giovedì 4 giugno 2026

Lo yoga moderno - Risultati

Il dato numerico è emblematico: in Italia si è passati, nell’arco dell'ultimo decennio, da una stima di poco più di tre milioni di praticanti a oltre dieci milioni, con un incremento che supera il duecento per cento, e questo dato, che potrebbe essere letto come un segnale di successo, deve invece essere interrogato nella sua qualità, perché a una crescita quantitativa così significativa non corrisponde una trasformazione altrettanto evidente sul piano delle abilità cognitive, della stabilità mentale o della riduzione della conflittualità, e questo scarto tra diffusione e risultato è il segno più chiaro di un problema strutturale.    

Lo yoga, purtroppo, si è trasformato in un grande mercato del benessere. Ritiri, festival, community online, teacher training. Spazi dove ci si sente capiti, accolti, parte di qualcosa. Il problema è che tutto questo contiene il disagio — non lo risolve. È sollievo, non trasformazione. Comfortevole, ma inutile rispetto al vero obiettivo dello yoga.
Patañjali nei suoi Yoga Sūtra descrive un metodo preciso, sequenziale, rigoroso — un intervento sulla mente, non una collezione di esperienze da collezionare. Eppure i Sūtra vengono citati ovunque, spesso solo per dare un'aria antica e autorevole a pratiche che con quel testo hanno poco a che fare.

L'errore di base è uno: si parte sempre dal corpo. Lo yoga cerca legittimazione nella scienza: neuroscienze, anatomia, fisiologia. Come se avesse bisogno di un'altra disciplina per dimostrare di valere qualcosa. Non è un segnale di apertura — è un segnale di insicurezza. Un sistema che non si fida più di se stesso.  Il risultato? Insegnanti formati male che formano altri insegnanti formati male. Un errore che si moltiplica.
In sanscrito esiste una parola: avidyā. Non significa semplicemente ignoranza. Significa vedere qualcosa al posto di qualcos'altro — un velo così sottile che non ti accorgi nemmeno di averlo. 

Lo yoga moderno è esattamente questo: un sistema che promette chiarezza e produce nebbia. L'antidoto, sempre nei Sūtra, è śauca — pulizia. Non una pratica in più da aggiungere alla lista. Si dovrebbe tornare allo yoga come sistema di conoscenza, e questo implica accettare una complessità che non è negoziabile.

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