giovedì 4 giugno 2026

I Mantra e i Mahavakya

 I Gayatri sono dei Mantra che hanno una particolare metrica, di solito 24 sillabe, in parte lode ad Ishvara, il Creatore, in parte preghiera per l’illuminazione. Il Gayatri è un Mantra molto popolare in India, e questa è la forma più diffusa: 

 OM                Simbolo del Para Brahman Bhur Bhu-Loka (piano fisico) 
 Bhuvah         Antariksha-Loka (piano astrale) 
 Svah              Svarga-Loka (piano celeste) 
Tat                   Quello; Paramatman trascendente 
Savitur             Ishvara o Creatore 
Varenyam        Degno di essere venerato o adorato 
Bhargo            Che elimina peccati ed ignoranza. Splendore di gloria 
Devasya          Risplendente; luminoso 
Dheemahi       Noi meditiamo 
Dhiyo              Buddhi; intelletto; comprensione 
Yo                   Che; chi 
Nah                Nostro 
Prachodayat   Illumina; guida; spinge a fare.
 
 
Il significato è il seguente:  Meditiamo sulla gloria di Ishvara, che ha creato l’universo, che è degno di essere adorato, che è l’incarnazione della conoscenza e della luce, che toglie tutti i peccati e l’ignoranza. Possa Egli illuminare i nostri intelletti.  
 
 Oltre a questo, che è il Gayatri Mantra fondamentale, esistono anche i Gayatri delle varie divinità, così abbiamo il Gayatri di Ganesha, di Vishnu, di Durga e così via. 
 
 Mahavakya.  Vak vuol dire ‘parola’ e ‘maha’ grande. Quindi, Mahavakya vuol dire ‘grande espressione verbale’ o ‘grande affermazione’. 
Sono delle frasi brevissime che racchiudono l’essenza della saggezza del Vedanta. Le quattro più conosciute e più importanti sono estrapolate ognuna da uno dei quattro Veda, e sono le seguenti: Prajñānam brahma - "La coscienza è Brahman" – Rig Veda 
Ayam ātmā brahma - "Questo Sé (Atman) è Brahman" –Atharva Veda 
Tat tvam asi - "Tu sei quello” - Sama Veda 
Aham brahmāsmi - "Io sono Brahman" – Yajur Veda. 
 Tutte e quattro affermano in maniera inequivocabile l’identità dell’Atman col Brahman. Nella prima l’Atman viene indicato come pura coscienza, Prajñānam, cioè, per unirsi al Brahman, bisogna essere coscienti della nostra natura divina, che è un riflesso del Brahman stesso. 
Nella seconda, l’identità è tra Atman e Brahma. 
Nella terza Tat, quello, indica l’incommensurabile, l’Essere Supremo; tvam, tu, il Jiva, e asi, sei, l’unione tra i due. 
Nella quarta, lo stesso concetto viene espresso in prima persona, Aham. 
 
 OM “La sillaba Om è tutto l'universo. Il passato, il presente, il futuro: tutto ciò è compreso nella sillaba Om. E anche ciò che è al di là del tempo, che è triplice, è compreso nella sillaba Om. Infatti, ogni cosa è il Brahman; l'Atman è il Brahman. Questo Atman ha quattro modi di essere.” Mandukya Upanishad, 1-2.   Om è il Mantra universale, il Mantra della Creazione, il suono dell’Universo. Om è l’espressione sonora o, in assenza di suono, di vibrazione sottile dello stesso Brahman. È causa ed origine di ogni suono e di ogni cosa nel Cosmo intero. 
 
Pur essendo normalmente considerato un suono unico, in realtà OM è composto da tre suoni distinti:        A, U e M. Parte dalla parte posteriore della bocca (A), passa al centro (U) e si conclude anteriormente verso le labbra (M). 
È consigliabile fare una piccola pausa di silenzio alla fine di ogni Om. I tre suoni coinvolgono anche tre Chakra, sede dei Granthi, sorta di nodi, cancelli, che impediscono alla Kundalini di salire lungo la Sushumna Nadi fino a quando il praticante non è pronto a gestirla. I tre Granthi sono il Brahma Granthi, nel Muladhara Chakra (perineo), il suono è A; il secondo è il Vishnu Granthi, nell’Anahata Chakra, il suono è U; il terzo è il Rudra, o Siva, Granthi, nell’Ajna Chakra, il suono è M. 
 
Om rappresenta molte triadi presenti nel Vedanta: Creazione (Brahma), preservazione (Vishnu) e cambiamento, Pralaya (Siva); passato, presente e futuro, i tre Guna, Tamas, Rajas e Sattva; i tre mondi o piani, Bhur, la Terra, Bhuva, l’atmosfera e Svah, il Cielo; i tre Sharira, corpi: Sthula Sharira, il corpo grossolano, fisico, Sukshma Sharira, il corpo astrale, e Karana Sharira, il corpo causale. 
 Ma la triade più importante, rappresentata dalle tre componenti dell’Om, è quella degli stati mentali: veglia, sogno e sonno profondo. Dall’analisi della mente in questi tre stati si può comprendere l’irrealtà del mondo sensibile e che l’unica realtà eterna e immutabile, Sat, è il Brahman, e il suo riflesso nel Jiva, l’Atman. Il silenzio alla fine della recitazione dell’Om rappresenta il superamento del tempo, l’infinito, del corpo e dei Guna, Moksha, dei mondi, la dimensione divina, e il quarto stato della mente, Turiya, lo stato di fermezza vigile e imperturbabile. Lo stato che si raggiunge quando il nostro livello di consapevolezza ci rende capaci di identificarci, non più, erroneamente col complesso corpo-mente-prana, ma con la nostra vera essenza divina, l’Atman.  

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