I Gayatri sono dei Mantra che hanno una particolare metrica, di solito 24 sillabe, in parte
lode ad Ishvara, il Creatore, in parte preghiera per l’illuminazione. Il Gayatri è un Mantra molto popolare in
India, e questa è la forma più diffusa:
OM Simbolo del Para Brahman
Bhur Bhu-Loka (piano fisico)
Bhuvah Antariksha-Loka (piano astrale)
Svah Svarga-Loka (piano celeste)
Tat Quello; Paramatman trascendente
Savitur Ishvara o Creatore
Varenyam Degno di essere venerato o adorato
Bhargo Che elimina peccati ed ignoranza.
Splendore di gloria
Devasya Risplendente; luminoso
Dheemahi Noi meditiamo
Dhiyo Buddhi; intelletto; comprensione
Yo Che; chi
Nah Nostro
Prachodayat Illumina; guida; spinge a fare.
Il significato è il seguente: Meditiamo sulla gloria di Ishvara, che ha creato l’universo, che è degno di essere adorato,
che è l’incarnazione della conoscenza e della luce, che toglie tutti i peccati e l’ignoranza.
Possa Egli illuminare i nostri intelletti.
Oltre a questo, che è il Gayatri Mantra fondamentale, esistono anche i Gayatri delle varie divinità,
così abbiamo il Gayatri di Ganesha, di Vishnu, di Durga e così via.
Mahavakya. Vak vuol dire ‘parola’ e ‘maha’ grande. Quindi, Mahavakya vuol dire ‘grande espressione
verbale’ o ‘grande affermazione’.
Sono delle frasi brevissime che racchiudono l’essenza della
saggezza del Vedanta. Le quattro più conosciute e più importanti sono estrapolate ognuna da uno
dei quattro Veda, e sono le seguenti: Prajñānam brahma - "La coscienza è Brahman" – Rig Veda
Ayam ātmā brahma - "Questo Sé (Atman) è Brahman" –Atharva Veda
Tat tvam asi - "Tu sei quello” - Sama Veda
Aham brahmāsmi - "Io sono Brahman" – Yajur Veda.
Tutte e quattro affermano in maniera inequivocabile l’identità dell’Atman col Brahman.
Nella prima l’Atman viene indicato come pura coscienza, Prajñānam, cioè, per unirsi al Brahman,
bisogna essere coscienti della nostra natura divina, che è un riflesso del Brahman stesso.
Nella
seconda, l’identità è tra Atman e Brahma.
Nella terza Tat, quello, indica l’incommensurabile,
l’Essere Supremo; tvam, tu, il Jiva, e asi, sei, l’unione tra i due.
Nella quarta, lo stesso concetto
viene espresso in prima persona, Aham.
OM
“La sillaba Om è tutto l'universo. Il passato, il presente, il futuro:
tutto ciò è compreso nella sillaba Om. E anche ciò che è al di là del tempo, che è triplice, è
compreso nella sillaba Om. Infatti, ogni cosa è il Brahman; l'Atman è il Brahman. Questo Atman ha
quattro modi di essere.” Mandukya Upanishad, 1-2. Om è il Mantra universale, il Mantra della Creazione, il suono dell’Universo. Om è
l’espressione sonora o, in assenza di suono, di vibrazione sottile dello stesso Brahman. È causa ed
origine di ogni suono e di ogni cosa nel Cosmo intero.
Pur essendo normalmente considerato un suono unico, in realtà OM è composto da tre suoni
distinti: A, U e M. Parte dalla parte posteriore della bocca (A), passa al centro (U) e si conclude
anteriormente verso le labbra (M).
È consigliabile fare una piccola pausa di silenzio alla fine di ogni
Om. I tre suoni coinvolgono anche tre Chakra, sede dei Granthi, sorta di
nodi, cancelli, che impediscono alla Kundalini di salire lungo la Sushumna Nadi fino a quando il
praticante non è pronto a gestirla. I tre Granthi sono il Brahma Granthi, nel Muladhara Chakra
(perineo), il suono è A; il secondo è il Vishnu Granthi, nell’Anahata Chakra, il suono è U; il terzo è
il Rudra, o Siva, Granthi, nell’Ajna Chakra, il suono è M.
Om rappresenta molte triadi presenti nel
Vedanta: Creazione (Brahma), preservazione (Vishnu) e cambiamento, Pralaya (Siva); passato,
presente e futuro, i tre Guna, Tamas, Rajas e Sattva; i tre mondi o piani, Bhur, la Terra, Bhuva,
l’atmosfera e Svah, il Cielo; i tre Sharira, corpi: Sthula Sharira, il corpo grossolano, fisico, Sukshma
Sharira, il corpo astrale, e Karana Sharira, il corpo causale.
Ma la triade più importante,
rappresentata dalle tre componenti dell’Om, è quella degli stati mentali: veglia, sogno e sonno
profondo. Dall’analisi della mente in questi tre stati si può comprendere l’irrealtà del mondo
sensibile e che l’unica realtà eterna e immutabile, Sat, è il Brahman, e il suo riflesso nel Jiva,
l’Atman. Il silenzio alla fine della recitazione dell’Om rappresenta il superamento del tempo,
l’infinito, del corpo e dei Guna, Moksha, dei mondi, la dimensione divina, e il quarto stato della
mente, Turiya, lo stato di fermezza vigile e imperturbabile.
Lo stato che si raggiunge quando il nostro livello di consapevolezza ci rende capaci di
identificarci, non più, erroneamente col complesso corpo-mente-prana, ma con la nostra vera
essenza divina, l’Atman.

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