Aprirsi all’esperienza dell’istante presente. Durata 15 minuti. Mi porto seduto.
Iniziare con il suono di un campanello.
Meglio che posso, durante questo esercizio cercherò di essere qui, semplicemente presente a tutto quello che accade, prendo consapevolezza, coscienza della posizione del mio corpo, permetto al mio dorso di essere più dritto possibile, senza rigidità, lascio i miei reni inarcarsi un po’, le mie spalle aprirsi, la nuca e la testa restano diritte, prendo dolcemente coscienza e consapevolezza del mio respiro, dei movimenti della mia respirazione, osservo come l’addome e il torace vanno e vengono al ritmo del respiro, si aprono e si chiudono sotto l’effetto del respiro, osservo il movimento dell’aria che entra nel mio corpo e esce dal mio corpo, sento il passaggio di questa aria nel mio naso, nella gola, all’inizio dei bronchi, osservo la differenza di temperatura tra l’aria che inspiro, e l’aria che espiro, più tiepida quando esce …. sento la respirazione che va e viene in tutto il mio corpo, …. realizzo che tutto il mio corpo respira, ….
Ora dolcemente per un istante porto tutta la mia consapevolezza (coscienza) sui suoni che mi circondano, dell’ambiente sonoro, di questo bagno sonoro che arriva alle mie orecchie, alcuni suoni mi sembrano gradevoli altri sgradevoli, ma che li percepisco come gradevoli o sgradevoli sono qui, e arrivano alla mia coscienza, allora li accolgo senza irrigidirmi, li accolgo perché sono già qui, quale che sia il mio giudizio su di loro …
Prendo coscienza della mia respirazione, coscienza del mio corpo, coscienza dei suoni, poi un momento, realizzo che non sono più nell’esercizio, ma sono partito nei miei pensieri, realizzo che mi sono focalizzato su qualcosa, la mia attenzione si è focalizzata su un oggetto preciso, dei pensieri, delle emozioni, delle immagini, forse dei dolori collegati alla mia posizione, ogni volta che la mia mente si disperde così, ne prendo consapevolezza e non cerca di scacciare questo oggetto che ha catturato la mia attenzione, no, non cerco a riconcentrarmi, no, provo di nuovo a allargare la mia coscienza, a riconnettermi al mio respiro, al mio corpo, ai suoni, e a tutto questo nello stesso momento in una coscienza accogliente e aperta, … dolcemente, regolarmente instancabilmente, ingrandisco le frontiere della mia mente, estendo il campo della mia coscienza, accolgo tutto, visto che quello che mi da fastidio è già qui, accolgo tutto il resto, …. non cerco niente altro, assolutamente niente altro che essere qui, cosciente, presente, vivo, … istante dopo istante, respirazione dopo respirazione, … non cerco niente altro, assolutamente niente altro, che aprire la mia coscienza, ancora e ancora, … fino a non essere più che una pura presenza, un respiro, un corpo, … il ricettacolo del mondo, … resto semplicemente qui, senza aspettative, senza giudizio, giusto qui a percepire, … a percepire la vita, qui e ora.
Lasciando l’esercizio, non lascerò l’istante presente che ritornerà dolcemente e regolarmente lungo tutto l’arco della giornata, … nel cuore di tutte le mie attività, mi rivolgerò verso l’esperienza dell’istante presente e sarà come un rifugio, una base di osservazione, di pacificazione di riunificazione, con me stesso e il mondo che mi circonda …
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