lunedì 11 maggio 2026

La meditazione - Walpola Rahula

Walpola Rahula Thera (1907-1997) è stato un monaco buddista, il primo professore di Storia e Religioni in una università occidentale. In questo testo L'insegnamento del Buddha - Walpola Rahula spiega cosa è la meditazione.  La vera meditazione buddhista non significa affatto una fuga dalla realtà.  Il termine originale, Bhavana, significa coltura mentale, o sviluppo mentale, il tentativo di depurare la mente dalle impurità e da ciò che al turba. E coltivare qualità positive come l'energia, concentrazione, l'attenzione, ecc.          

Ci sono due forme di venivano considerati come meditazione; una è sviluppo della concentrazione mentale (samatha) nel fissare la mente in un unico punto, che conduce alla sfera della né-percezione, nè non percezione. Questo tipo di meditazione esisteva prima del Buddha. Questi stati mistici  come un vivere in pace in questa esistenza.  Con il Buddha si introduce un altro tipo di meditazione Vipassana o visione penetrativa della natura delle cose, che conduce alla liberazione della mente, alla realizzazione della Realtà ultima, al Nirvana. E' un metodo analitico basato sulla consapevolezza, l'attenzione, la vigilanza, l'osservazione. Il discorso sulla meditazione o sviluppo mentale si chiama Satipatthana-sutta, i Fondamenti della consapevolezza.

 Uno degli esempi di meditazione è la consapevolezza del respiro, dell'inspirazione e dell'espirazione. La mente è concentrata sul respiro in modo da essere consapevole dei suoi movimenti e mutamenti di ritmo. Poco a poco la mente riuscirà ad essere concentrata solo sul respiro, si farà l'esperienza di un istante in cui non esisterà alcun suono, e il mondo esterno  non esisterà, si arriva alla realizzazione mistica. La facoltà di concentrazione è essenziale per ogni tipo di comprensione, penetrazione, di visione profonda della natura delle cose, alla realizzazione del nirvana.    L'esercizio sulla respirazione porta a risultati immediati, migliorerà la salute fisica, il sonno, la calma e l'efficienza. 

Un'altro tipo di meditazione consiste nell'essere attenti e consapevoli di qualsiasi cosa si faccia durante la quotidianità, si arriverà a essere consapevoli di vivere nel momento presente, nell'azione presente. Spesso si vive nel passato o nel futuro, e si fanno più cose contemporaneamente.  Ma la vera vita è il momento presente. Dovete dimenticarvi di voi stessi e perdervi in ciò che fate, coltivando incessantemente la consapevolezza mentale.

Esiste un modo di praticare lo sviluppo mentale (meditazione) che riguarda le nostre sensazioni o sentimenti. in questo modo si riesce ad essere consapevoli e testimoni dello nostre emozioni. Si osservano oggettivamente le emozioni che sorgono e si riesce a controllarle, se fossero negative. 

Vi è anche una meditazione su temi etici, spirituali e intellettali. Tutti gli studi, letture, conversazioni, riflessioni su questi temi sono una forma di meditazione, Si può riflettere sui cinque impedimenti che sono: desideri sessuali, malizia, odio e collera, torpore e indolenza, l'agitazione e l'ansia, i dubbi scettici. Sui sette fattori dell'illuminazione: consapevolezza, ricerca, energia, gioia, rilassamento, concentrazione, l'equanimità.  Si può anche meditare sui quattro stati sublimi: amore e benevolenza,  compassione per tutti gli esseri, gioia compartecipe, equanimità nelle vicende della vita. 

Tutto questo deve essere applicato nella quotidianità e non nel chiuso di un monastero. Sariputta, il principale discepolo del Buddha, disse: "colui che conduce una vita pura in un villaggio è assai superiore a quello che vive come un asceta nella foresta". Un uomo che passa tutta la vita in solitudine, preoccupato solo del suo benessere e della sua salvezza non segue l'insegnamento del Buddha, che è basato sull'amore, sulla compassione e sul servizio degli altri.  Occorre rispettare i sei gruppi sociali e familiari: genitori, maestri, la moglie e i figli, gli amici, i parenti, i vicini, i servitori, operai, impiegati e i religiosi. 

Se si vuole diventare buddhisti non c'è nessuna cerimonia di iniziazione da compiere, si è considerati buddhsiti se si prende rifugio nei tre gioielli e si osservsano i cinque precetti. non distruggere una vita, non rubare, non commettere adulterio, non dire il falso, non assumere sostanze inebrianti.

Il buddhismo si interessa anche del benessere sociale e economico di tutti gli esseri, non è facile condurre una vita spirituale se le condizioni sociali e materiali non sono favorevoli.  Certe minime istanze materiali devono essere soddisfatte per arrivare ad avere un successo spirituale.  Ci sono anche il Cakkavattisihanandasutta e il Kutananda sutta che trattano di questi temi. migliorandeo le condizioni economiche si ridurranno i crimini.  Il Buddha considerava il progresso e il benessere economico una precondizione per la felicità umana, che è basata sulla spiritualità e sull'etica, e predicava la nonviolenza e la pace come messaggio universale. Intervini di persona per prevenire la guerra, come ad esempio tra i Sakya e i Koliya.    Un paese per essere felice deve avere un sovrano e un governo giusto che governi in armonia con il suo popolo. 

La solo conquista che porti pace e felicità è la conquista di sé. Si possono conquistare milioni di uomini in battaglia, ma chi conquista se stesso, uno solo, è il più grande dei conquistatori. 

L'odio non è mai placato dall'odieo, ma è placato dalla gentilezza, si deve vincere la collera con la gentilezza, la valvagità con la bontà, l'egoismo con la carità, e la menzogna con la verità. E questo e vero anche su scala nazionale e internazionale. Aoka (III a.C.) è l'unico esempio nella storia dell'umanità in cui un sovrano all'apice del potere, rinuncia alal guerra, alla violenza e abbraccia il buddhismo e un messaggio di pace  e nonviolenza. Il buddhismo propugna una società in cui la compassione sia il motore dell'azione; in cui tutti gli esseri viventi, anche i più insignificanti, siano tratttati con giustizia, considerazione e amore. 

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