mercoledì 17 giugno 2026

Boris Cyrulnik

 Boris Cyrulnik è un neuropsichiatra, etologo e psicoanalista, nato a Bordeaux nel 1937.  Di origine ebraiche, scampato alla deportazione ma rimasto orfano e affidato ai servizi sociali, ha compiuti gli studi di Medicina all’Università di Parigi specializzandosi nel 1970 in Neurologia e Psichiatria. 

Ambientalista militante, tra i fondatori dell’etologia umana, responsabile di un gruppo di ricerca in Etologia clinica all’ospedale di Tolone, sviluppando la teoria dell’attaccamento elaborata da J. Bowlby ha ampliato al campo psicologico l’accezione tecnica del termine resilienza, intesa come capacità di reagire a traumi e difficoltà, recuperando l’equilibrio psicologico attraverso la mobilitazione delle risorse interiori e la riorganizzazione in chiave positiva della struttura della personalità. 

Tra le sue pubblicazioni tradotte in italiano si citano qui: Un merveilleux malheur (1999; trad. it. 2000); Autobiographie d'un épouvantail (2008; trad. it. 2009); Mourir de dire: la honte (2010; trad. it. 2011); Quand un enfant se donne «la mor» (2011; trad. it. Morire d’infanzia. Uno studio sul fenomeno del suicidio infantile, 2014); Sauve-toi, la vie t'appelle (2012; trad. it. La vita dopo Auschwitz. Come sono sopravvissuto alla scomparsa dei miei genitori dopo la Shoah, 2014); Psychothérapie de Dieu (2017; trad. it. 2018).  

Di fronte alla disorganizzazione sociale, Cyrulnik propone di opporre resistenza coltivando la resilienza e l’empatia. Mette in guardia dal rischio di una «decivilizzazione», caratterizzata dalla perdita dei rituali quotidiani (buone maniere, cortesia, ascolto). Per affrontarla, è essenziale ricreare legami e pensare con la propria testa. Ascoltare gli altri, mantenere relazioni affettive rassicuranti, circondarsi di persone benevole permette di stimolare il cervello, regolare le emozioni e sviluppare la fiducia in se stessi e la propria autonomia, anche a costo di isolarsi temporaneamente dal conformismo. Occorre ricostruire dei piccoli rituali di interazione come il sorriso, l'ascolto, il turno di parola, che strutturano la civiltà e favoriscono la convivenza. 

Cyrulnik manda un grande messaggio di speranza: "Dobbiamo reinventare una civiltà che consenta una convivenza armoniosa tra uomini e donne, tra adulti e bambini, tra esseri umani diversi – ma anche tra gli esseri umani e la natura.».

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