Chakra è un termine che significa "centro", "ruota". Gli Yantra sono i diagrammi simbolici, usati per la meditazione e si riferiscono ai chakra. L'energia che si accumula nei sette chakra ci consente di avere un'attività intellettuale, emotiva e spirituale.
1° chakra, muladhara o “chakra della radice”. Posizione: nella parte inferiore del bacino, tra coccige e pube, e situato sotto l’osso sacro. Colore: rosso. Significato: è la stabilità psichica nelle diverse situazioni della vita, la capacità di governare gli istinti; associato all’elemento TERRA. Questo centro, formato da quattro petali è posto al di fuori della colonna vertebrale e a livello fisico corrisponde al plesso pelvico. Per attivarlo occorrono asana che lavorano sui piedi e sulle gambe. Ghiandole: surrenali. Senso: olfatto. Bija mantra: Lam. L'elefante è il simbolo del chakra.
2° chakra, svadhistana o chakra sacrale. Posizione: metà inferiore del ventre, vicino al plesso sacrale. Colore: arancio. Significato: è connesso al cibo, alla gioia di vivere, alla sessualità e al corpo. È in relazione all’elemento ACQUA e al gusto. Stimola creatività, sicurezza di sé e vitalità. Dal punto di vista fisico aiuta a prevenire i disturbi mestruali, e le malattie degli organi sessuali, i dolori ai reni, l’impotenza. Sei Petali. Gli asana migliori per questo chakra, sono quelli che lavorano con i fianchi ed il bacino. Ghiandole: testicoli e ovaie. Senso: gusto. Bija mantra: Vam. Il simbolo di questo chakra è il makara un animale simile a un coccodrillo.
3° chakra: manipura o “chakra del plesso solare”. Posizione: metà superiore del ventre, due dita circa sotto l’ombelico. Colore: giallo. Significato: rappresenta la volontà, l'autostima e l'autonomia personale. L’elemento è collegato al FUOCO. Manipura controlla il potere di digerire. Questo terzo chakra è rappresentato da un fiore di loto che ha dieci petali . La vista è l’organo di senso. Quando non vi è equilibrio, c’è il rischio di nutrire un Ego smisurato, che ci impedisce di far salire l’energia verso il chakra del cuore. La ghiandola endocrina associata a questo chakra è il pancreas. Gli asana migliori che lavorano con questo centro energetico sono quelli che utilizzano gli addominali. Ghiandole: pancreas, surrenali. Senso: vista. Bija mantra: Ram. Il simbolo che troviamo è l'ariete, sacro ad Agni Dio del fuoco.
4° chakra, anahata o “chakra del cuore”. Posizione: zona pettorale del corpo. Colore: verde. Significato: è la capacità di amare. Composto da dodici petali. Nel chakra del Cuore risiede il Sé, l’Atma in sanscrito. La ghiandola endocrina associata a questo chakra è il timo, e questo centro energetico regola le attività dei polmoni, quindi il respiro, cuore, sistema circolatorio e respiratorio. Gli asana migliori per riequilibrare le energie di Anahata sono quelli di “apertura” del torace. Ghiandola: timo, Senso: tatto. Bija mantra: Yam. Il suo simbolo è la gazzella.
5° chakra, vishuddha o “chakra della gola”. Posizione: nella metà inferiore del collo e a livello delle clavicole. Colore: azzurro / blu. Significato: è la creatività, la comunicazione, la spiccata percezione estetica. E’ composto da Sedici petali e regola il funzionamento delle orecchie, del naso, della gola, del collo, dei denti, regola il funzionamento delle ghiandole tiroidee. dolce nella comunicazione. La ghiandola endocrina associata a questo chakra è la tiroide, e questo centro energetico regola le attività di gola, collo, bocca, denti, mandibola, udito, esofago, parte alta dei polmoni, braccia. La sua energia è associata all’elemento ETERE. Ghiandole: tiroide, paratiroide. Senso: udito. Bija mantra: Ham. il simbolo è l'elefante.
6° chakra, ajna o “chakra del terzo occhio”. Posizione: si trova al centro della fronte. Colore: indaco. Significato: è la mente razionale. Questo centro dai due petali controlla le ghiandole pituitaria e pineale a livello fisico, governa i nostri occhi. La persona diventa compassionevole. Il chakra del terzo occhio è associato all’ipofisi, la ghiandola adibita al controllo del sistema ormonale. Le parti del corpo ad esso associate sono cervelletto, sistema nervoso, sistema ormonale, occhi, orecchie, naso e seno paranasale. Gli asana migliori per riequilibrare questo chakra sono quelli maggiormente legati all’aspetto mentale, come gli esercizi di visualizzazione, concentrazione, o la meditazione. Ghiandole: pineale (epifisi). Senso: vista. Bija mantra: Om. Il chakra Ajna non è rappresentato da nessun animale e questo significa che comprendiamo che ogni albero, ogni pietra, ogni respiro, ogni coda di topo è il nostro SÈ; non esiste niente che non sia in noi.
7° chakra, sahasrara o “chakra della corona”. Posizione: sopra il cranio. Colore: viola. Significato: comunione con il Divino, in senso individuale è l'autorealizzazione. Questo centro dai mille petali è il centro più importante ed è situato nell’area limbica del cervello. Il chakra della corona è associato alla ghiandola pineale, un centro che, nel nostro corpo, regola il ritmo sonno-veglia, fame-sete e la temperatura corporea, oltre che stimolare l’ipofisi a produrre ormoni. Per riequilibrare questo chakra si può fare Yoga Nidra. Ghiandole: pituitaria (ipofisi). Bija mantra: Ah. Qui avviene l'unione di Shakti e Shiva, gli opposti si uniscono.
