Il vero segno dell'intelligenza non è la conoscenza, ma l'immaginazione - Albert Einsntein
Le persone sono brave nell'intuizione. I computer sono bravi nella memoria - Eric Schmidt
Pensare con la propria testa è altrettanto fondamentale che sentire, provare sentimenti profondi.
L'intelligenza artificiale (IA) è costituita da programmi che compiono funzioni che normalmente richiedono l'intelligenza umana. Per esempio giocare a scacchi, produrre software, immagini, video testi partendo da una descrizione verbale. Negli ultimi 5/10 anni sono stati creati algoritmi, basati sul funzionamento delle reti neurali biologiche che hanno consentito il riconoscimento di patter complessi, come, per esempio, la voce e le facce. Questo ha portato alla recente introduzione di software generativi come GPT (Generative Pre-trained Transformer) e Gemini che sono chiamati large language models (LLM). Una volta addestrati all'uso del linguaggio umano producono testi persuasivi e coerenti in risposta a varie domande. Si stanno rapidamente evolvendo in large multimodal models (LMM) e consentono di agire anche su immagini, video, audio e altro.
L'intelligenza umana differisce dall'intelligenza artificiale perché è caratterizzata da aspetti non algoritmici come inventiva, comprensione, immaginazione, curiosità, amore, determinazione, ecc.
L'intelligenza artificiale può diventare creativa se per creatività intendiamo le variazioni automatiche senza comprensione fatte su qualsiasi tema, come fa ChatGPT o software generativi di musica dopo che hanno imparato lo stile di Bach o di Vivaldi. Pertanto è ingannevole dire che l'IA sia creativa, quando è solo un'imitazione sofisticata della nostra creatività.
Per usare bene l'IA dobbiamo conoscere bene il tema che trattiamo e dobbiamo saperla più lunga dell'IA. L'IA generativa produce cose sensate 4 volte su 5; Quindi è utile se noi siamo in grado di porre le domande in modo corretto, e siamo in grado di vagliare attentamente le risposte.
L'IA apporterà dei grandi cambiamenti in alcuni settori, ad esempio potrà sviluppare veicoli che si guideranno da soli, ma non potrà sostituire i giudici, potrà solo affiancarli, perché la giustizia non è mera applicazione di leggi, ma è anche etica, discrezionalità, valutazione del caso singolo, cosa che una macchina non potrà mai fare bene. I computer sono stupidi, ma molto precisi, noi siamo imprecisi ma molto intelligenti, insieme si potrebbero fare molte belle cose. Usare il computer in maniera indiscriminata senza supervisione umana potrebbe essere molto pericolo. Usarlo in modo corretto potrebbe farci risparmiare tempo che potremmo dedicare alla nostra interiorità.

Geoffrey Hinton, considerato uno dei padri dell'IA ha recentemente lasciato Google per poter parlare liberamente dei rischi legati all'uso scorretto dell'IA. Il momento storico che stiamo vivendo è decisivo per il nostro destino. La tecnologia potrebbe portare l'umanità sull'orlo del disastro, non a causa della tecnologia, ma dell'uso manipolativo che ne verrà fatto. Diventeranno sempre più frequenti e più gravi i furti di identità, difficoltà a distinguere il vero dal falso, fake news, deepfake in grado di creare immagini e video iperrealistici di persone autorevoli, a cui fanno dire cose mai dette per screditarle. Per non parlare poi della censura e del discredito degli avversari politici.
Second Elon Musk, in futuro la realtà virtuale sarà così avanzata da non essere più distinguibile dalla vera realtà. Se perdiamo la capacità critica di distinguere il vero dal falso, il buono dal cattivo, il bello dal brutto e il giusto dall'ingiusto, come sta già in parte accadendo, non ci sarà speranza. Se non riusciremo più a riconoscere almeno la plausibilità di ciò che ci verrà propinato, a poco a poco saremo portati a credere che ciò che è completamente falso sia vero.
Le dittature, che si sono rette per decenni sulla disinformazione, hanno già dimostrato che questa strategia funziona, e quindi, potrebbe essere copiata di pari passo da chi controlla l'intelligenza artificiale.
I computer sono privi di volere, incluso quello di controllarci, quindi se l'IA si rivolterà contro di noi, lo farà unicamente se gli esseri umani l'avranno programmata e istruita per farlo.
