mercoledì 1 aprile 2026

Il Buddhismo - Christmas Humphreys - 2

 Oggi ci sono almeno quattro scuole buddhiste. La Theravada (La dottrina degli anziani) è probabilmente più vicina all'insegnamento tradizionale; il Mahayana (Grande veicolo) poggia su due pilastri della saggezza (prajana) e della compassione (karuna); il buddhismo Tibetano che sebbene faccia parte del Mahayana, con gli apporti tantrici e i suoi riti esoterici è molto diverso; il buddhismo Zen giapponese che è completamente diverso da ogni altra religione-filosofia.         

Il campo abbracciato dal buddhismo può essere considerato come tre cerchi concentrici: l'insegnamento originale, il suo sviluppo, le aggiunte ulteriori. 

 

I testi di riferimento sono 1) il Canone Pali della scuola meridionale o Theravada, dove sottolineano che l'io effimero deve morire e in questo modo l'uomo otterrà l'illuminazione,  2) i sutra del Mahayana molto posteriori al canone.

Il maha bodhi, o suprema saggezza, è la meta di ogni studio, di ogni sforzo nello sviluppo del proprio io. Alla fine ogni essere vivente raggiungerà l'Illuminazione Spirituale. 

Tutto è transitorio, questo approccio, se portato alla logica conclusione produce la dottrina del sunyata, del Vuoto. Cioè tutte le cose manifeste, se analizzate e ridotte ai loro componenti risultano prive di forma continua o di sostanza non soggetta a mutamenti. Dietro allo spettacolo della vita c'é unicamente lo Spirito, ogni cosa è priva di contenuto finale. E' difficile contemplare l'infinito, è più facile fissare lo sguardo su qualcosa di pìù vicino: Dio, dei, santi,  

 Il Buddha nei suoi insegnamenti analizzò quella cosa chiamata uomo, e dimostrò che non conteneva neppure un fattore permanente, nè alcuncchè di simile ad un'anima immutabile e immortale.  L'io quotidiano deve morire, solo in quel momento compare l'io che conosce se stesso come Uno. Tutti hanno la natura di Buddha, Tu sei Buddha. 

Quando era un semplice uomo, veniva chiamato l'amico Gotama, da quelli che, assieme a lui, cercavano la verità. Soltanto quando conseguì l'illuminazione prese il nome di Buddha. Da allora fu chiamato Bhagavat (Signore) e Tathagata.

Quando arrivò all'illuminazione, Gotama aveva 35 anni.  Riunì l'Io che era ancora umano con l'Io di pura illuminazione e nacque un nuovo Buddha, il quarto della dinastia. Esitò molto prima di decidersi di insegnare l'esistenza del sentiero che conduce al termine della sofferenza. Sembrerebbe che lo stesso Bhrama intercesse per l'umanità.

Il Buddha decise che avrebbe predicato il Dhamma all'umanità. Nel suo primo sermone predicò la via di mezzo e le quattro nobili verità. Kondanna uno dei 5 asceti venne ordinato discepolo del Tathagata. Nel secondo sermone parlò dei cinque componenti della personalità: corpo, sensibilità, percezione, predisposizioni dello spirito e coscienza. Tutti posso soggiacere alla sofferenza, sono transitori, privi di anima (ma non parlò della natura dell'anima).  L'uomo saggio essendosi spogliato di desiderio per le cose dei sensi, allontana la causa delle sue sofferenze.  Gli aderenti al buddhismo, anche i laici, venivano consacrati con una formula semplice: il mio rifugio raggiungo nel Buddha, il mio rifugio raggiungo nel Dharma (insegnamento), il mio rifugio raggiungo nel Sangha (Ordine o comunità). 

La matrigna del Buddha Mahaprajapati, fu la prima donna ad essere ammessa all'ordine su insistenza di Ananda, e fu la prima Bhikkhuni.  Altri discepoli Magallana e Sariputta, Davadatta cugino del Buddha, ruolo di Giuda.  Dieci stupa furono eretti sulle ceneri del Buddha. Lo stupa di Bhattibrolu conteneva una fiala con un'etichetta che furono date alla società Maha Bodhi che costruì una sala del tempio a Calcutta. I centri di pellegrinaggio buddhisti sono i giardini Lumbini dove nacque Buddha, Kusinara dove  morì, Buddha Gaya il luogo dell'illuminazione (controllato però dagli indù) , e il parco dei daini  di Sarnath dove diede il primo sermone. 

Il primo concilio fu tenuto a Rayagaha per fissare il contenuto degli insegnamenti del buddha nei tre canestri del canone.  Upali il discepolo più anziano illustrò le regole dell'ordine (il Vinaya-Pitaka), Ananda recitò i sermoni (il Sutta-Pitaka) e Kassapa illustrò l'aspetto metafisico e filosofico ( l'Abhidhamma).