Le sette ghiandole endocrine che corrispondono ai sette chakra sono la pineale, la pituitaria, la tiroidea, la para-tiroidea, il timo, il pancreas, le ovaie e i testicoli. La pratica dei chakra stimola queste ghiandole portando il benessere. Il prana fluisce nel nostro corpo attraverso degli speciali canali energetici chiamati “nadi“; questi canali energetici sono numerosissimi, (se ne contano più di 72.000), ma ne esistono tre principali: Sushumna, Ida e Pingala. Sushumna è la nadi principale; inizia il suo percorso alla base della spina dorsale e lo termina sulla sommità del capo.
Osho ha raggruppato i tre chakra più bassi denominandoli “la giungla”, e i tre chakra più alti denominandoli “il giardino”; il chakra centrale all'altezza del cuore l’anatha ed è la porta che conduce dalla giungla al giardino.
I primi tre appartengono ad una personalità estroversa, senza di loro la vita diverrebbe impossibile, costituiscono delle misure di sopravvivenza e vengono attivati sin dalla nascita. Sesso, denaro, reputazione, prestigio, fama appartengono tutti a questi tre chakra. Il sesso è l’epicentro della mente estroversa. I tre chakra superiori vengono attivati dopo un lungo lavoro su se stessi e di introspezione, la preghiera e la meditazione sono l’epicentro della mente introversa. Nel quarto chakra all’altezza del cuore si manifesta l’amore.
La filosofia dello yoga ci insegna che l'essere umano non è solo un corpo fisico fatto di ossa, muscoli e sangue, ma è costituito da tre corpi complessi (il corpo fisico, il corpo astrale e il corpo spirituale, comunemente conosciuto come anima) collegati tra loro attraverso l'energia vitale (il prana) e composti da molteplici strati chiamati kosha.
I prana sono le energie sottili di cui abbiamo bisogno per le attività della vita come pensare, parlare, muoversi, digerire, ecc. ed esistono cinque tipi di prana principali: 1- L'Udana prana si riferisce all'energia o alla forza vitale situata sopra il cuore. 2- Il prana prana funziona esplicitamente nella regione del cuore. 3- Il Samana prana è la forza vitale responsabile di facilitare la digestione e il metabolismo nel corpo umano. 4 - Il Vyana prana è responsabile della circolazione del sangue e degli altri fluidi corporei in tutto il corpo. 5. L'Apana Prana è la forza dell'escrezione. Questo prana elimina ed espelle le scorie e le tossine dal corpo.
Nello yoga si parla principalmente di cinque kosha (involucri) (Annamaya, Pranamaya, Manomaya, Vijnanamaya, Anandamaya) o tre corpi (fisico, sottile, causale), che descrivono la nostra esistenza su livelli diversi, dal grossolano (fisico) allo spirituale (beatitudine), ma se si cercano "4 corpi", si può fare riferimento ai quattro elementi che compongono l'Antahkarana (mente, intelletto, subconscio, ego) o ai quattro "tipi" di yoga (Kama, Artha, Dharma, Moksha), o alla "mente neutra" nel Kundalini Yoga, ma la visione più completa è quella dei cinque Kosha.
I cinque kosha si trovano all'interno dei tre corpi. Kosha in sanscrito significa "guaina" o "copertura", i kosha sono cinque strati che racchiudono la Pura Coscienza (Purusha) o Sé (atman). In sanscrito sono chiamati Annamaya Kosha (guaina del cibo), Pranamaya Kosha (guaina del prana o della vita), Manomaya Kosha (guaina della mente), Vijnanamaya Kosha (guaina della conoscenza o della saggezza) e Anandamaya Kosha (guaina della beatitudine). I 5 kosha, o strati, fungono da tappe per il nostro viaggio alla scoperta di noi stessi. Lavorando attraverso ciascuno di questi strati, possiamo muoverci verso uno stato di maggiore consapevolezza e autorealizzazione.
Facciamo adesso una visualizzazione degli yantra, che sono diagrammi basati sulla geometria sacra. Quando la narice sinistra Ida è attiva – la mente è predominante, quando è attiva la narice sinistra pingala – il prana è predominante.
Partiamo dal muladhara chakra alla base della colonna fino ad arrivare all’anatha chakra dove risiedono le nostre migliori qualità. Con questa pratica risvegliamo queste qualità e generiamo buoni sentimenti sia all’interno di noi, che all’esterno. Agiamo da spettatori, da osservatori. Adesso soffermiamoci sul respiro e sentiamo che non siamo separati dal resto e che facciamo parte del Tutto. Ritorniamo dolcemente alla nostra quotidianità.
-- Alla base della colonna, nel Muladhara chakra visualizziamo un quadrato che è il simbolo della stabilità.
-- All'altezza del plesso sacrale, nello Swadistana chakra, visualizziamo il quadrato con all'interno un cerchio simbolo della perfezione.
-- All'altezza dell'ombelico. nel Manipura chakra, visualizziamo il quadrato con all'interno un cerchio, con all'interno un triangolo con la punta verso l’alto che è il simbolo dell’elemento maschile.
-- All'altezza del cuore, nell'Anatha chakra, visualizziamo il quadrato con all'interno un cerchio, con all'interno un triangolo con la punta verso l’alto che è il simbolo dell’elemento maschile, e un triangolo con la punta verso il basso che è il simbolo dell’elemento maschile. I due triangoli rappresentano la perfezione, l’unione assoluta.

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