La sofferenza, il disagio, la frustrazione sorgono perché la nostra mente non è sotto il nostro controllo; siamo noi a essere sotto il controllo della nostra mente che, a sua volta, è controllata dai nostri pensieri disturbanti. Permettiamo alla nostra mente di essere controllata dai nostri nemici interiori: ignoranza, rabbia ed egoismo. Invece di contrastarli e cercare di liberarcene, diamo loro carta bianca e accettiamo di essere sconfitti. Questo è un problema. Tutto qui. Questa è la nostra vita quotidiana.
Ma se ci sforzassimo di tenerli sotto controllo troveremmo finalmente pace e gioia nella nostra vita quotidiana e la sofferenza che vogliamo evitare cesserà. Ma finché permetteremo ai pensieri disturbanti di controllarci andremo inevitabilmente incontro a problemi e dolore.
Se nella nostra vita di tutti i giorni desideriamo la pace mentale allora, anche se non riusciamo a rinunciare a noi stessi per prenderci cura degli altri esseri senzienti con totale dedizione, anche se non riusciamo a cambiare così tanto, dovremmo almeno praticare l’equanimità, comprendendo che noi e gli altri esseri senzienti siamo identici nel non desiderare nemmeno il minimo disagio e nel voler essere felici e appagati. Da questo punto di vista, siamo perfettamente uguali.
Limitarsi a conoscere e comprendere gli insegnamenti non è sufficiente: il loro scopo è che vengano messe in pratica. Se non pratichiamo ciò che sappiamo, non sperimenteremo la pace mentale. Quindi, se non riusciamo ancora a scambiare noi stessi con gli altri — rinunciando al nostro egocentrismo per essere totalmente altruisti — dovremmo quanto meno cercare di praticare l’equanimità.
È tutto molto logico. Riflettete: la vostra famiglia, gli amici e i colleghi, chiunque nel vostro Paese e, in ultima analisi, proprio tutti gli esseri senzienti desiderano essere felici, non vogliono soffrire. Esattamente come voi. Ecco perché non c’è alcuna ragione che giustifichi che la vostra felicità e la vostra libertà dalla sofferenza siano più importanti di quelle di chiunque altro.
Per prima cosa, provate a pensare al vostro partner e a qualcuno che odiate, al vostro nemico: sono uguali. Non c’è una sola ragione che dimostri che la libertà dalla sofferenza e la felicità della persona che amate siano più importanti di quelle della persona che non vi piace. Poi pensate allo stesso modo riguardo al resto della vostra famiglia, ai vostri colleghi, ai vicini di casa, ai connazionali, all’umanità tutta e poi a qualsiasi essere senziente. D’accordo, parlano lingue diverse, si vestono ognuno a suo modo, il colore della pelle cambia ma sono tutti esattamente uguali. Per quanto siano diversi, sono esattamente uguali da questo punto di vista.
Quindi voi e la persona che non vi piace per niente, il vostro nemico, desiderate la felicità e non volete il benché minimo disagio esattamente alla stessa maniera. E ne avete l’identico diritto. Sia voi che gli altri siete nella medesima condizione per un ulteriore aspetto: avete bisogno dell’aiuto altrui, così come gli altri hanno bisogno del vostro. Questa è la realtà ed è per questo che è sconcertante far del male agli altri per nessun motivo valido se non per il proprio tornaconto personale. È ingeneroso e meschino. Ma se in una famiglia, o anche in una coppia, c’è qualcuno che pratica l’equanimità, ci sarà molta pace e armonia.
L’uguaglianza di cui parlo è un fatto, un dato di realtà mentre l’idea che “io sono più importante degli altri, del mio nemico, di tutti gli esseri senzienti” è una nostra visione errata. A dire il vero, l'”Io” che si sente più importante degli altri non esiste nemmeno, è un’allucinazione. Quindi aggrapparsi a un’allucinazione è piuttosto ridicolo. Eppure è ciò che facciamo incessantemente, giorno dopo giorno ed è proprio da qui che nasce tutta la confusione.
