Guidalberto Bormolini, barba lunghissima bianca modello santone orientale, è un sacerdote, teologo e antropologo, che ha creato una comunità spirituale (Borgo Tutto è Vita) vicino Prato che accoglie persone malate verso il fine vita. Bormolini conferma: “Yoga in Occidente è travisatissimo". Yoga è una parola potente, il nostro corpo è una sapiente esperienza yogica. Esiste anche uno yoga cristiano. Al borgo si pratica yoga ma bisogna osservare i 10 comandamenti prima di fare gli Asana.
L’esperienza mistica di Bormolini è un unicum nella spiritualità italiana che rischia ogni giorno di mescolarsi a ciarlatanerie e fedi cieche: “Non capiamo più il mistero del corpo. Non capiamo che per gli antichi ogni organo canta di riflesso con tutto il cosmo. C’è un’assimilazione tra corpo, sole, luna, stelle e cielo: e viaggiando nel corpo si viaggia nei cieli“. Parla spesso dello stupore perfino degli scienziati sul mistero della materia. “Il premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia, disse ‘osservo la natura e c’è qualcosa di più grande in ogni particella’. Il nostro corpo non è solo il tempio dello spirito quindi, ma partecipa a questa meraviglia sinfonica“.
“La meditazione non è qualcosa che si fa, ma che si vive". E ai pazienti che si avvicinano alla morte, facciamo capire che il corpo è ben di più del corpo fisico. Cerchiamo di passare dal compatire al co-gioire. Io riempio il mio cuore ferito per la gioia che mi procura nell’aprirmi al sole, quando di questo nettare ce n’è per tutti si fa festa e così riempiamo il cuore dell’altro. Il co-gioire è un sentimento più nobile del compatire e la meditazione è l’arte con cui puoi farlo“.

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