Un secondo concilio fu tenuto cento anni dopo a Vesali, dopo si verificò una scissione tra i componenti dell'Ordine. Una parte del sangha, l'attuale scuola Mahayana,  chiese che le regole fossero mitigate e sosteneva che tutti avevano in nuce la condizione spirituale di Buddha e che potesse essere raggiunta anche senza la rigorosa osservanza delle regole. 

Nel 270 a.C. salì al trono dell'India Asoka Maurya, si convertì al buddhismo e con il suo aiuto il buddhismo si diffuse in tutta l'Asia.  Un terzo Concilio si tenne a Pataliputra.   Le dottrine braminiche cominciarono ad infiltrarsi negli insegnamenti originari del Buddha e questo contribuì alla nascita della scuola settentrionale Mahayana.  Alcuni sostengono che il Mahayana rappresenta la dottrina esoterica del Buddha da lui rivelata solo ai suoi "Eletti", altri che è una eresia che ha contaminato la purezza degli insegnamenti.  Le scuole Mahayana proponevano un ideale meno ascetico e gli insegnamenti differivano dal messaggio contenuto nel canone Pali. 

Dopo un secolo dalla morte di Asoka il cambiamento fu profondo: il Buddha veniva trasformato in un Essere sovrumano e la sua essenza spirituale entrava a far parte del pantheon. L'ideale dell'Arhat, quello che con strenui sforzi conquistava l'illuminazione cedette all'ideale del Bodhisattva, il salvatore dell'umanità. La compassione (karuna) fu posta in maggior rilievo. La salvezza si ottiene tramite la fede (bhakti yoga).   Anicca-Anatta, la dottrina secondo la quale ogni cosa è caduca, inclusa l'anima, venne sviluppata, fino ad arrivare alla fase del Sunyata assoluto, il Vuoto plenitudine. Diminuì l'importanza della sofferenza (Duhkha) e fu fatta balenare la possibilità  per tutti gli esseri umani di raggiungere la felicità di un paradiso buddhista. Abbiate fede e il principio del Buddha, insito in voi, vi salverà. Si aggiunge al percorso spirituale il culto e il karma diventa collettivo, con le nostre azioni influenziamo la società in cui siamo. 

Sintetizzando le scuole Mahayana ritenevano che l'insegnamento proposto dal canone tradizionale era qualcosa di incompleto, era l'insegnamento di Sakyyamuni proposto a quanti erano incapaci di comprendere le più profonde verità. Le scuole Hinayama ritenevano che le proposte della nuova scuola si allontanavano dall'insegnamento originario rappresentato dal canone Pali. 

 Con lo sviluppo dello Zen riemerse l'antico vigore buddhista, nel lavorare con diligenza e disciplina per arrivare all'illuminazione. Con il Buddhismo del Puro Paese, il culto di Amithabha si consolidò la salvezza basata sulla fede e sulla grazia. 

Il quarto concilio si svolse sotto il regno di Kushan Kanishka (87-103 d.C.) tentò, senza successo, di armonizzare le divergenze tra le due scuole. Nuovi sutra come il Saddharma-Pandarika e Avatamsaka (scritti probabilmente nel 1 secolo d.C.) divennero oggetto di discussioni alla università di Nalanda e ispirarono Nagarjuna, considerato uno dei più grandi filosofi buddhisti. 

Nagarjuna tentò di conciliare la dottrina realistica con quella che nega la realtà e consolidò il Madhamika, la scuola del sentiero di mezzo dando vita ad una serie di scritti che confluirono nel Prajna-Paramita. La verità assoluta richiede l'illuminazione spirituale per poter essere posseduta a pieno e la verità relativa che progredisce col progredire dell'individuo.  

Verso il 4 secolo d.C. presero vigore le scuole dello Yogachara (insegnamento della pratica dello yoga) fondata da due bramini di nome Asanga e Vasubandu (fratelli?).  Queste scuole asserivano che tutto è Unicamente Spirito. Tutto è irreale tranne la consapevolezza, sebbene in un mondo di apparenze di agisca come se  tali apparenze fossero reali. Si asserisce la relatività di ogni cosa, e con la pratica si arriva alla conoscenza finale e perfetta, ci rendiamo conto , che il mondo in cui viviamo è solo l'apparenza dell'Essenza del Puro Spirito. La sofferenza apaprtiene al mondo delle illusioni, ma si dovrebbe assistere coloro che soffrono.  Con l'andare del tempo tale scuola adottò l'uso esoterico di mantra e mudra.

Nel settimo secolo d.C.  Santideva scrisse un compendio sulle regole morali per gli aspiranti bodhisattva, il Sikshasamuccaya, e un testo sull'addestramento per l'illuminazione, il celebre Bpdhicaryavatara. 