L’egocentrismo è la fonte della nostra depressione, della nostra aggressività, degli esaurimenti nervosi, dei fallimenti, delle situazioni indesiderabili, degli alti e bassi della vita e dei problemi quotidiani. Più forte è, maggiori sono i problemi che sperimentiamo; e più intensa è la nostra preoccupazione per noi stessi, il nostro desiderio di felicità personale, più facilmente ci sentiamo a disagio. Ci arrabbiamo persino con gli uccellini che cinguettano fuori dalla nostra finestra. Ci arrabbiamo con i cani che abbaiano e persino con il rumore del vento tra gli alberi! Se il nostro cibo si è raffreddato ne facciamo un dramma. Accadono molte cose sconcertanti come queste. Magari per altre persone ciò che fa innervosire o arrabbiare un egoista non è affatto un problema.
Bastano pochi esempi per comprendere che tutto deriva dalla mente della persona egoista. Se va in giro si sente disturbata; se resta a casa, idem. Ovunque vada, è sempre irritata.
Le coppie egoiste litigano continuamente: litigano in giardino, litigano in casa; in camera da letto, in sala da pranzo, a colazione, pranzo e cena. L’unico momento in cui non litigano è quando non sono insieme. Sono tutte cose che il Buddha ha spiegato nei suoi insegnamenti.
Ma se almeno uno dei due rinunciasse alla propria felicità a favore di quella dell’altro, la relazione diventerebbe pacifica e armoniosa; maggiore è la rinuncia, maggiore è la pace e l’armonia.
Avrete dunque compreso quanto sia incredibilmente importante trasformare la propria mente, praticare l’equanimità, passare da un modo di vedere egocentrico e a autoriferito a un atteggiamento gentile e altruista. E' tutto molto logico e basato sull’evidenza dei fatti. È lampante. Facciamo un altro esempio: se voi e un’altra persona state morendo di fame e l’altra persona trova del cibo e ve lo offre, rinunciando alla sua felicità per la vostra, quanto vi rende felici? Ecco la dimostrazione di come la rinuncia all’egocentrismo causi felicità.
Se gli altri vi trattano male, vi criticano, sottolineano i vostri errori e questo vi ferisce, ancora una volta è per il vostro atteggiamento egoistico: se non foste così ossessionati da voi stessi, se non vi consideraste il centro dell’universo, gli altri potrebbero dirvi qualunque cosa e non ne verreste minimamente toccati. La critica ferisce solo il vostro ego. Ecco perché dovreste considerarlo un nemico e per farlo dovreste riconoscerne i difetti e gli svantaggi. Magari state cercando di praticare il Dharma ma qualunque cosa facciate con il corpo, la parola e la mente non diventa Dharma, anche di questo è responsabile l’atteggiamento egoistico; le vostre azioni non diventano Dharma perché avete un atteggiamento egoistico.
Ricevete ogni tipo di insegnamento sull’addestramento mentale (lojong) da molti Lama, ma di fronte a un problema non solo non li mettiamo in pratica ma addirittura non ce li ricordiamo! Qualcuno ci tratta male o si approfitta di noi e non riusciamo a ricordare quale meditazione dovremmo praticare in quel momento. Perché? Perché stiamo seguendo l’atteggiamento egoistico. Finché ci comporteremo così i buddha dei tre tempi potrebbero stare davanti a noi per darci insegnamenti per cento eoni, e le loro parole non sarebbero di alcun beneficio, non cambierebbero la nostra mente. Se non facciamo uno sforzo in prima persona, non importa chi è il maestro, persino Gesù in persona, non accadrà nulla, non troveremo pace…
lunedì 11 maggio 2026
La felicità e la sofferenza - Lama Thubten Zopa Rinpoche
La felicità che desideriamo, la sofferenza che non vogliamo, la felicità che cerchiamo di ottenere, la sofferenza che cerchiamo di eliminare o evitare: tutto proviene dalla mente e non dalla mente di qualcun altro, ma dalla nostra.
Lama Zopa Rinpoche è uno dei maestri di Buddhismo tibetano più rinomati a
livello internazionale. Nato nel 1946 in Nepal, a tre anni è stato
riconosciuto come reincarnazione di Kunsang Yeshe del lignaggio
buddhista Nyngma. Il suo maestro è Lama Thubten Yeshe. Insieme nel 1967
fondarono in Nepal i monasteri di Kopan e di Lawdo e nel 1974 la
Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana (FPMT), un
network internazionale di centri e progetti di Dharma.
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