Cominciano a manifestarsi anche aspetti inquietanti: alcuni piccoli gruppi negli Stati Uniti vogliono dare diritti alle macchine come se fossero coscienti. L'Arabia saudita ha concesso la cittadinanza onoraria a Sophia, una donna robot; Fino a poco tempo fa in questo Paese le donne non potevano nemmeno guidare. Poi, ci sono persone che dichiarano di essere sposati con un robot. E David Levy, esperto di IA, afferma che già nel 2050 questo tipo di matrimonio potrebbe essere legalizzato.
Un altro settore che si sta sviluppando tantissimo è quello dei cyborg, sistemi che combinano biologia, robotica e IA. Se al cervello aggiungiamo sensori e attuatori, possiamo creare veri e propri organismi più o meno autonomi in grado non solo di pensare, ma anche di agire, con potenzialità molto superiori al corpo umano.
Altro pericolo è quello che "Ben presto smetteremo di essere soddisfatti della vita nel mondo reale, e ci troveremo a vivere in un mondo virtuale". - Anuji Jasani
Il metaverso sarà sostanzialmente un universo virtuale immersivo in cui ci muoveremo in una realtà virtuale creata interamente da un computer, oppure in una sorta di realtà aumentata, o anche deformata da informazioni che provengono dal computer. Se sarà impiegato per migliorare la nostra capacità di conoscere noi stessi, per imparare ad avere più empatia, cooperazione e per risanare il pianeta, sarà una cosa fantastica. Ma sicuramente NON sarà così.
Già Facebook e i social danno la possibilità di vivere una vita alternativa, anche se non immersiva, dove si può scegliere di indossare "una personalità" come se fosse un abito. Cosa che apre la strada all'evasione dalla realtà. Sfuggire di vivere la propria vita sostituendola con una virtuale alternativa è pericoloso e simile a chi si droga per far fronte alle proprie difficoltà.
L'azienda NeuroLink di Elon Musk fondata con lo scopo della fusione uomo-macchina, vorrebbe creare un chip che possa essere impiantato direttamente dentro il cervello dell'uomo, così da consentirgli di comunicare con il computer e viceversa. Ci si sta avvicinando ad un sistema in cui un computer potrebbe controllare direttamente un corpo umano. Con il pretesto dell'utilizzo a fini umanitari, per aiutare i paraplegici o altri malati, si stanno sviluppando tecnologie il cui potenziale è molto preoccupante.
Oggi si parla anche di multiverso, uno dei primi scienziati a ipotizzare l'esistenza di universi paralleli è stato Hugh Everet nel 1957. Secondo questa teoria, nata per eliminare l'indeterminismo, quando avviene il collasso della funzione d'onda si creano altrettante copie dell'universo quante sono le possibilità calcolate dalla fisica quantistica; nell'istante successivo ogni universo si divide nuovamente, e così via. E in ogni universo vive una copia di noi che ha ottenuto un'altra delle innumerevoli possibilità. Non abbiamo abbastanza conoscenza in questo campo, in quanto è già difficile esplorare il nostro universo visibile costituito da 200 miliardi di galassie, ciascuna con miliardi di stelle e ciascuna stella con molti pianeti.
Secondo il transumanesimo e la singolarità tecnologica, portata avanti da Raymond Kurzwell (2009) i computer potranno disporre di una coscienza autonoma e saranno più coscienti di noi. Questa teoria si basa però su presupposti falsi: come facciamo a scaricare la coscienza e l'esperienza in un computer? E come facciamo a scaricare la memoria della nostra esperienza? In pratica, questa teoria pretende che i computer siano consapevoli.
Non si capisce bene l'origine di questi tentativi di rendere l'uomo immortale attraverso la tecnologia, quando noi umani siamo già immortali. Dobbiamo forse dedicarci a sviluppare il potenziale di umanità e la scintilla creativa che abbiamo in noi. Noi siamo parte intera del Tutto.
Federico Faggin è un fisico, inventore e imprenditore italiano. Ha inventato il microprocessore e ha fondato la "Federico and Elvia Faggin Foundation", un'organizzazione no-profit dedicata allo studio scientifico della coscienza.