Nel 1000 d.C. in India rimase ben poche tracce del buddhismo, i bramini approfittarono dell'antagonismo tra le due scuole principali buddhiste per riprendere il sopravvento. E le invasioni degli turchi e la distruzione dell'università di Nalanda intorno 1193-1197 d.C. il buddhismo scomparve dall'India. 

Le due scuole buddhiste iniziarono il loro pellegrinaggio nell'Asia, il buddhismo cominciò a propagarsi in quasi tutti i Paesi asiatici fino ad arrivare ad essere la filosofia/religione  più diffusa del mondo. 

Ceylon, Birmania, Siam, Cambogia, Cina  caratterizzata dal tripode della religiosità: taoismo, confucianesimo, poi arrivò Bodhidharma che fece piazza pulita del pensiero filosofico buddhista connesso alla teoria della salvezza mediante la fede.  Propose la scuola Ch'an che  penetrò in Giappone nel 552 d.C. passando dalla Corea dove arrivò nel 272 d.C.   In Giappone c'era la shintoismo, e si sviluppò anche un neo-confucianesimo. 

Credenze buddhiste: tolleranza e pazienza nei confronti di tutti,  l'universo è stato sviluppato, le verità naturali sono state rivelate dai Buddha, il quarto Buddha è Gotama Buddha, l'ignoranza origina il desiderio che è il motivo della reincarnazione,  quando il desiderio di vivere si estingue, si estingue la reincarnazione, e con la meditazione si raggiunge l'illuminazione. Il Buddha insegnò la 4 nobili verità, il karma è determinato dalle azioni di un individuo, un buon karma si raggiunge con non uccidere, non rubare, non indulgere in piaceri sessuali interdetti, non mentire, non prendere sostante inebrianti, non bisogna credere ciecamente a ciò che si ascolta, anche detto da un saggio, se è contrario ai dettami della ragione.   

Ogni uomo è responsabile della propria salvezza e deve agire con diligenza, e seguire i 12 principi dle buddhismo.   L'insegnamento del Buddha nega i due assunti dell'Occidente: un Dio assoluto e personale e l'immortalità dell'anima. E in merito alla realtà mantenne un "nobile silenzio".

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Il buddhismo non è pessimistico, nè ottimistico, entrambi sono degli estremi, ma è per la via di mezzo. Il buddhismo esalta il valore della vita, ma non nei suoi aspetti materiali. Non è la vita ad essere un male, ma lo stupido attaccamento alla vita, il legarsi alla Ruota.  Nessun essere racchiude in sè un'anima  o entità imperiture. Poiché il finito non può mai tornare all'Infinito, dietro ogni uomo,  c'è un divino elemento, la coscienza beatifica, che in alcuni momenti entra in rapporto con l'assoluto. Questa concezione sta alla base del Mahayana sotto una diversa terminologia. Il Buddha  non ha mai negato la dottrina dell'Atman, ma ha negato l'esistenza di un'anima immortale. Rirtiene che sia un organismo complesso, mutevole, incontinua evoluzione. C'è un continuum dell'io costituito da corpo, anima e spirito a cui pone termine l'illuminazione spirituale. 

Buddhismo Theravada pone fine alla sofferenza mediante l'eliminazione della sua causa, il desiderio e ciò si effettua percorrendo il nobile sentiero. Non cercate rifugio in altri che in voi stessi.  

I dodici Nidāna (o anelli dell'origine dipendente) nel buddhismo
spiegano il meccanismo che perpetua il samsara, ovvero il ciclo di nascita, sofferenza e rinascita. Basati sul principio che ogni fenomeno sorge in dipendenza da un altro, questi anelli illustrano come l'ignoranza (avidyā) porti alla sofferenza e come, comprendendoli, sia possibile raggiungere la liberazione. Ogni azione provoca il suo debito risultato. Il karma e il libero arbitrio sono due aspetti della stessa verità spirituale: il presente è determinato dal passato, ma il futuro rimane libero. 

Semini un pensiero, raccogli un fatto - semini un fatto raccogli un'abitudine, - semini un'abitudine raccogli un carattere, - semini un carattere raccogli un destino.     

Nel modo in cui le cause messe in atto da un uomo reagiscono su di lui, così la causalità colelttiva posta in atto da un gruppo, reagisce sul gruppo.  

Per la scuola settentrionale ciò che rimane e si reincarna può essere considerato un individuo, per la scuola meridionale un complesso, anonimo residuo di karma.

I cinque precetti (Pañcasīla) nel buddhismo sono le regole etiche fondamentali per i laici, volte a evitare la sofferenza e coltivare una mente consapevole. Essi prevedono di astenersi da: uccidere o nuocere agli esseri viventi, rubare, condotta sessuale irresponsabile, mentire e usare sostanze inebrianti. 

Tutti possono acquistare meriti medianti atti quotidiani di bontà. Il merito di un'azione sarà proporzionato al bene che ne trarranno tutti gli esseri viventi. 

