giovedì 4 giugno 2026

I cinque punti fondamentali della pratica dello Yoga

Secondo lo Yoga la vita umana somiglia a un triangolo. Nell’angolo in basso a sinistra abbiamo la nascita. Il lato sinistro è la giovinezza, che conduce al vertice, la maturità. Da lì inizia il declino, la vecchiaia, che conduce all’angolo basso a destra, la morte.  La base del triangolo rappresenta la vita dopo la morte, che riconduce a una nuova nascita.
 Per uno Yogi, che vede il corpo esclusivamente come uno strumento per condurre la propria ricerca spirituale, è importante che questo strumento, questo veicolo, possieda sempre il massimo vigore. Lo Yoga, è la disciplina che permette al corpo e alla mente di mantenere il più a lungo possibile alti livelli di efficienza. Un corpo sano e una mente controllata conferiscono al praticante di Yoga la giusta forza di volontà e la capacità di applicarsi alla disciplina con profitto.

 

Swami Vishnudevananda, ha sintetizzato in cinque punti fondamentali la pratica dello Yoga.
Giusto Esercizio - le asana, le posizioni dello Yoga, se praticate correttamente e con regolarità, aumentano la circolazione, lubrificando le giunture, i muscoli e i legamenti. In questo modo conferiscono al corpo la flessibilità e la forza necessarie, in particolar modo alla colonna vertebrale, che è il punto di scambio e di controllo di tutte le energie che fanno funzionare l’organismo. Oltre ad agire sull’apparato osteoarticolare e su quello muscolare, le asana svolgono un’importante funzione di stimolo su tutti gli organi interni, che vengono massaggiati ed irrorati di sangue. Le asana danno i massimi risultati quando vengono eseguite lentamente e con consapevolezza, vengono mantenute per un certo periodo di tempo, con effetti non solo sui vari apparati del corpo umano, ma anche sulla mente, che diventa più calma e perciò più concentrata, più pronta alla meditazione.
Giusta Respirazione - Il prana, l’energia vitale che rende vivo il nostro corpo, viene assorbito in vari modi: raggi solari, energia della Terra, cibo. Ma il più importante di tutti, per quantità e qualità, è il respiro. È per questo che imparando a respirare bene impariamo anche a controllare l’afflusso di prana nel nostro organismo. La maggior parte dell’umanità normalmente usa solo un terzo delle proprie capacità polmonari, respirando in maniera superficiale e affrettata, soprattutto nei momenti di tensione psicologica. Questo vuol dire che incamera meno energia di quanta gliene serve, creando un continuo stato di carenza energetica e di debolezza psichica. Il pranayama, con i suoi vari esercizi respiratori, ci insegna a prendere pieno controllo del respiro, a potenziarlo e a renderlo regolare, non solo durante le lezioni di Yoga, ma sempre, in qualsiasi momento.
Gli Yogin, i praticanti dello Yoga, sanno per esperienza che esiste un’intima connessione tra respiro e mente. Basta pensare a come cambia il respiro, anche inconsapevolmente, nei vari stati emotivi in cui ci veniamo a trovare: affrettato e superficiale nei momenti di tensione o d’ira; calmo e quasi impercettibile quando siamo concentrati, a volte fino all’apnea (e tutti trattennero il fiato!). È per questo che imparando a controllare il respiro, non solo miglioriamo l’assunzione di energia vitale, ma gradualmente portiamo la mente in uno stato di calma profonda che aiuta la concentrazione e la meditazione.
Giusto Rilassamento - Come qualsiasi apparato, anche il corpo e la mente ogni tanto richiedono del riposo. Ogni lezione di Yoga inizia e finisce con alcuni minuti di rilassamento profondo, che viene indotto con tecniche specifiche dall’insegnante. Inoltre, tra un’asana e l’altra, si interpongono sempre dei momenti di rilassamento, soprattutto Savasana, per evitare che il corpo rispenda subito il prana accumulato durante la pratica e per mantenere calma la mente. Nello Yoga il rilassamento non consiste semplicemente nello sdraiarsi e restare fermi, ma, attraverso i tre livelli di rilassamento, fisico, mentale e spirituale, nel cercare di raggiungere uno stato di profonda quiete interiore. Soltanto quando si raggiunge questo stato di quiete il rilassamento diventa veramente rigenerante.
Giusta Dieta - Vegetariana. Il cibo che assumiamo quotidianamente ha una doppia funzione: rigenerare le cellule che hanno terminato il loro ciclo vitale e darci l’energia fisica necessaria a svolgere tutte le funzioni del corpo, dalla digestione alla respirazione, dalla circolazione ai vari movimenti. Poiché mangiamo più volte al giorno ogni giorno, è molto importante che questo cibo abbia certe caratteristiche di purezza, non solo per il corpo fisico, ma anche per quello sottile. Per questo dobbiamo fare attenzione che i cibi siano leggeri, non molto elaborati, possibilmente integrali e biologici, senza additivi chimici di vario genere. Soprattutto è importante che siano alimenti che rispettano gli animali e il pianeta, secondo una delle regole fondamentali dello Yoga: ahimsa, la non violenza. Cereali, legumi, frutta, verdure, latte, questi sono gli alimenti di cui abbiamo bisogno. Alimenti che hanno un alto contenuto di energia sottile e pura. Ovviamente il passaggio alla dieta vegetariana non deve essere automatico, anche se spesso con l’andar del tempo, chi pratica lo Yoga lo sente  più come una necessità che un’auto imposizione.
Pensiero Positivo e Meditazione.  Non si può pensare di praticare lo Yoga e condurre una vita materialistica, piena di desideri mondani. Lo Yoga, come ci insegnano i Maestri, è “vivere in maniera semplice e pensare in maniera elevata”. Le varie pratiche servono soprattutto a conquistare una consapevolezza sempre maggiore del nostro corpo, del nostro respiro, della nostra mente e infine della nostra componente spirituale, la più importante. La consapevolezza ci rende capaci di controllare e concentrare la mente fino ad arrestarla, per godere dello stato meditativo, del silenzio interiore, della Beatitudine Divina, Anānda. 

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