lunedì 16 marzo 2026

La Fiera dei Maestri Yoga - di Simone Carbonardi

Se giri un po’ tra sale e tappetini, succede spesso — guarda i vicini —
che nello yoga, piano piano, compaia una fiera… dell’essere umano.
 
Una fiera buffa, senza biglietto, dove ognuno insegna il metodo perfetto.
Tutti sicuri, tutti maestri, tutti convinti d’aver gli strumenti.
 
 
 
C’è quello che entra con aria importante, parla pianissimo… ma per un istante.
Sospira, ti guarda, fa cenno col mento — e tutti pensano: “che insegnamento”.
C’è la yogini tutina aderente, più posa elegante che studio presente.
Il tappeto coordinato col cielo e col mare, la disciplina… può ancora aspettare.
C’è il super sportivo che guida la classe come se fosse gara di masse:
“più plank! più forza! più ritmo! più ardore!” lo yoga diventa allenamento da cuore.
C’è il maestro da fisioterapista convinto che guarda ogni anca con zelo distinto.
Angoli, leve, gradi e torsione, ma la mente… resta fuori lezione.
C’è quello che mescola tutto un po’: zen, sciamanesimo, tantra e kung-fu.
Due campane, tre incensi, quattro visioni — lo yoga diventa buffet di fusioni.
C’è lo yogi influencer sorridente che insegna più pose che presenza della mente.
Tra tramonti perfetti e sguardi ispirati lo yoga finisce… nei post programmati.
C’è il guru del respiro concentrato che inspira piano, molto impegnato.
Conta i secondi con aria sincera… poi perde la frase a metà della sera.
C’è la maestra tutta vibrazione che parla soltanto di luce e unione.
“Tutto è energia!” ripete serena, ma se fai una domanda… cambia scena.
C’è il proto-induista molto ispirato che parla di India da appena tornato.
Tre frasi in sanscrito dette a metà, e guai se l’accento sbagliato sarà.
C’è il maestro carismatico solenne che parla lento e sospira perenne.
Atmosfera sacra, silenzio rituale — se tossisci… rovini il segnale.
C’è il moralizzatore disciplinare che sa sempre cosa non devi fare.
Se ridi un momento o sbagli un secondo ti manda a meditare… fuori dal mondo.
C’è il maestro del “lascia fluire”, che invita soltanto a non intervenire.
“Osserva, accogli, non fare resistenza”… ma perde di vista anche la presenza.
C’è la yogini sempre in ritiro, un mese nel bosco, poi torna in giro.
Racconta silenzi, digiuni e visioni — ma non spiega mai le applicazioni.
C’è quello che vede il karma ovunque andare, in ogni starnuto, in ogni inciampare.
Se oggi scivoli o perdi l’equilibrio, “è il karma che parla” — dice con piglio.
E così nella fiera dei maestri yoga ognuno racconta la propria via nuova.
Uno corregge, uno ispira, uno vende, uno promette poteri che nessuno comprende.
 
Ma se resti fermo un momento a guardare tra tutto quel gran parlare,
forse compare — tranquillo e leggero — qualcuno che osserva davvero.
 
Non fa gran scena, non cerca applausi, non vende misteri né formule strane.
Si siede, guarda la mente muovere pensiero dopo pensiero.
E mentre la fiera continua a gridare “nuova scuola! venite a provare!”
lui ride piano e dice soltanto: “meno teatro…    più Yoga Sutra, intanto.”
 

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