Nel buddhismo Theravada, il progresso spirituale verso l'illuminazione (Nirvana) è strutturato attraverso tappe precise, che riflettono la progressiva eliminazione delle impurità mentali (kilesa) e delle catene (samyojana) che legano al ciclo delle rinascite.
Le fasi principali si dividono in quattro stadi di santità, definiti dall'ottenimento del "frutto" (phala) a seguito del "sentiero" (magga):
    Sotapanna (Entrato nella Corrente): È la prima fase di risveglio. Il Sotapanna ha eliminato le prime tre catene: la visione illusoria del sé (personalità), il dubbio sulla dottrina e l'attaccamento ai riti e rituali. Rinascerà al massimo altre sette volte, ma non cadrà più nei piani di esistenza inferiori.
    Sakadagami (Colui che ritorna una volta): Il Sakadagami ha indebolito notevolmente le catene del desiderio sensuale e dell'avversione/malanimo. Ritornerà in questo mondo degli esseri umani al massimo un'altra volta prima di raggiungere la liberazione.
    Anagami (Non-ritornante): L' Anagami ha eliminato completamente il desiderio sensuale e l'avversione. Dopo la morte, non rinasce più nel mondo sensuale (Kama-loka), ma rinasce nei "Puri Dimore" (Suddhavasa), dove raggiunge il Nirvana.
    Arahat (Colui che è degno): È lo stadio finale. L' Arahat ha distrutto tutte le dieci catene, inclusi il desiderio per l'esistenza nel mondo della forma e senza forma, l'orgoglio, l'irrequietezza e l'ignoranza. Avendo estinto ogni impurità, non rinascerà più e raggiunge il Nirvana. 

Il sentiero per avanzare in queste fasi si basa sulla pratica del Nobile Ottuplice Sentiero, che si articola in tre pilastri fondamentali: 
    Sila (Virtù/Etica): Retta Parola, Retta Azione, Retto Sostentamento (i Cinque Precetti base).
    Samadhi (Concentrazione): Retto Sforzo, Retta Presenza Mentale, Retta Concentrazione (pratica della meditazione Samatha e Vipassana).
    Panna (Saggezza): Retta Visione, Retta Intenzione (comprensione delle Quattro Nobili Verità: sofferenza, origine, cessazione e via).

 I quattro Brahma-vihara, spesso tradotti come "Dimore Divine", "Stati Sublimi" o "Incommensurabili", sono quattro qualità mentali e stati emotivi coltivati nel buddhismo Theravada. Essi rappresentano la capacità del cuore di espandersi, promuovendo il benessere proprio e degli altri. 
I quattro Brahmavihara sono:
    Mettā (Gentilezza amorevole/Benevolenza): La volontà che tutti gli esseri siano felici e stiano bene. È l'amore incondizionato che non cerca il possesso e desidera il bene dell'altro.
    Karuṇā (Compassione): La risposta alla sofferenza altrui, ovvero il desiderio che gli esseri vengano liberati dalla sofferenza.
    Muditā (Gioia compartecipe/Empatica): La capacità di rallegrarsi sinceramente della felicità, del successo e della fortuna degli altri, superando l'invidia.
    Upekkhā (Equanimità): Una mente equilibrata, imparziale e serena, che non viene scossa dalle vicissitudini della vita, dagli opposti (piacere/dolore, guadagno/perdita) o dall'attaccamento e dall'avversione. 

    Obiettivo: Purificare la mente, sviluppare concentrazione e coltivare stati mentali salutari, liberando la mente dalla sofferenza.
    Pratica meditativa: In genere si inizia coltivando queste qualità verso se stessi, per poi estenderle gradualmente verso persone care, persone neutrali, persone ostili e infine a tutti gli esseri senzienti, abbattendo le barriere.
    Rilevanza: Sono descritti come una "dimora" nel senso che, con la pratica costante, diventano il modo abituale di percepire e reagire al mondo. 
Questi stati sono considerati "incommensurabili" perché, quando sviluppati pienamente, non conoscono confini o distinzioni.

Per il Theravada il Nirvana non è un annullamento nichilista, ma la cessazione di ciò che causa sofferenza, permettendo di ottenere la massima felicità e la completa liberazione mentale. 

Per la scuola Theravada la scuola Mahayana è una scuola eretica, una commistione di aggiunte e sviluppi successivi -   per il Mahayana la scuola Theravada è composta da principianti. 

Il canone del Therevada è preciso e tradotto in Pali. I testi del Mahayana sono in quattro lingue e molto complessi. 

Per il Mahayana la realtà è inesprimibile, il mondo esiste, ogni individuo è potenzialmente un Buddha, si è passati dall'Arhat al Bodhisattva,   dall'anatta allo sunyata.  

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