sorta di ambizione all'ordine e alla disciplina. Nei periodi tardo-vedici l'individuo, attraverso lo yoga, cercava di controllare i sensi attraverso la volontà, eliminare la sofferenza e arrivare all'illuminazione. 
I primi riferimenti a forme strutturate dello yoga si trovano  nelle Upanishad e in particolare nella Kathopanisad dove Yama espone a Naciketas questa dottrina della salvezza (e si usano i termini Atman e Brahman). Poi vedi la Bhagvad Gita,  gli Yoga Sutra, i vari testi tantrici, ecc.  dove alla parola yoga vengono associati molti significati e ne viene ampliato il significato semantico.   
Kaivalya è un termine fondamentale nello yoga che significa liberazione assoluta, isolamento, indipendenza o "separazione" (da materia e ignoranza), rappresentando lo stato supremo di consapevolezza e dissoluzione dell'ego, la meta finale del percorso yogico descritto negli Yoga Sutra di Patanjali. È la realizzazione della vera natura del sé (Purusha) separato dal meccanismo mentale e materiale (Prakriti), portando alla fine della sofferenza e alla libertà incondizionata.  

L'obiettivo finale e difficile da realizzare è arrivare al nirvana o estinzione. Nirvana è un concetto centrale nel Buddismo e nell'Induismo che indica la liberazione definitiva dal ciclo delle rinascite (samsara), raggiungibile con l'estinzione dei desideri, delle passioni e dell'ignoranza, portando a uno stato di pace perfetta, beatitudine e illuminazione spirituale, a una profonda libertà interiore al di là delle sofferenze del mondo. 

Ed è anche difficile parlare di una yoga classico.  Per Karen Werner, l'unicità dello yoga consisterebbe nel suo essere una tradizione ancora viva, e aperta ai non credenti.  
Molte scuole e organizzazioni cercano di riscoprire, difendere, e diffondere "i principi e i valori dell'antica tradizione", un compito molto arduo. 
Dell'elite che troviamo negli ashram dell'Himalaya solo una minima parte giunge [...] a penetrare i segreti dello yoga. - Mircea Eliade. E da questo possiamo dedurre l'odierna presunzione lo yoga sia accessibile a tutti.    

Lo yoga è un fenomeno storico plurale e complesso fiorito in una varietà di contesti filosofici e religiosi. Oggi è prevalentemente abbinato all'esercizio fisico e ai comportamenti salutistici. 

A un secolo di distanza, l'immaginario diffuso associa lo yoga anche allo stretching, al relax profondo e alle tecniche di respirazione. Molte proposte diffondono le implicazioni terapeutiche dello yoga.  Lo yoga diventa così una medicina complementare e alternativa.  Il libro Yoga e salute di Gabriella Cella ha avuto una decine di ristampe, e la stessa autrice trova la necessità di ribadire di non aver sminuito questa nobile disciplina.   Comunque in questo e altri casi la dimensione metafisica e spirituale sembrerebbero sfumate.  Le forme di ibridazione dello yoga si moltiplicano. Yoga Journal aveva creato una rubrica dal nome AstroYoga associando i singoli asana ai segni zodiacali.     

E da queste forme ibride di yoga nasce un problema di base. Se da una parte c'è il richiamo alla tradizione, a rigore non brevettabile,  dall'altra c'è l'introduzione di una serie di varianti inedite e di conseguenza la rivendicazione di un'esclusiva che solo un brevetto può tutelare.  Il Governo indiano ha protestato contro l'ufficio brevetti degli Stati Uniti (emessi 150 diritti di autore, 134 brevetti nel 2007) e ha successivamente promosso un progetto per l'archiviazione digitale del sapere  tradizionale (Traditional Knowledge Digital Library).

Anche il rapporto tra yoga e religione, tra yoga e religione mistica è abbastanza controverso. Ratzinger asseriva che lo yoga "si può anche accettare" se è ridotto a una specie di ginnastica. Solo chi fa parte della Chiesa dispone della "pienezza dei mezzi salvifici". Nel caso dell'Islam, nei forum on line prevale l'idea secondo cui lo yoga è proibito, perché prevede un contatto spirituale con qualche entità nascosta. Il gran muftì d'Egitto nel 2005 ha anche emanato un decreto che ne proibisce la pratica. Yogananda, invece,  dichiarava l'unità di Vangelo e Bhagavad Gita, con l'obiettivo di mostrare l'unità di fondo di tutte le religioni.

Anche le "membra" dello yoga variano a seconda delle tradizioni classiche. Si passa dal "duplice yoga", (ossia la pratica e non pratica) del Dhammapada (20,10) al "sestuplice yoga" della Maitri upanishad  (pranayama, pratyahara, dhyana, dharana, tarka, samadhi).  Poi nella Bhagavad Gita si espongono i tre tipi di yoga: lo yoga dell'atto (karmayoga), del sapere (jnanayoga) e della devozione (bhaktiyoga).  Altre variazioni sono quelle dello hatha yoga, kriyayoga (yoga pratico), del mantrayoga e del kundaliniyoga.    Patanjali negli Yoga Sutra propone un sentiero delle otto membra per affrancarsi dal dolore, il pieno dominio di sè e arrivare al samadhi (yama, niyama, asana, pranayama, pratyahara, dharana, dhyana, samadhi).  

Gli Yoga Sutra presentano un'evidente simmetria con il nobile ottuplice sentiero del buddhismo, la via per la liberazione dalla sofferenza (Dukkha) e il raggiungimento del Nirvana, composta da otto pratiche interconnesse: Retta Visione (Sammā diṭṭhi), Retta Intenzione (Sammā saṃkappa), Retta Parola (Sammā vācā), Retta Azione (Sammā kammanta), Retta Sussistenza (Sammā ājīva), Retto Sforzo (Sammā vāyāma), Retta Presenza Mentale (Sammā sati) e Retta Concentrazione (Sammā samādhi), che guidano verso saggezza, moralità e disciplina mentale, come spiegato nel primo sermone del Buddha.

La saggia conclusione dovrebbe essere che anziché parlare della "storia dello yoga" che postula un ente originario chiamato yoga, è semmai opportuno trattare solo della "storia dei discorsi sullo yoga", con un continuum ondulatorio fatto di aperture e chiusure. 

Gli autori:  Federico Squarcini, Dottore di ricerca in 'Studi Religiosi: Scienze Sociali e Studi Storici delle Religioni' presso l'Università di Bologna, è Professore associato di Storia delle religioni all'Università Ca' Foscari di Venezia. Luca Mori, filosofo e formatore, insegna Storia della filosofia all'Università di Pisa. 

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